13/10/2026
𝗡𝗲𝗹 𝟭𝟴𝟰𝟴, 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗲𝗿𝘁𝘂𝗿𝗯𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗴𝗲𝗼𝗺𝗮𝗴𝗻𝗲𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗽𝗼𝘁𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗮𝘃𝗲𝗿 𝗿𝗶𝘁𝗮𝗿𝗱𝗮𝘁𝗼 𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝘁𝗿𝗲𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝟭𝟲 𝗺𝗶𝗻𝘂𝘁𝗶.
Accadde a Exeter, nel sud dell’Inghilterra. Il sistema telegrafico utilizzato per verificare che la linea ferroviaria fosse libera smise di funzionare correttamente durante una forte perturbazione del campo magnetico terrestre. Senza poter accertare le condizioni della linea verso Starcross, il treno delle 22:05 rimase fermo in stazione.
Quasi due secoli dopo, uno studio pubblicato sulla rivista Space Weather ha ricostruito quell’episodio incrociando documenti ferroviari, giornali dell’epoca e osservazioni geomagnetiche.
Ma per oltre un secolo, questo episodio è stato collocato nell’anno sbagliato.
Un articolo pubblicato da Nature nel 1871 collocava infatti l’episodio al 18 ottobre 1841. Ma in quell’anno la linea ferroviaria tra Exeter e Starcross non esisteva ancora: sarebbe stata inaugurata soltanto nel 1846.
Gli indizi raccolti dai ricercatori conducono invece al 18 ottobre 1848. Proprio quella sera, i magnetogrammi dell’Osservatorio di Greenwich registrarono forti variazioni del campo magnetico terrestre; nello stesso periodo furono osservate aurore in diverse località britanniche e una grande regione di macchie solari era visibile sulla superficie del Sole.
L’episodio di Exeter resta così uno dei primi casi documentati di effetti dello space weather su un’infrastruttura tecnologica, anche se non il primo: la testimonianza più antica ritenuta attendibile risale al 19 marzo 1847 e riguarda un’interferenza con il telegrafo della Midland Railway.
Una vicenda che racconta qualcosa di molto attuale: quando nascono nuove tecnologie, possono emergere anche nuove vulnerabilità agli effetti dell’attività solare. E, qualche volta, per ricostruirle servono magnetogrammi, vecchi giornali e perfino un orario ferroviario del 1848.