Unicef Ragusa

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• Presidenza Provinciale: Palazzo Spadaro, via Francesco Mormino Penna, 34 - SCICLI (RG)

• Punto d'incontro: Corso Mazzini, 5 - SCICLI (RG)


Si riceve su appuntamento.

Presso l’Ufficio dell’Ambito Territoriale di Ragusa si è tenuta la fase conclusiva del Programma “Scuole per i diritti d...
16/06/2026

Presso l’Ufficio dell’Ambito Territoriale di Ragusa si è tenuta la fase conclusiva del Programma “Scuole per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza” promosso dall’UNICEF per l’anno scolastico 2025/2026

Si è tenuto presso la sede dell’Ambito Territoriale di Ragusa, in via Giordano Bruno, l’incontro conclusivo del Programma “Scuole per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza” promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dal Comitato Italiano per l’UNICEF, relativo all’anno scolastico 2025/2026: un significativo momento di restituzione, confronto e condivisione delle esperienze maturate dalle istituzioni scolastiche della provincia di Ragusa che hanno aderito al percorso.
L’incontro, che ha visto la partecipazione dei docenti referenti del Programma, si è configurato ancora una volta come una sorta di autentici “Stati Generali della scuola azzurra iblea”, una preziosa occasione in cui le diverse realtà scolastiche del territorio hanno potuto raccontare il proprio cammino educativo, evidenziando la ricchezza di una koinè valoriale e pedagogica che accomuna scuole differenti ma profondamente unite dalla volontà di porre al centro bambine, bambini e adolescenti quali titolari di diritti e protagonisti consapevoli del proprio percorso di crescita.
I lavori sono stati condotti dalla Dirigente dell’Ufficio IX – Ambito Territoriale di Ragusa, Dott.ssa Daniela Mercante, e dalla Presidente del Comitato Provinciale UNICEF Ragusa, Prof.ssa Elisa Mandarà, con il garbato coordinamento dell’Ins. Tiziana Bellassai, Referente del progetto per l’Ambito Territoriale di Ragusa.
Nel corso del suo intervento, la Presidente del Comitato Provinciale UNICEF Ragusa, Elisa Mandarà, ha espresso profonda gratitudine verso «le scuole della provincia che hanno accolto e fatto proprio il Programma “Scuole per i diritti”, dando vita negli anni ad una comunità educativa sensibile, competente e generosa, capace di tradurre quotidianamente i principi della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in esperienze concrete di crescita, ascolto, partecipazione e inclusione».
Un particolare riconoscimento è stato rivolto «ai dirigenti scolastici, ai docenti referenti UNICEF, preziosi, indispensabili motori del progetto, e a tutte le componenti della comunità scolastica che – continua Elisa Mandarà – con dedizione e passione, promuovono la mission dell’UNICEF, sostenendo con convinzione le numerose iniziative di sensibilizzazione e le campagne nazionali di solidarietà rivolte alle tante emergenze umanitarie che, in ogni parte del mondo, continuano a colpire drammaticamente l’infanzia più fragile».
La Presidente Mandarà ha inoltre sottolineato come il Programma “Scuole per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza” rappresenti un percorso educativo di straordinario valore, poiché non si limita alla conoscenza teorica dei diritti sanciti dalla Convenzione, ma accompagna bambini, bambine e adolescenti a vivere tali diritti all’interno della quotidianità scolastica, apprendendo attraverso ambienti inclusivi, rispettosi della dignità di ciascuno e fondati sul dialogo, sull’ascolto e sulla partecipazione attiva.
La Dirigente Daniela Mercante ha evidenziato come «il Programma abbia l’obiettivo di diffondere nel contesto educativo la conoscenza della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, coinvolgendo bambini, bambine, ragazzi, ragazze e adulti in un processo condiviso di crescita civile e democratica. Attraverso la promozione dell’ascolto, della libera espressione e della partecipazione delle comunità scolastiche, il percorso ha favorito la realizzazione di esperienze significative in ambienti di apprendimento capaci di tutelare la salute, contrastare ogni forma di discriminazione e garantire un’educazione di qualità per tutte e tutti».
La Dirigente Mercante ha altresì evidenziato come la proposta educativa dell’UNICEF non possa essere considerata un semplice progetto aggiuntivo o una tradizionale attività didattica, ma rappresenti piuttosto un ponte tra apprendimento e servizio alla comunità, un modello educativo nel quale la scuola si apre al territorio e il territorio diventa spazio vivo di formazione. In questa prospettiva, gli studenti non sono spettatori passivi, ma cittadini attivi, chiamati a sviluppare responsabilità sociale, senso di appartenenza, capacità di collaborazione e attenzione verso il bene comune.
Educazione democratica, inclusione, contrasto alle diverse forme di povertà, costruzione di un sistema formativo integrato e valorizzazione del capitale sociale – nella lucida riflessione della Dirigente Mercante – sono i principi che hanno guidato il lavoro delle scuole iblee durante l’anno scolastico, assumendo un significato ancora più profondo nel delicato contesto internazionale contemporaneo, segnato da guerre, crisi umanitarie e crescenti fragilità che ricadono, prima di tutto, sulla vita dei più piccoli.
Le Scuole che hanno abbracciato il Programma UNICEF Scuole per i diritti sono le seguenti: gli Istituti Comprensivi “Raffaele Poidomani” di Modica, “Carlo Amore-Piano Gesù” di Modica, "Santa Marta-Emanuele Ciaceri" di Modica, “Antonio Amore” di Pozzallo, “Giovanni V***a” di Comiso, "Don Milani" di Scicli, “Sciascia – Caruano” di Scoglitti e Vittoria, "Padre Pio da Pietrelcina" di Ispica, “Crispi – Vetri” di Ragusa, “Portella della Ginestra di Vittoria, “Bufalino” di Comiso e Pedalino, "Luigi Capuana" di Giarratana, “Palazzello – Vann’Antò” di Ragusa, “Berlinguer” di Ragusa, “Rogasi” di Pozzallo, “Pirandello” di Comiso.
Dalle testimonianze dei docenti referenti è emerso il volto di una scuola iblea capace di fare rete, di costruire solide alleanze educative con il territorio e di trasformare gli spazi dell’apprendimento in luoghi di cittadinanza attiva, nei quali gli studenti possono maturare competenze disciplinari e trasversali insieme a comportamenti prosociali orientati alla cura dell’altro e alla costruzione di comunità più giuste e accoglienti.
L’esperienza del Programma “Scuole per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza” si conferma così, per la provincia di Ragusa, un laboratorio permanente di cittadinanza e di umanità, nel quale ogni istituzione scolastica, pur nella propria specificità, contribuisce alla costruzione di una grande comunità educante “azzurra”, accomunata dall’impegno a difendere, promuovere e rendere concretamente esigibili i diritti di tutte le bambine, di tutti i bambini e di tutti gli adolescenti, nella consapevolezza che educare ai diritti significa costruire il futuro di una società più giusta, pacifica e solidale.

La sede del Comitato Provinciale per l’UNICEF di Ragusa è ospitata dal Comune di Scicli.
A supporto del Comitato anche l’agenzia di comunicazione MediaLive.

16 giugno 2026

Una preziosa condivisione di UNICEF ItaliaOggi vogliamo condividere con voi una storia: quella di Alawiya e della sua co...
16/06/2026

Una preziosa condivisione di UNICEF Italia

Oggi vogliamo condividere con voi una storia: quella di Alawiya e della sua comunità, che siamo riusciti ad aiutare, come UNICEF, grazie al contributo di tutti coloro che spendono le proprie energie in difesa dei più fragili. A partire da voi*
Nel suo piccolo terreno, nella zona rurale di *Wasat Al Gadaref in Sudan* , Alawiya siede circondata dai suoi cinque figli mentre sminuzza le cipolle per preparare un tipico pasto sudanese. I suoi figli più grandi le passano ciò di cui ha bisogno: acqua, sale ed utensili, muovendosi lentamente al ritmo modellato dalla routine quotidiana.

*Alawiya convive con la disabilità da quando ha 7 anni* , eppure si prende cura dei suoi figli con una resilienza sorprendente. La figlia più grande, Nariman, ha 13 anni, la aiuta con le faccende domestiche e lava i piatti, mentre i più piccoli fanno a turno per portare in braccio Rokaya, la figlia minore.

Come molte altre famiglie nel vicinato, Alawiya fatica a procurarsi il cibo necessario.
La famiglia dipende dal reddito irregolare del marito, vive alla giornata e deve fare i conti con il poco cibo disponibile.

Un pomeriggio, mentre era seduta in casa, Alawiya ha sentito l’annuncio di un operatore di comunità con un megafono portatile.
*Dicevano che le donne incinte e in allattamento potevano andare nella clinica sanitaria per la registrazione.*
Quello che non sapeva era che il *programma di assistenza finanziaria “SANAD”, supportato dall’UNICEF in partnership con la Banca Mondiale, era appena approdato nella sua comunità.*
Nel 2025, il programma si è esteso allo Stato di Gedaref con l’obiettivo di *raggiungere le donne più vulnerabili in gravidanza e allattamento, incluse quelle con disabilità.* Nelle strutture sanitarie, le donne sono registrate per l'assistenza in denaro e collegate a servizi essenziali di salute e nutrizione per i loro figli, specialmente nei primi 1.000 giorni, dalla gravidanza fino ai due anni, una finestra critica per la crescita e lo sviluppo.

Con l’aiuto del marito, Alawiya ha raggiunto presto il centro di assistenza sanitaria più vicino, a Terfa, per registrarsi.
*In poco tempo, era iscritta.* Da quel momento, ha iniziato a *ricevere due contributi da circa 236.000 sterline sudanesi l’uno circa (300 euro), direttamente sul suo telefono. Un sostegno che ha fatto una grande differenza per la sua famiglia.*

*Il programma SANAD va ben oltre il sostegno finanziario. *Nel centro di assistenza sanitaria primaria di Terfa, la piccola di un anno, Rokaya, riceve immunizzazioni di routine, screening nutrizionali e cure primarie. Anche il resto della famiglia può accedere gratuitamente ai servizi sanitari essenziali e ai medicinali.Nella stessa struttura, Alawiya partecipa a sessioni di gruppo per il supporto alle mamme, dove imparano a preparare pasti equilibrati e nutrienti per i loro figli, per contribuire alla prevenzione della malnutrizione.*

Condividiamo con molta gioia la bellissima e intensa intervista della nostra Presidente Provinciale Elisa Mandarà al Por...
09/06/2026

Condividiamo con molta gioia la bellissima e intensa intervista della nostra Presidente Provinciale Elisa Mandarà al Portavoce di Unicef Italia Andrea Icomini uscita su La Sicilia di ieri.
L'Ucraina sotto assedio, il dolore e il dramma, negli occhi di un testimone lucido e sensibile.
Buona lettura!

Ha scelto i toni vibranti di un caldissimo umanesimo Andrea Iacomini per la testimonianza resa nel suo nuovo libro “La forza sia con te. Cronaca di una missione in Ucraina” (Ed. People). Portavoce nazionale di UNICEF Italia e giornalista, Iacomini intreccia nella narrazione del suo viaggio nel Paese invaso le istanze della necessità di un severo, etico reportage alla misura accorata, credibile di un sofferto diario intimo. Nello scenario drammatico della guerra si stagliano isole di purezza, bambine e bambini, madri e uomini, che resistono, opponendo alla barbarie subita lo strenuo attaccamento a brandelli di normalità, di struggente bellezza.
Incontriamo Iacomini a Scicli, dove l’autore ha tenuto la prima presentazione siciliana del libro, che sta viaggiando con successo in tutta Italia.
Quando ha capito che il viaggio in Ucraina non sarebbe rimasto solo una missione, ma sarebbe diventato una necessità da raccontare in un libro?
«L’ho capito il giorno in cui ero sotto una scuola ricostruita e precedentemente distrutta dalle bombe, dove come UNICEF avevamo distribuito dei kit, con oggetti molto utili in un Paese dove tre milioni e mezzo di persone non hanno l’elettricità, un milione e mezzo che non hanno l’acqua. Abbiamo consegnato power bank, torce, giubbotti catari frangenti, ai ragazzi, che erano molto felici, perché finalmente avrebbero potuto praticare attività serali. A un certo punto mi chiama un operatore che mi chiede di scendere al piano inferiore, dove mi aspettava una bambina, insieme ai suoi genitori, perché anche lei voleva il suo zaino completo di kit. La bambina aveva perso le gambe per colpa della guerra. Il suo viso si è illuminato e mi ha detto grazie. In quel momento mi sono chiesto cosa potessi fare io. Tornare qui, scrivere le emozioni che ho provato, girare in lungo e in largo l’Italia, le televisioni, le città, le scuole, per raccontare di tutti i bambini meravigliosi che ho incontrato, compresa questa bambina stupenda, e poi trasferire quel poco che potessi fare, i diritti d’autore del libro ai progetti dell’UNICEF Ucraina, per rispondere a quel grazie di quella bambina nella maniera migliore possibile».
Se potesse consegnare una sola immagine dell’Ucraina a chi non ha mai visto la guerra da vicino, quale sceglierebbe?
«Sceglierei il fotogramma di una mamma che suonava il pianoforte in un appartamento semidistrutto dalle bombe, alla quale si era poi unito suo figlio Nicola. Sentimmo una melodia bellissima a quattro mani, noi esortammo la signora a ve**re via, a scappare perché era suonata la sirena. Ma lei ci rispose che quella melodia avrebbe aiutato Nicola a far capire al papà, che era al fronte, che stavano bene e che la vita andava avanti: “cinque minuti di bellezza – ci disse la signora – valgono più di ogni cosa br**ta che può accadere qui. Allora ho capito che cinque minuti di bellezza in fondo sono una grande forma di resistenza, la resistenza di questo popolo. E resistere con la bellezza delle note di un pianoforte che vanno lontano è anche un modo per vincere. E questo popolo vince così, con la bellezza e con la musica e con il coraggio di queste madri e di questi figli straordinari».
Che cosa significa oggi, per Andrea Iacomini, la parola “pace”, dopo aver attraversato così tanti conflitti?
«La pace è un sentimento complicato. Mi sono trovato spesso ad avere paura di parlare di pace, quasi come se la risposta a questo fosse “stai facendo retorica”. Dire che c’è bisogno di pace e che i bambini pagano il prezzo più alto pace e che oggi viviamo l’epoca peggiore della storia per l’infanzia pare banale; e invece è un concetto importante. Lo dico con le parole di un papa che abbiamo perduto, di un eroe contemporaneo, papa Francesco: pace è un insegnamento, fin da piccoli, fin dai giovani, fin dai ‘nuovi umani’».
Sul confine tra racconto e trauma. Lei da anni entra nei luoghi del dolore per raccontarli. C’è il rischio, a un certo punto, che testimoniare significhi anche portarsi addosso una parte del trauma degli altri? Come si convive con questo peso di memorie tanto laceranti senza farsene travolgere?
«Questo non è un libro di chi ha la vocazione di aiutare l’altro per 365 giorni l’anno. Non è il libro di un giornalista, anche se io lo sono. Non è il libro di un grande uomo di un reportage, come Nello Scavo, autore della prefazione, non di geopolitica, come fa Andrea Margelletti, autore della seconda prefazione. È il libro di un papà, che vede con gli occhi propri qualcosa di incredibile che non ha mai visto, che va in un posto dove non vorrebbe mai che suo figlio vivesse. La risposta è dentro questa riflessione. Quando torni da questi luoghi, è inevitabile che tutto questo te lo porti dentro ed è altrettanto inevitabile che tu abbia dentro di te indignazione e rabbia, perché è un’ingiustizia vedere ragazzi dell’età di tuo figlio, mamme, uomini vivere una situazione così distante e così tremenda rispetto alla nostra. Io credo di aver voluto raccontare tutto quello che ho visto, dai bambini nei campi profughi, o colpiti dai terremoti o dalle guerre, però senza perdere l’aspetto umano. Io sono sempre profondamente triste e traumatizzato, provo un grande senso di ingiustizia e mi domando sempre dov’è l’uomo. Heidegger diceva che la cura è l’essere con l’altro».
Una domanda sul linguaggio della guerra a un professionista della comunicazione. Nel dibattito pubblico la guerra spesso diventa cronaca di mappe, strategie e geopolitica. L’Ucraina, in particolare, pare soffrire di un diffuso decentramento emotivo. Il suo libro invece restituisce corridoi, stanze, bambini, silenzi. Crede che oggi il linguaggio dell’informazione rischi di allontanarci dall’umanità reale dei conflitti?
«Il linguaggio globale oggi è violento, aggressivo, vendicativo, ci spinge l’uno contro l’altro, ci ha incattivito. Il linguaggio della comunicazione, poi, ci fa apparire i fatti secondo come lui li vuole. Ciò ha fatto molto male. Prendiamo, ad esempio, il tema dei migranti, dove una narrazione completamente sballata ci fa guardare l’altro chi fugge, chi scappa dal peggio del peggio disegnato come non si dovrebbe, senza ricordare chi siamo come italiani. Siamo accerchiati da una narrazione che non fa altro che mostrarci mappe, che parla di sicurezza, che parla di come si è svegliato oggi un leader e non incede su come stanno le mamme dello Yemen, dell’Ucraina, di Gaza, del Libano, dell’Iran, quali sono le storie. Non partiamo dai disegni dei bambini, dall’ascolto di come stanno. La geopolitica ci fa ‘accettare’ che muoiano migliaia di bambini in tante parti del mondo. Questo tipo di narrazione ha disumanizzato tutto. Quando i fatti sono eclatanti, una guerra appena scoppiata, allora abbiamo dei grandissimi inviati, che ci raccontano le testimonianze. Ma poi, quando i riflettori si spengono, quale deve essere lo sforzo dei media? Non lasciar pensare alle persone che qualcosa sia finito, che sia scoppiata la pace. David Miliband, un politico, diceva una cosa molto forte: le emergenze non sono solo quando ci sono i feriti, i morti e tutti ne parlano. Dobbiamo imparare a raccontare le storie con continuità».
Parliamo della responsabilità dell’Occidente. Dopo aver attraversato tante crisi, dall’Ucraina alla Siria, qual è l’errore più grande che secondo lei commettiamo noi, da osservatori occidentali, nel guardare queste guerre da lontano?
«Noi abbiamo smesso di volerci bene. Vogliamo poco bene all’altro, facciamo fatica a empatizzare con fenomeni che sono di fronte casa nostra. Questo è il grande dramma. Facciamo quindi fatica anche a parlare e perciò falliscono le diplomazie, la cooperazione, il multilateralismo e il mondo viene ridisegnato su degli schemi individualistici, unilaterali, che non fanno bene. Non voglio potere augurare a mio figlio di vivere quello che ho visto in Ucraina solo perché questo mondo ha bisogno di una botta di realismo per svegliarsi. Tanti giovani sono straordinari, l’ho visto nelle scuole – ne ho visiate oltre mille, negli ultimi sei anni –, l’ho visto nelle manifestazioni non per la Palestina ma per la pace, per dire basta alle atrocità. Qualcosa si muove, e questa è la parte più bella di questo ragionamento».
Sul futuro dei bambini. Lei incontra bambini nei luoghi più estremi del pianeta e spesso dice che sono loro a insegnare agli adulti. Dopo tutto quello che ha visto, pensa che i bambini riescano ancora a credere nel futuro più di noi? O oggi anche quella speranza sta cambiando?
«Tutti i bambini credono nel futuro. Ma noi dobbiamo dare loro il presente. Ho conosciuto un gruppo di diciassettenni in Ucraina, che dentro uno stanzone, in un palazzo di Nicolai, città martoriata dalla guerra, trivellata, violentata nel suo essere una città importante dell’Ucraina, si riunivano in centinaia e facevano musica, rap, batteria, suoni, canti, balli».
Se i bambini incontrati nei suoi viaggi potessero rivolgere un messaggio agli adulti che governano il mondo, quale sarebbe?
«Una prima risposta istintiva molto forte sarebbe: “Vergognatevi!”. In maniera più soft questi bambini, potendo scegliere chi li governa, direbbero: - Armatevi, parlatevi davvero, fate pace, o fatevi da parte».

Elisa Mandarà
La Sicilia, Cultura, 8 giugno 2026

Il Comitato Provinciale per l’UNICEF di Ragusa celebra con le scuole iblee la Giornata Mondiale del Diritto al Gioco. Da...
30/05/2026

Il Comitato Provinciale per l’UNICEF di Ragusa celebra con le scuole iblee la Giornata Mondiale del Diritto al Gioco. Dal 28 maggio all’11 giugno, l’UNICEF è presente in oltre 200 piazze in Italia per celebrare il diritto al gioco di bambini e bambine e sostenere l’istruzione dei bambini e delle bambine che vivono in emergenza.

Unitamente a UNICEF Italia e a UNICEF Sicilia, il Comitato Provinciale per l’UNICEF di Ragusa celebra la Giornata Mondiale del Diritto al Gioco, con l’iniziativa “Cento luoghi per giocare”, nel periodo di tempo che va dal 28 maggio all’11 giugno.
L’iniziativa ha lo scopo di promuovere il pieno riconoscimento del diritto al gioco, sancito dall’Art. 31 della Convenzione ONU sui Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, un diritto di importanza fondamentale nella formazione di bambine, bambini e adolescenti. L’iniziativa fa parte del Programma Nazionale UNICEF sul diritto al gioco e della Campagna relativa alla Giornata ad esso dedicata.
In provincia di Ragusa sono tante le scuole che hanno abbracciato l’iniziativa, proposta dalla Presidente Provinciale Elisa Mandarà a tutti gli istituti iblei. Ciascuna scuola ha promosso e promuoverà attività sul diritto al gioco, concretizzando quindi un’occasione per bambine, bambini e adolescenti di stare insieme e riappropriarsi di spazi della propria città, in una riscoperta dei giochi della tradizione.
Alcune scuole, in questa occasione promuoveranno una raccolta fondi presso la propria comunità scolastica, a sostegno dei Programmi UNICEF destinati alle più brucianti emergenze sofferte da bambini e ragazzi nel mondo, attraverso la cessione di tanti deliziosi articoli Unicef. Gli istituti partecipanti sono già presenti nella mappa nazionale degli eventi, pubblicata sulla pagina ufficiale della Giornata del Diritto al Gioco sul sito Unicef al link https://www.unicef.it/dirittoalgioco/ . Li citiamo tutti con piacere, rappresentando la gratitudine verso il lavoro straordinario che i dirigenti scolastici, i referenti Unicef e tutte le comunità scolastiche conducono ogni giorno, nella promozione dei diritti di bambini e ragazzi: I.C. Don Milani di Scicli, I.C. Sciascia – Caruano di Scoglitti e Vittoria, I.C. Berlinguer di Ragusa, I.C. G. Bufalino di Pedalino e Comiso, I.C. Santa Marta – Ciaceri, Istituto Comprensivo “Padre Pio da Pietrelcina” di Ispica, I.C. Rogasi di Pozzallo, I.C. Antonio Amore di Pozzallo, I. C. “Portella della ginestra” di Vittoria. La Giornata sarà accompagnata dalla partecipazione di due docenti e alcuni studenti della Eris Formazione; Istituto Comprensivo “Crispi – Vetri” di Ragusa; I. C. V***a di Comiso.
Le foto qui pubblicate (coperte da liberatoria) riguardano l'ISTITUTO COMPRENSIVO "DON MILANI" DI SCICLI.
Riguardo alla declinazione della Giornata, Unicef Sicilia ha reso disponibili per le scuole diverse schede esplicative su giochi, comprensive di istruzioni con le regole per giocare, insieme a brevi note storiche e geografiche sulla loro provenienza e, per i giochi provenienti da Paesi extraeuropei, notizie sulle condizioni di vita di bambini, ragazzi e adolescenti con informazioni sugli aiuti forniti dall’Unicef.
«Il gioco è una componente fondamentale del benessere di ogni bambino. Attraverso il gioco i bambini imparano valori importanti quali l’amicizia, il rispetto dell’altro, la solidarietà, partecipazione, l’ascolto», ha dichiarato Nicola Graziano, Presidente dell’UNICEF Italia. «Per noi dell’UNICEF, il gioco, in particolare per bambini e le bambine che vivono in situazioni di emergenza o vulnerabilità, è molto più di un momento di svago, ma rappresenta un vero e proprio strumento per consentire loro di ritrovare un senso di normalità. Invito tutti a partecipare per celebrare i bambini e supportare le nostre attività e ringrazio i Comitati regionali e provinciali UNICEF, le volontarie, i volontari e tutti i partner impegnati in questa iniziativa».
«In occasione della Giornata Mondiale del Diritto al Gioco – dichiara la Presidente Provinciale di Unicef Ragusa Elisa Mandarà – desidero richiamare l’attenzione sull’Articolo 31 della Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza, che riconosce a ogni bambina e bambino il diritto al riposo, al tempo libero, al gioco e ad attività ricreative adeguate alla propria età. Il gioco non è un semplice passatempo: è uno strumento fondamentale di crescita, apprendimento, inclusione e benessere. Attraverso il gioco, i bambini sviluppano competenze, costruiscono relazioni e imparano a conoscere sé stessi e il mondo che li circonda. Per questo, come Comitato Provinciale Unicef di Ragusa, esprimiamo la nostra più sincera gratitudine ai dirigenti scolastici e ai referenti UNICEF delle scuole della provincia che hanno aderito con sensibilità ed entusiasmo all'iniziativa. Il loro impegno testimonia una concreta attenzione alla promozione dei diritti dell'infanzia e contribuisce a diffondere una cultura educativa che mette al centro i bambini e le bambine.
A tutti loro va il nostro grazie – conclude Elisa Mandarà – per aver scelto di celebrare insieme un diritto fondamentale che aiuta a costruire comunità più accoglienti, inclusive e attente ai bisogni delle nuove generazioni».

La sede del Comitato Provinciale per l’UNICEF di Ragusa è ospitata dal Comune di Scicli.
A supporto del Comitato anche l’agenzia di Comunicazione MediaLive.

COMITATO PROVINCIALE PER L’UNICEF DI RAGUSA
GIORNATA MONDIALE DEL DIRITTO AL GIOCO 2026

I.C. Don Milani – Scicli:
28 maggio: Primaria: Campetti Passion, Scicli, ore 8,30 – 11,30
28 maggio: Secondaria: Sampieri, spiaggia e pineta, ore 8,30-12,30.
5 giugno 2026: Infanzia Viale dei Fiori; Giardino della Scuola, ore 9,30-12,30.
5 giugno 2026: Infanzia Via Pietro Nenni, Campetti di Zagarone, ore 9,30 – 12,30.

I.C. Sciascia . Caruano Scoglitti – Vittoria 28 maggio 2026, cortili scuola, ore 9,30 – 11,30

I.C. Berlinguer – Ragusa, 1 giugno 2026, spazi scuola, ore 9,00 – 12,00

I.C. G. Bufalino – Pedalino:
Scuola dell’Infanzia “Senia” 1^ sez: 18 maggio alle ore 10:00 presso Fattoria “Latte mio”- Ragusa
Scuola dell'infanzia Montessori 1^ sez: 15 Maggio ore 9,30 presso “ Giardino di Bianca”- Punta Secca;
Scuola dell'infanzia Montessori 2^ sez: 19 Maggio ore 9,30 presso il cortile di Sugarelle Contrada Canicarao
Scuola dell’Infanzia “Collodi” 1^sez: 21 Maggio alle ore 9:30 presso Nea Park Gulfi- Chiaramonte;
Scuola Primaria “Mazzini” tutte le classi: 6 giugno alle ore 9:00- Via Tagliamento Pedalino
Scuola Primaria “Comiso Centrale”, Classi 3 A e 3 B, 6 giugno, ore 8,45 – 10,00 - Piazza Fonte Diana- Comiso

I.C. Santa Marta – Ciaceri: 3-5-8 giugno 2026, ore 8,30-12,30 Cortili dei vari plessi della scuola

Istituto Comprensivo "Padre Pio da Pietrelcina" – Ispica 4 giugno 2026

I.C. Rogasi – Pozzallo, 5 giugno, Villa Comunale e Cortili Scuola, ore 10-13

I.C. Antonio Amore Pozzallo:
Plesso Siamo Amici, 29 maggio 2026, Cortili della Scuola, ore 9,30-12,00
Plesso Arcobaleno 5 giugno 2026, Cortili della Scuola, ore 9,30-12,00.

I.C. Luigi Capuana – Giarratana e Monterosso, 5 e 6 giugno Cortili Scuola

Istituto Comprensivo "Portella della ginestra" – Vittoria, Villa Comunale, 8 giugno 2026, ore 9,00 – 13,00 – Consegnare Gadget per raccolta fondi. La Giornata sarà accompagnata dalla partecipazione di due docenti e alcuni studenti della Eris Formazione

Istituto Comprensivo “Crispi – Vetri” di Ragusa
Scuola Primaria: 27 maggio, attività ludico-motorie presso il cortile della sede centrale, dalle 9 alle 13 (con fasce orarie differenziate per classi)
Scuola Secondaria di primo grado: 8 giugno, nella palestra scolastica.

Scicli, Palazzo Spadaro. Una kermesse partecipata e piena di calore la presentazione del libro del Portavoce dell’UNICEF...
27/05/2026

Scicli, Palazzo Spadaro. Una kermesse partecipata e piena di calore la presentazione del libro del Portavoce dell’UNICEF Italia Andrea Iacomini “La forza sia con te. Cronaca di una missione in Ucraina”, ospite del Comitato Provinciale per l’UNICEF di Ragusa

Ha raccolto armonicamente tante parti significative – istituzionali, sociali, culturali, umanitarie, artistiche – la riuscita manifestazione organizzata dal Comitato Provinciale per l’UNICEF di Ragusa che ha visto protagonista Andrea Iacomini, Portavoce dell’UNICEF Italia, a Scicli, presso il sontuoso sito storico che è Palazzo Spadaro, per presentare il suo nuovo libro “La forza sia con te. Cronaca di una missione in Ucraina”.
Andrea Iacomini, brillante comunicatore, ha reso una testimonianza viva e assolutamente coinvolgente della sua missione in Ucraina, un Paese invaso, straziato dall’orrore delle armi nemiche e da politiche assurde, che falcidiano bambine e bambini, che bruciano vite e destini, che deprivano un popolo della sua sacrosanta normalità. Il Portavoce di UNICEF Italia ha dialogato con Elisa Mandarà, Presidente del Comitato Provinciale UNICEF di Ragusa, ideatrice e regista della manifestazione, attraversando i nuclei caldi di un libro che vuole essere primariamente un racconto umano e una ricostruzione di storie, entrando nelle ragioni di questo reportage intimista, sollecitando riflessioni sul ruolo dell’occidente, sul linguaggio dei media, sul lavoro immenso e straordinario condotto ogni giorno dagli operatori Unicef sul campo, su questa terribile pagina della storia, il presente, la più brutale di ogni era per l’infanzia.
La manifestazione ha beneficiato della presenza partecipe e calorosa delle istituzioni, rappresentate dalla Presidente del Libero Consorzio Comunale di Ragusa Maria Rita Schembari, dall’Assessore alla Cultura del Comune di Scicli Giuseppe Mariotta, dalla Past President di UNICEF Italia Carmela Pace e dal Presidente del Comitato Regionale UNICEF Sicilia Vincenzo Lorefice. Significativa la partecipazione dei volontari Unicef iblei, che dispiegano il loro prezioso lavoro in provincia, con la Presidente Elisa Mandarà e con la fattiva Segretaria Rosa Dicaro, in rispondenza a campagne e linee nazionali, a sostegno dei Progetti UNICEF a favore dell’infanzia fragile nel mondo. Presenti i Volontari Anna Salamone, Rosamaria Armeri, Cristina Battaglia, Irene Conti, Maria Grazia Di Lorenzo, Rim Rim El Hadj Mohamed, il Maestro Franco Polizzi, Giusianna Pesco, Santo Piccione, Roberta Statello, Miranda Romano.
La kermesse ha conosciuto la lucida presenza di un nutrito gruppo di studenti dell’Istituto Comprensivo “Don Milani” di Scicli, accompagnati da docenti, dalla Dsga e dal Dirigente Scolastico Prof. Michele Agnello, oltre che dai loro genitori, nel segno di una rappresentanza della comunità scolastica, e ha toccato corde fortissime emozionali quando Elisa Mandarà ha convocato le testimonianze dirette di alcuni ragazzi ucraini e di una famiglia, fuggiti dal proprio amato Paese in seguito allo scoppio della guerra.
Gli intervenuti, visibilmente commossi, sono stati quindi catapultati in un ordine altro di sentimenti, grazie alle “Note di Paola”, giovane studentessa della Secondaria della Don Milani, al pianoforte con un classico Beethoven, e a una straordinaria performance del Maestro Marcello Giordano Pellegrino, celebre concertista, che ha rivisitato con poetico virtuosismo brani senza tempo, che hanno parlato al cuore dell’umanità.
“Abbiamo avuto il privilegio di accogliere e promuovere, come Comitato Provinciale UNICEF di Ragusa, un libro che non racconta semplicemente una guerra – dichiara la Presidente Mandarà –. Racconta, piuttosto, ciò che della guerra resta addosso alle persone: il silenzio dopo un’esplosione, una casa lasciata in fretta, un pianoforte che continua a suonare mentre tutto intorno sembra crollare. Andrea Iacomini non è solo il portavoce di UNICEF Italia, né soltanto un giornalista che da anni attraversa i luoghi più difficili del mondo. È soprattutto un testimone diretto di ciò che accade quando la storia irrompe nella vita quotidiana e costringe i più piccoli a crescere dentro il rumore della guerra. Un onore averlo in casa iblea con noi, che gli siamo debitori per l’operazione culturale e umanitaria pro Ucraina e per la sua generosa scelta di avere devoluto i suoi diritti d’autore al Progetto Unicef Ucraina”.
“Non è stato un pomeriggio come gli altri – racconta Andrea Iacomini –. Scicli, città meravigliosa, ha fatto da cornice ad una straordinaria operazione di bellezza pensata e realizzata da una donna unica, Elisa Mandarà, e dal suo incredibile gruppo di volontarie e volontari, Rossella in testa, amici ed amiche, istituzioni, artisti e studenti, tanti studenti, arrivati una domenica pomeriggio per ascoltare le storie de La forza sia con te. Qui si è compiuto un piccolo miracolo. In un giorno terribile (uno dei tanti) per il popolo ucraino abbiamo come vissuto in prima persona storie di fuga e vita, accoglienza e dolore di alcuni ragazzi e ragazzi ucraine. Ho pianto ascoltando una madre e i suoi due stupendi figli, ho ammirato le riflessioni di Yulia e Nikolai, tutti accompagnati da straordinari insegnanti
e donne coraggiose che hanno saputo accoglierli con amore. Come se non bastasse la musica del Maestro Pellegrino e della sua talentosa figlia hanno accompagnato questi momenti di pura condivisione. Un piacere rivedere il Presidente Vincenzo Lorefice e la nostra Past President Carmela Pace. Abbiamo parlato di pace, che vogliamo tutti, di resistenza e libertà. Da Gaza all’Ucraina passano per i tanti troppi conflitti dimenticati; abbiamo deciso insieme che non resteremo in silenzio. Mai. Grazie e come dico sempre La Forza Sia Con Tutti Voi!”
“Un importante momento di riflessione sui diritti dell’infanzia nei contesti di guerra – definisce la kermesse la Presidente del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, Maria Rita Schembari –, attraverso il racconto diretto dell’esperienza vissuta dall’autore nei territori colpiti dal conflitto. Il reportage presentato da Andrea Iacomini ci ha restituito uno spaccato drammatico della vita quotidiana nelle zone costantemente colpite dai bombardamenti. In quei territori, soprattutto i bambini vivono nella paura continua, scandita dal suono delle sirene e dalla necessità di rifugiarsi nei bunker e nei luoghi destinati alla loro sicurezza. Dopo anni di guerra, tutto questo rischia di diventare una tragica abitudine, ma noi adulti, e in particolare l’UNICEF attraverso il suo impegno nella tutela dei diritti dei minori, non possiamo accettarlo. Abbiamo ascoltato dalle parole vive di Andrea Iacomini il valore umano e profondo di questa esperienza. Ringrazio la Presidente Elisa Mandarà e i suoi collaboratori per aver coinvolto anche famiglie e minori non accompagnati fuggiti dall’Ucraina sotto i bombardamenti e accolti nella provincia di Ragusa”, conclude la Presidente Schembari.
Il Comitato di Ragusa ha fatto dono al Portavoce di una inedita Pigotta speciale “Ucraina”, testimoniando la particolare attenzione a due programmi Unicef, curatissima creazione di Irene Conti ed Elisa Mandarà, la quale ha rinnovato la gratitudine “verso le realtà che hanno collaborando all’iniziativa, l’Amministrazione Comunale di Scicli ed in particolare l’Assessore alla Cultura Mariotta, la Libreria Don Chisciotte di Scicli, che supporta gentilmente la cessione del libro, l’Agenzia di Comunicazione MediaLive, dal 2018 a fianco del Comitato di Ragusa, a titolo di liberalità. Un grazie speciale va allo Staff del Portavoce ed in particolare alla giornalista Clarissa Valia”.

Indirizzo

Corso Mazzini, 5
Scicli
97018

Orario di apertura

Martedì 16:00 - 18:00
Giovedì 17:00 - 19:00

Telefono

+393427665313

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