Collettivo Rotte Balcaniche Alto Vicentino

Collettivo Rotte Balcaniche Alto Vicentino Il collettivo nasce per sostenere attivamente i migranti in cammino di tutto il mondo

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15/06/2026

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Da un mese siamo tornate al confine bulgaro turco riprogettando la nostra presenza e le azioni da mettere in atto. Una di queste è legata al progetto Border Memory ed è stata costruita assieme alle famiglie delle persone scomparse, condividendone gli obiettivi e ricevendone l’assenso.

In queste settimane abbiamo posato cinque delle 27 targhe che ricordano altrettante persone scomparse. La prima è stata quella di Nidal, la seconda di Zakaria, la terza di Abdul Rahman, la quarta di Amer, la quinta di Hicham. Tutte persone dai venti ai trent’anni, tutte disperse nelle foreste della frontiera e mai più ritrovate.

Ci siamo recate nel bosco, nelle ultime posizioni conosciute lungo il viaggio. Abbiamo piantato le targhe nel terreno e abbiamo letto un comunicato. Abbiamo fatto foto e video che saranno inviate ai parenti. Siamo rimaste in silenzio. É un atto simbolico. Lo sappiamo. Crediamo sia un modo per dire “Ehi, siamo qui, non ci siamo dimenticate di voi, continueremo la ricerca assieme alle vostre famiglie, non ci tiriamo indietro”. Vogliamo condividere con voi il comunicato che abbiamo letto per Nidal.

“Ci troviamo in questo luogo dove il 12 luglio del 2023 è stato perso ogni contatto con Nidal. Nidal stava cercando di attraversare il confine per raggiungere l’Europa e per cercare un futuro degno per lui e per la sua famiglia. Nidal, ad un certo punto del viaggio è esausto e dopo essersi separato dal gruppo decide di consegnarsi alle autorità bulgare e da quel momento non si è saputo più nulla.

Da quel momento inizia la lotta dei suoi cari per la verità e contro l’oblio e il silenzio. E lo abbiamo visto il dolore di non conoscere la verità: le domande senza risposta, le ricerche inutili e i tentativi deliberati delle autorità di nascondere i fatti. La sua famiglia, dunque, pretende di essere creduta, di avere delle risposte e di essere riconosciuta, ma soprattutto che venga riconosciuto che non si tratta di una fatalità ma dell’intenzionale frutto delle politiche confinarie.

Crediamo fermamente che per lo Stato permettere la ricerca della verità significherebbe ammettere la propria violenza. Ci rivolgiamo ancora a te Nidal, continueremo la lotta assieme ai tuoi cari e insieme alla tua famiglia ti ricordiamo, continueremo a cercarti e a chiedere con te e per te verità e giustizia.”

Durante tutta l’estate seguiranno le altre. Abbiamo, inoltre, iniziato a presentarci davanti alle caserme della Border Police per chiedere di accedere alle cartelle che, sappiamo, sono in loro possesso. Ricevendo naturalmente rifiuti o rimandandoci a improbabili uffici generali di Sofia.

Abbiamo iniziato a fare volantinaggi nei paesi attigui dove le persone sono rimaste disperse, per dirlo anche alla gente: “Guardate che accanto a voi le persone scompaiono. Sapete qualcosa? Siete mai state coinvolte?”. Organizzeremo delle azioni davanti alle caserme e davanti agli uffici del Ministero degli Interni.

Rimangono comunque quei cerchi che per moltissime famiglie non si sono ancora chiusi, ma forse prima o poi li chiuderemo assieme.

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ENGLISH VERSION

For a month now we've been back at the Bulgarian-Turkish border, rethinking our presence there and the actions we want to carry out.
One of these is tied to the Border Memory project, which was built together with the families of missing people, sharing its goals with them and receiving their consent.

In these past weeks we've placed 5 of the 27 memorial plaques dedicated to people who disappeared along the border. The first was for Nidal, the second for Zakaria, the third for Abdul Rahman, the fourth for Amer, the fifth for Hicham. All of them were between twenty and thirty years old. All of them disappeared and were never found.

We went out into the woods, to the last known location along the journey. We placed the plaque in the ground and read a statement. We took photographs and videos that will be sent to their relatives. Then we stood in silence. It is a symbolic act. We know that. But we believe it is a way of saying: "Hey, we're here, we haven't forgotten you, we'll keep searching together with your families, we're not backing down." We want to share with you the statement we read for Nidal.

“We are gathered here, in the place where .on July 12th, 2023, all contact with Nidal was lost. Nidal was trying to cross the border to reach Europe, in search of a decent future for himself and his family. At some point along the journey, Nidal becomes exhausted and, after being separated from the group, decides to turn himself in to the Bulgarian authorities.

From that moment on, nothing more was heard of him. From that day began the struggle of his loved ones for truth, against oblivion and silence. And we have seen the pain of not knowing the truth: the unanswered questions, the fruitless searches, and the deliberate attempts by the authorities to hide the facts. His family demands to be believed, to receive answers, and to have their suffering acknowledged. Above all, they demand recognition that this is not a tragic accident, but the intentional outcome of border policies. We firmly believe that allowing the truth to emerge would require the state to acknowledge its own violence.

We turn to you again, Nidal: we will continue the fight alongside your loved ones, and together with your family we remember you. We will keep searching for you, and keep demanding, with you and for you, truth and justice."

Throughout the summer, the remaining plaques will also be installed. We have also started showing up at Border Police stations to ask for access to the files we know they hold. Naturally, we're met with refusals or redirected to vague general offices in Sofia.

We have also started distributing leaflets in the villages near the places where people disappeared, speaking directly to local residents: “People are disappearing right beside you. Do you know anything? Have you ever witnessed something? Have you ever been involved?” We will be organizing actions outside the police stations and outside the offices of the Ministry of the Interior.

There are still many circles left open for countless families. But perhaps, one day, we will close them together.

Il nostro fratello Abdulrahman Al-Khalidi è ancora detenuto. Si tratta della più lunga detenzione amministrativa nella s...
29/05/2026

Il nostro fratello Abdulrahman Al-Khalidi è ancora detenuto.

Si tratta della più lunga detenzione amministrativa nella storia dell'Unione Europea. É uno scandalo che brucia definitivamente qualsiasi idea di democrazia e di rispetto dei diritti umani.

Queste pagine raccontano la sua storia e demoliscono i nostri sogni di cittadini europei. Leggetele adesso. E grazie Abdulrahman per la tua forza, per la tua saggezza e per la tua lotta.

Immediate release. International protection. Halt deportation.

Come realtà che conosce da vicino la violenza razzista delle frontiere e degli stati europei, non possiamo che essere da...
17/05/2026

Come realtà che conosce da vicino la violenza razzista delle frontiere e degli stati europei, non possiamo che essere dalla parte delle famiglie e delle insegnanti che hanno permesso ai loro ragazzx di guardare l’ingiustizia, insegnando loro la solidarietà come modo per combatterla.

I confini servono non solo a “tenere fuori” qualcuno, ma anche a costruire un “noi” esclusivo, razzista e, in definitiva, fittizio. Le continue polemiche inscenate da incapaci soggetti politici locali e nazionali dimostrano la volontà di costruire una scuola asservita, autoritaria e nazionalista, che ha paura delle forme di solidarietà spontanee e autorganizzate. La solidarietà dal basso che attraversa le frontiere senza chiedere permessi o documenti, che costruisce ogni giorno una società più giusta e più umana.

Evidentemente, è ciò che dobbiamo continuare a fare.

Il Collettivo Rotte Balcaniche è al fianco di Linea d'Ombra ODV e delle insegnati dell’istituto comprensivo di Marostica.

Martedì 12 maggio, ore 20:30 - Schio, Via Manin 26Vi aspettiamo per un incontro speciale con la regista palestinese Mari...
11/05/2026

Martedì 12 maggio, ore 20:30 - Schio, Via Manin 26

Vi aspettiamo per un incontro speciale con la regista palestinese Marina Barham, direttrice di Al-Harah Theatre di Betlemme.

In un momento storico segnato dal genocidio e dalla guerra, il teatro diventa uno strumento di cura e resistenza. Attraverso il lavoro con bambinɜ e giovanɜ, Al-Harah Theatre crea spazi dove immaginazione, creatività e speranza possono ancora mettere radici tra il cemento.

Sarà un’occasione per ascoltare, confrontarsi e costruire ponti culturali, riflettendo insieme su come l’arte possa sostenere le comunità attraverso l’espressione e la solidarietà.

Mercoledì 22 aprile alle 20:30 vi aspettiamo allo spazio di Via Manin 26, Schio per una serata di incontro e dialogo con...
17/04/2026

Mercoledì 22 aprile alle 20:30 vi aspettiamo allo spazio di Via Manin 26, Schio per una serata di incontro e dialogo con Hamza Tai.

Sei anni fa Hamza ha percorso a piedi la Rotta Balcanica per raggiungere l’Europa. Oggi parte con un nuovo progetto: tornare su quei luoghi in bicicletta per raccontare e documentare ciò che continua ad accadere, lontano dai riflettori, lungo le rotte attraversate da chi cammina dalla Turchia fino all’Italia.

Durante la serata parleremo del suo viaggio, delle frontiere, delle violenze invisibili e di ciò che troppo spesso resta nell’ombra.

Il ricavato della serata e dell’aperitivo sosterrà le spese del progetto di Hamza. 🔥🚲

Vi aspettiamo!

Da maggio 2026, il Collettivo Rotte Balcaniche tornerà ai confini tra Bulgaria e Turchia. Siamo un piccolo collettivo, d...
12/04/2026

Da maggio 2026, il Collettivo Rotte Balcaniche tornerà ai confini tra Bulgaria e Turchia. Siamo un piccolo collettivo, dovevamo fermarci qualche mese per ripensare quello che abbiamo fatto e quello che faremo.

Abbiamo inoltre intrapreso un percorso di allargamento, attraversando molte città e spazi sociali per contaminarci, raccontando quello che succede alle frontiere, quello che facciamo e che vogliamo costruire insieme - ovvero una presenza, che vuole essere solidarietà ma anche lotta politica.

Partiremo in tante. Torniamo dove l’Europa sperimenta, reprime, cancella. Dal 2023, con qualche mese di sospensione, abitiamo quei territori, costruendo relazioni e strumenti concreti di supporto.

La Bulgaria, da anni, è uno dei principali banchi di prova delle strategie securitarie dell’Unione Europea, anche attraverso l’operato di Frontex: respingimenti, detenzione, militarizzazione, deportazioni. Abbiamo visto i corpi sparire e le foreste trasformarsi in trappole, scenario di politiche sempre più brutali. E mentre si implementa il nuovo Patto sulle migrazioni, sappiamo già chi ne pagherà il prezzo.

Abbiamo scelto di essere presenti in vari modi:

- Le azioni di ricerca e soccorso nei boschi, per non lasciare indietro nessuno e impedire i respingimenti. Nei boschi al confine si muore di freddo, fame, ferite, isolamento. Da oltre un anno è attiva una linea telefonica di emergenza 24/7. È uno strumento di allerta che permette di rispondere alle segnalazioni di emergenza recandosi direttamente sul posto, un’infrastruttura solidale contro l’abbandono sistemico e i respingimenti illegali.

- Il progetto Border Memory, per ricercare le persone scomparse e costruire una politica della memoria contro l’oblio imposto dalla violenza di Stato. La frontiera è piena di assenze: persone sparite senza nome e senza giustizia. Insieme alle famiglie degli scomparsi, raccogliamo testimonianze, incrociamo dati, ricerchiamo verità e giustizia.

- Il supporto alle persone recluse nei campi e nei centri di detenzione. Portiamo supporto materiale attraverso distribuzioni di cibo e beni utili ma anche ascolto, presenza e monitoraggio, in luoghi dove le persone vivono in condizioni disumane, assimilabili alla tortura.

- Il monitoraggio della violenza istituzionale, documentando e denunciando l’applicazione del nuovo Patto europeo e il ruolo di Frontex in un sistema sembra più basato sulla detenzione e la deportazione.

In un sistema che impone oblio, isolamento e silenzio, noi scegliamo di ricordare, di urlare, di esserci. Non lo chiediamo mai, ma questa volta abbiamo bisogno di aiuto.

Di seguito il nostro IBAN per eventuali donazioni:
Associazione Altromondo APS
IBAN: IT19N0880760750000000876000
BCC Veneta Credito Cooperativo

Inoltre, un piccolo messaggio per chi vive nell’area di Vicenza: stiamo raccogliendo un carico di materiali utili, di seguito la lista:

Materiali di igiene:
- Spazzolini da denti
- Dentifricio
- Saponette
- Shampoo (possibilmente in piccoli formati)
- Bagno doccia
- Pannoloni per bambini
- Assorbenti femminili

Altro materiale:
- Salviette e asciugamani
- Mutande da uomo e donna (solo se nuove)
- T-shirt (taglia M o L)
- Cappelli estivi
- Latte in polvere
- Creme solari
- Creme idratanti
- Quaderni, fogli di carta
- Pennarelli colorati
- Giochi per bambini in buono stato
- Album da colorare, carte da gioco, p***e, giochi da fare all'aperto
- Smartphone in buone condizioni e powerbank

Se riesci, aiutaci. I materiali potrai portarli tutti i martedì e i giovedì di aprile, dalle 16.00 alle 19.00 presso lo spazio di via Manin 26 a Schio.

Solidarity is our common languageA Prosfygika, nel cuore di Atene, centinaia di persone costruiscono da anni una comunit...
25/03/2026

Solidarity is our common language

A Prosfygika, nel cuore di Atene, centinaia di persone costruiscono da anni una comunità basata su autogestione, solidarietà e resistenza. Oggi questo spazio è sotto attacco: minacce di sgombero, repressione, tentativi di cancellare una delle più grandi esperienze di lotta abitativa in Europa.

Mercoledì 1 aprile ne parliamo a Schio con un compagno della comunità di occupazione, per capire cosa sta succedendo, cosa possiamo imparare da questa esperienza e come costruire reti di solidarietà oltre i confini.

🕗 20.00 aperitivo
🕣 20.30 inizio presentazione
📍 Via D. Manin 26, Schio, Spazio del Collettivo Rotte Balcaniche

Mentre la guerra e il genocidio diventano sempre di più la condizione del nostro tempo, ci prepariamo ancora una volta a...
20/03/2026

Mentre la guerra e il genocidio diventano sempre di più la condizione del nostro tempo, ci prepariamo ancora una volta a ritornare in Bulgaria, alla frontiera d'Europa, per portare una presenza solidale e lottare contro un'altra guerra coloniale e razzista, quella contro i migranti. Proprio nel sud della Bulgaria, verrà costruita la prima base militare italiana nell'Est Europa.

Per chi fosse interessatx a conoscerci, supportare direttamente le nostre azioni o donare, ecco un calendario di eventi in cui incontrarci:

- questa sera, venerdì 20 marzo alle 20.30, presso Spazio Stria a Padova, in collaborazione con l'associazione Open Gates e Mediterranea Padova;

- sabato 21 marzo a Venezia, presso il bellissimo festival organizzato da Lungo la rotta balcanica - Along the Balkan Route, per il dibattito "10 anni di rotta balcanica", con moltx altrx compagnx che abbiamo consciuto in questi anni;

- domenica 22 marzo dalle 17 ad Imola, presso lo spazio autogestito antifascista Brigata Prociona;

- mercoledì 25 marzo a Verona, alle 18.30 presso l'Osteria ai Preti con One Bridge To -;

- giovedì 26 marzo a Torino, alle 18 presso il Csoa Gabrio con lo Sportello Illegale;

- Venerdì 27 marzo a Schio, ore 20.00, presso il nostro spazio in via Manin 26, proietteremo il documentario "Completely different, exactly the same", sulla resistenza contro il nazionalismo e i confini in Montenegro.

In allegato la locandina degli eventi di Venezia e Torino.

Venerdì 27 marzo alle ore 20.00 presso lo spazio di Via Manin 26 a Schio. Vi aspettiamo per la proiezione del cortometra...
19/03/2026

Venerdì 27 marzo alle ore 20.00 presso lo spazio di Via Manin 26 a Schio. Vi aspettiamo per la proiezione del cortometraggio "Completely different, exactly the same", con la regista Marianna Marchesini.

La resistenza di una donna contro la guerra, i confini e il nazionalismo.

A un crocevia di confini nei Balcani, Sabina Talović, attivista femminista, affronta la violenza di un sistema patriarcale con incrollabile determinazione. Dalle guerre jugoslave al razzismo dei nuovi nazionalismi, la sua voce testimonia come gli atti di solidarietà siano sempre completamente diversi, pur rimanendo fondamentalmente invariati.

Diretto da Marianna Giorgia Marchesini
Fotografia di Giovanni Benini
Prodotto da EZME FILM (IT)
Durata 30 minuti

Vincitore del premio miglior film – Concorso nuovi talenti all’Eastern Neighbours Film Festival (NL), menzione speciale al Perugia Social Film Festival (IT).

Il ricavato della serata sosterrà il Collettivo Rotte Balcaniche

CHIAMATA VOLONTARI3 Costruiamo insieme uno sportello legale antirazzista in via Manin 26 – Schio. Vogliamo aprire uno sp...
28/01/2026

CHIAMATA VOLONTARI3
Costruiamo insieme uno sportello legale antirazzista in via Manin 26 – Schio.

Vogliamo aprire uno sportello legale autogestito a sostegno delle persone straniere, immigrate e in movimento. Un luogo di supporto concreto contro i confini fisici ma anche burocratici, leggi ingiuste e violenza istituzionale che sempre di più colpiscono chi migra.

Cerchiamo volontarie e volontari per costruire insieme uno spazio di ascolto, orientamento e accompagnamento legale, basato su solidarietà, autodeterminazione e mutuo appoggio.

Uno spazio di assistenza ma soprattutto un luogo per costruire alleanze e complicità contro il razzismo di Stato che si fa ogni giorno più soffocante, tra attacco ai diritti, criminalizzazione e abbandono istituzionale.

Il percorso sarà seguito da due avvocate che proporranno un breve corso formativo per condividere strumenti, linguaggi e pratiche. Per partecipare non serve essere avvocatə o avere esperienze precedenti in quest'ambito!

Serve stare da una parte: contro il razzismo, contro la criminalizzazione della migrazione, a fianco di chi attraversa i confini visibili degli stati e quelli invisibili delle nostre città - non per morire, essere sfruttato o finire in un CPR, ma per vivere una vita degna.

Dove? In via Manin 26 a Schio
Per info: +39 348 674 8173

Vi aspettiamo mercoledì 11 febbraio alle 20.30 per una serata di presentazione del progetto alle persone interessate.

Costruiamo insieme uno spazio antirazzista e sicuro. Nessuna persona è illegale. La solidarietà è la nostra arma.

Indirizzo

Schio

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