02/07/2026
Auspichiamo che il Consiglio Comunale, l’Amministrazione, gli uffici tecnici e tutta la comunità di Lastra a Signa prendano piena consapevolezza del quadro ormai inequivocabilmente delineato dagli atti. Le sentenze del TAR Toscana e del Consiglio di Stato, unite al provvedimento definitivo della Soprintendenza, delineano oggi un orientamento chiaro e coerente sul valore paesaggistico, ambientale ed ecosistemico del bosco di Inno, destinato a costituire un fondamentale riferimento per il futuro di quest’area.
🌳 IL BOSCO DI INNO VIA DI CARCHERI RESTA TUTELATO
Dopo anni di approfondimenti amministrativi e giudiziari, si aggiunge oggi un nuovo e significativo tassello nella tutela del bosco di Via di Carcheri, in località Inno (Lastra a Signa).
La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ha infatti espresso diniego definitivo alla nuova richiesta di trasformazione dell’area boscata.
Nel proprio provvedimento la Soprintendenza richiama espressamente anche la sentenza del Consiglio di Stato n. 935/2022, confermando il valore dell’ecosistema sviluppatosi nel tempo e della formazione boscata presente sull’area.
Si tratta di una decisione particolarmente importante perché afferma un principio di grande attualità: il valore di un territorio non dipende soltanto dalla sua destinazione storica, ma anche dall’evoluzione naturale che ha maturato nel tempo.
L’ecosistema formatosi negli anni diventa esso stesso un bene da tutelare quando svolge funzioni paesaggistiche, ambientali ed ecologiche riconosciute dall’autorità competente.
Uno degli aspetti più significativi del provvedimento riguarda la funzione del bosco quale filtro ambientale nei confronti della SGC FI-PI-LI.
In un’area caratterizzata dalla presenza di una grande infrastruttura viaria e classificata come acusticamente critica, la fascia boscata rappresenta una vera e propria infrastruttura verde naturale. Pur non eliminando completamente il rumore, contribuisce alla mitigazione complessiva del contesto, migliorando la qualità paesaggistica, ambientale, acustica e percettiva del territorio, costituendo inoltre una barriera naturale rispetto all’impatto visivo dell’infrastruttura e contribuendo alla tutela del suolo, della biodiversità, del microclima e della resilienza ecologica.
La Soprintendenza evidenzia inoltre che la trasformazione proposta determinerebbe un’alterazione significativa e permanente dei valori paesaggistici del contesto.
Non si tratta quindi soltanto della tutela di un bosco, ma della salvaguardia di un sistema ambientale complesso sul quale insistono molteplici profili di interesse pubblico: la tutela paesaggistica, la natura boscata dell’area, il vincolo idrogeologico, la pianificazione paesaggistica regionale e la funzione ecosistemica ormai consolidata di questa formazione forestale.
Questa vicenda dimostra come la tutela dell’ambiente richieda tempo, competenze, partecipazione civica e rispetto delle istituzioni.
Dopo anni di approfondimenti tecnici, amministrativi e giudiziari, il quadro che emerge è quello di un ecosistema riconosciuto quale elemento di valore per il paesaggio, per l’ambiente e per la qualità della vita delle comunità che vivono questo territorio.
Un sincero ringraziamento va alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’accurata istruttoria svolta e per l’attenzione riservata alla tutela di questo patrimonio collettivo.
Continua tutt’oggi con senso civico e nel pieno rispetto della legalità, difesa di un bene che svolge un effetto di mitigazione ambientale verso l’intera comunità.
Auspico ora che il Comune di Lastra a Signa proceda tempestivamente all’adozione del provvedimento conclusivo del procedimento amministrativo, recependo il provvedimento definitivo della Soprintendenza.
Auspico inoltre che, nell’ambito del fascicolo amministrativo relativo a quest’area, trovino stabile evidenza il giudicato formatosi con le sentenze del TAR Toscana e del Consiglio di Stato, già richiamate dalla stessa Soprintendenza, nonché i principi, le valutazioni paesaggistiche, ambientali ed ecosistemiche contenute nel provvedimento definitivo, affinché costituiscano un patrimonio conoscitivo e un riferimento per ogni futura attività istruttoria riguardante questo straordinario patrimonio ambientale.
La certezza del diritto si costruisce anche così: conservando la memoria amministrativa, tecnica e giurisprudenziale dei luoghi, affinché le decisioni già assunte e i valori riconosciuti dalle istituzioni costituiscano un patrimonio stabile a tutela dell’interesse pubblico e delle future generazioni.