28/08/2026
Una firma non risolve i problemi dei conti pubblici. Ma può servire a ricordare una cosa molto semplice: ogni promessa politica ha un costo e qualcuno, prima o poi, quel costo lo paga.
Per questo trovo interessante la campagna della Fondazione Luigi Einaudi. Oltre 70.000 firme in poco più di un mese non sono soltanto un numero: indicano una domanda crescente di serietà.
Bonus, agevolazioni, nuove spese, riduzioni fiscali: tutto può essere discusso. Ma insieme alla proposta dovremmo pretendere sempre di sapere quanto costa, dove si trovano le risorse e quali conseguenze avrà domani.
Forse una politica più credibile può ricominciare proprio da qui: meno promesse senza prezzo, più responsabilità verso chi paga le tasse e verso le generazioni future.
Io credo valga la pena firmare e, soprattutto, farne discutere.
👉 – fondazioneluigieinaudi.it
Settantamila firme verificate in poco più di un mese sono un dato che merita attenzione.
La campagna , promossa dalla Fondazione Luigi Einaudi, pone una questione semplice ma decisiva: quando la politica propone bonus, sussidi, tagli di tasse o nuove spese pubbliche, i cittadini hanno il diritto di sapere quanto costano, come vengono finanziati e quali effetti produrranno nel tempo.
Non è una battaglia contro la spesa pubblica. È una battaglia per una spesa pubblica trasparente, sostenibile e responsabile. Perché promettere è facile; indicare coperture, priorità e conseguenze richiede invece serietà.
Le oltre 70.000 firme raccolte dicono che esiste una parte significativa del Paese che chiede alla politica meno propaganda sui conti e maggiore rispetto per chi, quei conti, alla fine li paga.
Noi pensiamo che questa domanda meriti di diventare ancora più forte.
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