Sport, Natura e Cultura asd-aps

Sport, Natura e Cultura asd-aps Il linguaggio universale dello sport come funzione educativa per unire culture, età ed etnie diverse.

Uno strumento importante è rappresentato dallo sport, che attraverso la sua funzione educativa ed aggregante, delinea attraverso il gioco il rispetto delle regole, regalando emozioni e trasmettendo passione e socialità, unendo culture, età ed etnie diverse, usando un linguaggio universale, che promette inclusione e socialità, superando confini e differenze di ceto e di cultura.

Sono anni che pianto alberi nelle scuole in occasione della loro festa. Purtroppo, nella maggior parte dei casi, dopo la...
25/10/2025

Sono anni che pianto alberi nelle scuole in occasione della loro festa. Purtroppo, nella maggior parte dei casi, dopo la piantumazione non viene prestata alcuna attenzione o cura da parte del personale scolastico, anche se, va detto, pur non essendo un loro compito è evidente la mancanza di sensibilità sul tema. Quasi sempre, gli alberelli piantati in autunno non sopravvivono all’estate successiva, a causa della mancanza d’acqua.
L’alberello che vedete in foto è un Ginkgo biloba, messo a dimora lo scorso anno. Durante l’estate ha rischiato di seccarsi, ma siamo riusciti a portargli un po’ d’acqua. Si è ripreso, e ne ero felice.
Con la riapertura delle scuole, ha subito i primi danneggiamenti: gli ho messo un tutore per sostenerlo. Ora, ciò che resta è una visione triste: completamente distrutto.
Era un albero che poteva essere lasciato in eredità alle generazioni future, una pianta capace di vivere oltre mille anni. Questa specie è celebre per essere sopravvissuta alla bomba atomica di Hiroshima. Eppure, non è riuscita a sopravvivere a un gesto inconsulto.
Peccato.

ASSOCIAZIONE SPORT, NATURA E CULTURA COMUNICATO STAMPA  Il Vesuvio brucia. E con lui, la nostra coscienza.Scafati, 11 ag...
12/08/2025

ASSOCIAZIONE SPORT, NATURA E CULTURA

COMUNICATO STAMPA
Il Vesuvio brucia. E con lui, la nostra coscienza.

Scafati, 11 agosto 2025 — L’associazione Sport, Natura e Cultura ASD APS lancia un appello urgente: l’incendio che da giorni sta devastando il Parco Nazionale del Vesuvio è una tragedia ambientale che non possiamo ignorare.
Ettari di bosco in fumo, animali in fuga, aria irrespirabile. Il Vesuvio, simbolo della nostra terra, sta subendo l’ennesima violenza. E mentre le fiamme avanzano, il silenzio di molti è assordante.
Sappiamo bene che spegnere un incendio sul Vesuvio non è semplice. La vegetazione f***a, il terreno impervio e la conformazione vulcanica rendono ogni intervento una sfida estrema. Ma proprio per questo, non possiamo permetterci di essere impreparati.
«Ogni incendio è una ferita. Ma quando a bruciare è il Vesuvio, brucia anche la nostra identità», dichiara Alberto Voccia, presidente dell’associazione. «Non basta piangere dopo. Serve prevenzione, vigilanza, responsabilità».
Chiediamo con forza:
- Un’indagine immediata per chiarire le cause e punire eventuali responsabili
- Valutare la tempestività delle azioni iniziali e l’accuratezza dell’analisi dell’evento
- Più risorse per squadre antincendio e volontari ambientali.
- Un piano di ripristino che non sia solo una toppa, ma una rinascita vera per la biodiversità vesuviana.
Il Vesuvio non è solo un vulcano. È casa, storia, natura viva. E oggi ci sta chiedendo aiuto.
Non restiamo a guardare.

E siamo a quota “ennesimo ligustro stecchito” all’inizio del nostro glorioso Corso Nazionale.  Le foglie, ormai mummific...
20/07/2025

E siamo a quota “ennesimo ligustro stecchito” all’inizio del nostro glorioso Corso Nazionale.

Le foglie, ormai mummificate, sono ancora attaccate ai rami: il che ci dice che l’albero non ha fatto in tempo nemmeno a salutare. Addio improvviso. Strano, però… gli altri alberi — quelli dopo e quelli dall’altro lato del marciapiede — sembrano ancora convinti di voler vivere, nonostante le potature passate che definirei più “installazioni artistiche” che interventi agronomici.
Ora, non sono un botanico, né pretendo di esserlo. Prendetemi come il vicino curioso che guarda fuori dalla finestra e fa congetture. Ma questo alberello, che è passato da verde a secco in tempo record, potrebbe non aver fatto tutto da solo. Se ci aggiungiamo altri sintomi come foglie gialle o ricce, mi viene da pensare: “Houston, abbiamo un avvelenamento.”
C’è poi da dire che, negli anni, questo pezzo di Corso si è trasformato in una landa desolata — uno ad uno, gli alberi se ne sono andati, un po’ come i buoni propositi dopo Capodanno. Non ho verità in tasca, solo occhiate da passante con spirito investigativo.
Sogno un mondo in cui il verde venga trattato con affetto, ma senza estremismi floreali. Sarebbe bello, un giorno, scoprire che ogni commerciante si prende cura dell’alberello davanti al proprio negozio — tipo animale domestico, ma con più foglie e meno guaiti.
La saggezza popolare dice: “Albero verde davanti al negozio, affari a gonfie vele. Albero secco, si abbassa la serranda.” Esagerazione? Forse. Ma passeggiando lungo il Corso Nazionale, dove gli alberi sono seccati o rimossi, viene quasi da crederci.
“Ok, non è vero ma vi credo”, disse il grande Eduardo. Genio, e anche un po’ profetico.
Auspico un’invasione di commercianti dal pollice verde: ognuno si prenda cura del suo alberello, e dove manca, ne pianti uno. Magari coinvolgendo i clienti, che — se non altro — avranno un buon motivo in più per tornare… anche solo per vedere se cresce.

Indirizzo

Scafati
84018

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