07/01/2026
𝟕 𝐠𝐞𝐧𝐧𝐚𝐢𝐨 – 𝐋𝐢𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐓𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐫𝐞 🇮🇹
Non sei un drappo!
Sei un respiro lungo due secoli.
Sei stoffa che ha imparato il nome di Uomini e Donne
ancor prima ch'essi imparassero il nome della Patria.
Nascesti giovane,
in un giorno d’inverno che sapeva di speranza,
quando "Italia" era ancora un’idea pronunciata a bassa voce,
eppure già così viva da volersi dare un volto,
tre colori come tre battiti del cuore.
Verde:
come campi che hanno visto tornare figli stanchi,
come colline che han protetto fuggiaschi e sogni,
come la vita che insiste, anche quando la storia ferisce.
Bianco:
come neve che cade sui silenzi della memoria,
come pane spezzato nelle case in povertà,
come la purezza di chi ha scelto senza odio
e pagato senza chiedere.
Rosso:
come sangue versato senza retorica,
come Amore che brucia e non si vergogna,
come la parola “Italia” sussurrata
da chi guardandoti un’ultima volta, moriva.
Ti hanno portato cucito addosso,
ti han stretto al collo come un figlio,
ti han baciato prima di partire
senza sapere se ci sarebbe stato un ritorno.
Ti hanno cantato i Poeti
quando la lingua era spada e carezza,
ti hanno invocato nei versi che ardono ancora
ti hanno affidato il peso delle speranze di tutti
e il compito fragile di unire ciò ch'era diviso.
Poi però…
ti hanno usato, tirato, calpestato, spiegato male.
T'han ridotto a grido, a slogan, accusa.
T'han fatto sembrare bandiera di parte
quando Tu per natura sei Casa di tutti.
Ti guardiamo spesso distratti,
a volte con sospetto,
come se amare Te non fosse più lecito,
come se riconoscersi tuoi fosse colpa.
Eppure Tu resti lì.
Paziente
come madre che non chiede spiegazioni
quando i figli s'allontanano.
Come Patria che non pretende uniformità,
ma riconoscimento.
Non sei guerra, sei memoria che avverte.
Non sei egoismo,
sei appartenenza che protegge.
Non sei passato,
sei il domani migliore, che domanda cura.
E il Tuo destino non è solo sui pennoni,
ma nelle nostre case, ai balconi, nelle scuole,
nelle mani che imparano a rispettare
prima ancora che a giudicare.
Se tornerai a vivere davvero
non sarà per imposizione,
ma per ritrovato amore.
Quando sapremo di nuovo dire “noi”
senza paura, senza vergogna, senza esclusioni.
Allora sì, Tricolore,
tornerai a sventolare
non come simbolo urlato,
ma come presenza amica e necessaria.
Come accade alle cose sacre
quando smettono di venir spiegate.
E ricominciano a esser sentite.
MR