Aned Savona

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04/09/2026

Sissel Vogelmann era una meraviglia di bambina. Bella, con gli occhi azzurri e i riccioloni biondi un po' ribelli. Allegra e buona, calma e generosa. È straziante pensarla mentre parte, il 30 gennaio 1944, dai binari nascosti della Stazione Centrale di Milano, oggi Memoriale della Shoah Milano, diretta ad Auschwitz; immaginarla per una settimana sul vagone piombato senza acqua né cibo né luce; saperla morta nella camera a gas con la mamma, Anna Disegni, il giorno stesso dell'arrivo nel campo di sterminio, il 6 febbraio 1944.
Sissel era nata il 1935, aveva solo 8 anni. Il padre Schulim sopravvisse alla detenzione nazista e, finita la guerra, tornò nella sua città, Firenze. Era stato l'unico ebreo catturato in Italia a salvarsi grazie a .
Schulim Vogelmann si ricreò una famiglia, ma al figlio Daniel nato dal secondo matrimonio mancò fin dall’infanzia quella sorellina, Sissel, che non aveva mai conosciuto.
Daniel Vogelmann è oggi l'editore della Casa Editrice Giuntina

In ricordo di Sissel Emilia Vogelmann e di quel milione e mezzo di bambini sterminati durante la Shoah.

(Torino 03.09.1935 - Auschwitz Birkenau 06.02.1944)

01/09/2026

➡ ACCADE OGGI: 1° SETTEMBRE 1939

𝗟’𝗜𝗡𝗩𝗔𝗦𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗣𝗢𝗟𝗢𝗡𝗜𝗔

Il 1° settembre 1939, all’alba, la Germania nazista invade la Polonia. È l’inizio della Seconda guerra mondiale in Europa, un conflitto destinato a sconvolgere il continente e il mondo e a intrecciarsi profondamente con la storia della persecuzione e dello sterminio degli ebrei d’Europa.

L’attacco tedesco è rapido e devastante. Oltre 1,5 milioni di soldati, più di 2.000 carri armati e centinaia di aerei vengono impiegati nell’offensiva. La superiorità militare tedesca e l’impiego coordinato di forze corazzate e aviazione danno forma a quella strategia che diventerà nota come Blitzkrieg, la “guerra lampo”.

Due giorni dopo, il 3 settembre, Gran Bretagna e Francia dichiarano guerra alla Germania. Il 17 settembre anche l’Unione Sovietica invade la Polonia da est, secondo quanto previsto dal protocollo segreto del patto di non aggressione tedesco-sovietico. Varsavia, sottoposta a pesanti bombardamenti, si arrende il 28 settembre; all’inizio di ottobre la resistenza militare polacca è definitivamente sopraffatta.

L’occupazione della Polonia apre anche una nuova e terribile fase della politica nazista di persecuzione e violenza. Il territorio polacco diventerà uno dei principali luoghi dell’Olocausto e dello sterminio nazista.

Il 1° settembre 1939 segna così una cesura nella storia del Novecento: l’inizio di una guerra che in sei anni avrebbe provocato decine di milioni di morti e trasformato per sempre l’Europa.

(Fonte: United States Holocaust Memorial Museum – Holocaust Encyclopedia
Immagine: "N**i Peril" o "Next!", creata dal vignettista americano Daniel Robert Fitzpatrick)

01/09/2026
01/09/2026

Trenitalia ti porta al Memoriale! Tra poco si torna in classe ed è il momento perfetto per programmare le visite didattiche.

Grazie al rinnovo dell’accordo con Trenitalia, le scuole di tutta Italia possono raggiungere Milano e visitare il Memoriale della Shoah con sconti fino al 70% sui biglietti ferroviari. L’offerta riguarda anche i luoghi della Rete italiana della Memoria, tra cui Ferrara, Trieste, Fossoli, Roma e Tarsia. L’iniziativa mira a preservare la memoria storica, promuovere i diritti umani e contrastare intolleranza, razzismo e antisemitismo. Le agevolazioni sono valide per gruppi scolastici di almeno 10 persone, con ulteriori sconti per ragazzi sotto i 15 anni.

L’offerta è valida fino al 31 dicembre 2026

Scopri come attivarla: https://www.memorialeshoah.it/notizia/trenitalia-porta-gli-studenti-al-memoriale-sconti-per-chi-arriva-in-treno/

Fondazione Fossoli Museo N**ionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah Fondazione Museo della Shoah

29/08/2026

Accadde oggi | Muore Cesare Pavese, un estratto da “La casa in collina” condanna l’indifferenza: «Chi lascia fare e s’accontenta, è già un fascista»

Tra gli intellettuali più influenti del secolo scorso in Italia si annovera Cesare Pavese: autore, critico, traduttore, poeta e tra i più citati narratori della Resistenza sebbene – a differenza di altre grandi firme della seconda metà del Novecento - come Renata Viganò, Ada Gobetti e Primo Levi – non prese mai realmente parte alla lotta di Liberazione.

Nell’anniversario della sua scomparsa, avvenuta il 27 agosto del 1950, rileggere il quarto capitolo de “La casa in collina” (Einaudi, 1948) permette di comprendere tutta la franchezza dello scrittore che – in un passaggio particolarmente autobiografico – biasima chi durante l’occupazione «non rischia la pelle», come lui stesso, rifugiatosi proprio in collina: “«Non sei mica fascista?» — mi disse. Era seria e rideva. Le presi la mano e sbuffai. «Lo siamo tutti, cara Cate» — dissi piano. — «Se non lo fossimo, dovremmo rivoltarci, ti**re le bombe, rischiare la pelle. Chi lascia fare e s’accontenta, è già un fascista».

Un’esistenza complessa e lungamente tormentata è quella di Pavese. Approfondirla permette di comprendere sia la sua dimensione interiore, sia le riflessioni dietro il “non-schierarsi” di (in realtà) molti italiani e italiane tra il 1943 e il 1945. Una biografia uscita vent’anni fa esatti, “Quell’antico ragazzo” (Rizzoli, 2006) di Lorenzo Mondo, è un testo essenziale per analizzare l’ambiguo posizionamento del Pavese uomo-autore durante il regime.

19/08/2026

Lunedì, 24 agosto 2026 ore 18,30

Ricordiamo questo appuntamento importante per la trasmissione della Memoria,

per rinnovare il nostro impegno nella difesa della democrazia e della Costituzione, sempre nel segno dell'antifascismo,

per onorare e ringraziare tutti coloro che hanno combattuto per la nostra libertà,

come la Partigiana Ivanca,
Clelia Corradini uccisa dai fascisti il 24 agosto del 1944.

Grazie Clelia !

19/08/2026

Nell'estate del 1948 avvenne l'incontro che cambiò
completamente la mia vita.
Non avevo ancora compiuto diciotto anni e i nonni decisero di portarmi in vacanza a Pesaro, da due cugine che la nonna da tempo si prometteva di andare a trovare.
(... )Alloggiavamo al Vittoria, un
albergo elegante affacciato sul
mare. Faceva un caldo micidiale, la
spiaggia era bruttissima, piatta, e
non c'era niente che mi piacesse.
Decisi di fare un bagno e sulla
spiaggia incontrai una mia cugina in compagnia di alcuni amici tra cui
c'era Alfredo, il mio futuro marito.

Ci innamorammo all'istante, e tre
giorni dopo eravamo fidanzati.
(... ) Alfredo viveva a Bologna. Era
laureato in legge e lavorava in uno
studio legale.
Bastò notare il mio umero sul
braccio (ero in costume, e il
tatuaggio era in vista) per capire che non ero una ragazzina come le altre.

"Io so cos'è questo mi disse, notando le cifre sul mio polso. In Germania ho incontrato tanti che lo avevano. Che cosa tremenda."
Sentii che con lui avrei potuto parlare e così, timidamente,
cominciai a raccontargli qualcosa. Solo qualche dettaglio, perché allora non parlavo di questo argomento.

Cominciammo a parlare e non ci fermammo più.
Smettemmo solo qualche giorno prima che morisse.

(... )Prima di conoscerlo ero un essere informe, ero semplicemente una sopravvissuta, incapace di gioire del fatto di essersi salvata.

Sono diventata una donna solo quando mi sono innamorata di lui.

Liliana Segre
da La memoria rende liberi

16/08/2026

“𝐿𝑎 𝑅𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑓𝑢 𝑢𝑛 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑖𝑢𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑎 𝐶𝑜𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒, 𝑚𝑎 𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑎 𝐶𝑜𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑓𝑢 𝑢𝑛 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑙𝑢𝑠𝑜. 𝐶𝑜𝑛 𝑖𝑙 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑝𝑜𝑙𝑖𝑡𝑖𝑐𝑜 𝑑𝑖 𝑢𝑛𝑎 𝑑𝑒𝑚𝑜𝑐𝑟𝑎𝑧𝑖𝑎 𝑎𝑝𝑒𝑟𝑡𝑎, 𝑠𝑖 𝑎𝑝𝑟𝑖𝑣𝑎 𝑖𝑙 𝑝𝑟𝑜𝑏𝑙𝑒𝑚𝑎, 𝑑𝑜𝑝𝑜 𝑙𝑎 𝑅𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑎 𝐶𝑜𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒, 𝑑𝑖 𝑟𝑖𝑒𝑚𝑝𝑖𝑟𝑒 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑑𝑒𝑚𝑜𝑐𝑟𝑎𝑧𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑖 𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑒𝑛𝑢𝑡𝑖 𝑖𝑑𝑒𝑎𝑙𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑅𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑛𝑧𝑎, 𝑑𝑖 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑖 𝑖 𝑣𝑎𝑙𝑜𝑟𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑛𝑡𝑖𝑓𝑎𝑠𝑐𝑖𝑠𝑚𝑜, 𝑑𝑖 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑖 𝑖 𝑣𝑎𝑙𝑜𝑟𝑖 𝑑𝑖 𝑢𝑛𝑎 𝑐𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑐𝑎𝑡𝑡𝑜𝑙𝑖𝑐𝑎 𝑒 𝑑𝑖 𝑢𝑛𝑎 𝑐𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑙𝑎𝑖𝑐𝑎 𝑠𝑜𝑐𝑖𝑙𝑖𝑠𝑡𝑎, 𝑑𝑖 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑖 𝑖 𝑣𝑎𝑙𝑜𝑟𝑖 𝑑𝑖 𝑢𝑛𝑎 𝑐𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑙𝑖𝑏𝑒𝑟𝑎𝑙𝑒.”

In ricordo di Gianfranco Maris
24 gennaio 1921 - 14 agosto 2015

Estratto dalla relazione di Maris al X Congresso Aned, tenutosi a Prato nell’ottobre 1990. L’intervento completo è consultabile nel numero 4 del 1990 della rivista Triangolo Rosso disponibile in formato digitale sul sito di ANED.

https://deportati.it/wp-content/static/1990-n.-4.pdf

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