AssociazioneGPN2010 - ODV

AssociazioneGPN2010 - ODV ODV-SV-003-2020 Dare informazioni ai cittadini affinché siano informati e possano di conseguenza valutare lo stato dei fatti con obiettività e coerenza.

Aiutateci a salvare la collina e la chiesa della Madonna degli Angeli

Associazione GPN2010 - ODV
Presidente onorario Mauro Olivieri ❤

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RUNTS cod. L'associazione GPN2010 – ODV, con sede a Savona, c.f. 92093920095, iscritta il 30/05/2022 nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore sezione Organizzazioni

Di Volontariato, codice ODV-SV-003-2020, è impegnata sul territorio del Comune di Savona dal 2007 e gode del Patrocinio dello stesso dal 2014. L’Associazione GPN2010-ODV desidera:

PROMUOVERE
il miglioramento della qualità della vita della comunità cittadina in tutti i suoi aspetti, proponendosi come interlocutore delle istituzioni pubbliche, delle forze politiche e sociali senza alcuna distinzione. Nel perseguire i propri obiettivi l’Associazione si relazionerà con gli enti pubblici o privati, ambienti professionali, altri comitati o associazioni analoghe, anche esterne rispetto al territorio comunale ricercando la collaborazione delle istituzioni non solo a livello locale. CONTRIBUIRE
all’ individuazione e alla soluzione delle problematiche esistenti sul territorio, promuovendo il rispetto dei diritti, la partecipazione democratica e il coinvolgimento della cittadinanza. L'Associazione per un impegno affettivo, morale e statutario (Art. 2, comma f), si occupa in particolare di tutela, salvaguardia dell'ambiente naturale, del nostro patrimonio storico e artistico; persegue, senza scopo di lucro, finalità civiche, solidaristiche, interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio. COORDINATE BANCARIE PER EROGAZIONI LIBERALI
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Iban BPER Banca
c/c 42183730
C.F. 92093920095

19/11/2025
18/11/2025

L'AssociazioneGPN2010 - ODV e Savona da Scoprire vi accompagneranno fino alla chiesetta dove accenderemo una miriade di lumini.

Vi confidiamo un segreto... Unione Squadre Antincendio Boschivo - Protezione Civile Città di Savona ODV sta organizzando una sorpresa per la durata del periodo natalizio.

Attenzione, camminatori e appassionati di trekking!Se stai pianificando di visitare la Madonna degli Angeli, ti ricordia...
17/11/2025

Attenzione, camminatori e appassionati di trekking!

Se stai pianificando di visitare la Madonna degli Angeli, ti ricordiamo di essere prudente, soprattutto se sei accompagnato da animali domestici. La zona boscosa circostante può essere abitata da lupi, che in inverno potrebbero avvicinarsi al centro urbano in cerca di cibo.

Non allarmarti, i lupi sono animali intelligenti e protetti, che non attaccano l'uomo a meno che non si sentano minacciati. Tuttavia, è importante essere cauti, soprattutto se hai cani con te.

Ricordiamo che i lupi sono una parte importante dell'ecosistema e meritano rispetto e protezione. Quindi, se incontri un lupo, mantieni la calma e non avvicinarti. Se sei con un cane, tienilo al guinzaglio e non permettere che si avvicini al lupo.

Grazie per la tua collaborazione e buona passeggiata!

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Ai posteri non rimarrà traccia delle parole d’amore scambiate tra gli amanti contemporanei, la tecnologia non sarà custo...
17/11/2025

Ai posteri non rimarrà traccia delle parole d’amore scambiate tra gli amanti contemporanei, la tecnologia non sarà custode di amori scandalosi, travolgenti ed appassionati come quelli testimoniati dalle nove lettere d'amore e dalla ciocca di capelli biondi (lunga ben 30 centimetri) di Lucrezia Borgia, conservate ed in esposizione, dal 1685, nella Pinacoteca Ambrosiana, di Milano.

Un amore la cui eco risuona nel tempo. Le parole di queste lettere sono intrise di passione e romanticismo, nelle quali sorprendenti metafore allusive sostituiscono parole chiave tra i due amanti, come ad esempio la parola cuore sostituita da cristallo, e chissà di quanti altri segreti sono ricche queste carte che profumano d’amore.

Lucrezia Borgia nacque nel 1480, figlia illegittima del potentissimo papa Alessandro VI e dalla biondissima Vannozza Cattanei (dalla quale ereditò la bellezza e gli splendidi capelli dorati). E' nota a tutti come la donna del Rinascimento, spregiudicata, intrigante e mecenate. Nel 1493, a dodici o tredici anni, fu data in sposa al ventiseienne Giovanni Sforza. In seconde nozze Lucrezia, diciottenne, sposò Alfonso d’Aragona ed in terze nozze, a venticinque anni, sposò il ventinovenne Alfonso d’Este, divenendo duchessa di Ferrara. E' facile comprendere come tutti questi trascorsi abbiano suscitato pettegolezzi e critiche nei confronti della Borgia. Ma occorre anche tener presente che all'epoca vigeva la consuetudine, da parte dei famigliari, di combinare i matrimoni per scopi politici e di potere.

Dalle parole di queste lettere emerge una figura romantica di donna sincera e dedita al suo messer Pietro Bembo. Si conobbero a inizio giugno del 1503, nel salotto di Lucrezia, a Ferrara. Furono trafitti dall’arco di cupido, un vero e proprio colpo di fulmine testimoniato dall’intenso ed appassionato rapporto epistolare che durò ben 14 anni, frutto del tenero e sincero sentimento che li univa.

Pietro Bembo nacque nel 1470 a Venezia, fu letterato, poeta e cardinale umanista. Da buon nobile patrizio, ebbe tutte le strade aperte nella società, nella cultura, nell’arte e nel potere del tempo. Quando conobbe Lucrezia non era stato ancora nominato cardinale, lo divenne nel 1539 attraverso il pontefice Paolo III. A lui dobbiamo il sostegno della lingua italiana, contribuì alla codificazione dell’italiano scritto, ovvero un “linguaggio volgare”. comprensibile a tutti, ed a lui dobbiamo i primi libri tascabili. Alla sua Lucrezia dedicò l’opera dal titolo: ”Gli Asolani”, il cui argomento è l’amore nelle sue sfaccettature, dove anche il pensiero femminile è tenuto molto in considerazione (atipico per il tempo in cui viveva).

La ciocca bionda, che Lucrezia donò a Pietro, è custodita in una teca-gioiello che ricorda molto un reliquiario. Fu realizzata da uno dei migliori maestri orafi milanesi, Alfredo Ravasco. I materiali impiegati nella realizzazione sono di altissimo pregio, la struttura è in argento, le due basi sono: una in onice nero, l’altra in malachite verde a striature. Vi sono inoltre cristalli di rocca, perle, rubini, smeraldi, smalti. Su ciascun lato troviamo i pendenti, ossia il toro, rappresentante il simbolo della casata dei Borgia, e l’aquila, simbola della casata degli Este di Ferrara.

Nel 1800 i romantici del tempo trasformarono idealmente questa ciocca di capelli in un oggetto di culto (ancora oggi viene considerata tale in quanto suscita molta emozione). Ebbe grandissima risonanza anche all’estero a seguito della visita, nel 1816, di George Gordon Byron, famosissimo poeta inglese che ne rimase così folgorato, da desidere qualche filo di quei preziosi capelli dorati (non sappiamo se li ottenne).

Marinella Artale

Ritratto di Lucrezia Borgia dell'artista Bartolomeo Veneto

Ritratto di giovane, si suppone sia Pietro Bembo. Opera di Raffaello Sanzio

16/11/2025

Accendere un lumino è un gesto di affetto verso chi non è più presente nella nostra vita terrena. La luce è da sempre, presso ogni civiltà, un simbolo benefico, legato alla vittoria del bene contro il male. Il periodo delle feste natalizie amplifica il senso di solitudine e la nostalgia dei ricordi. È difficile accettare che una persona cara sia andata via, lasciando dentro di noi un enorme vuoto impossibile da colmare. L’unica cosa che possiamo fare è cercare di ricordarla dedicandole i nostri pensieri, conservandone il ricordo per sempre nel cuore.

La sera del 13 dicembre tanti lumini rossi, piccole sentinelle luminose, saranno una sorta di ponte invisibile tra il mondo terreno e quello spirituale. Accenderanno i nostri ricordi brillando nell’oscurità, affinché le persone a noi care sappiano, ovunque esse siano, che non le abbiamo dimenticate.

In questi giorni l’aria è diventata pungente, “sa di neve” e “d’inverno”. Manca meno di un mese alla vigilia di Natale, a quella notte magica che da bambini, per tanti anni, ha riempito i nostri occhi di stupore. Un periodo diverso da ogni altro momento dell’anno, in cui addobberemo la nostra casa, mentre le vetrine e le strade si accenderanno di luci e suoni. Alla TV scorreranno immagini di famiglie serene, di cori di bambini. di luci scintillanti, di tavole addobbate, di alberi scintillanti. Natale simboleggia per eccellenza la festa della famiglia, delle riunioni, dei cenoni, dell’allegria e della condivisione. I giorni che precedono il Natale sono fatti di riti, di tradizioni e di aspettative, ma spesso intorno alla tavola imbandita ci sono “sedie vuote” che ci parlano di chi non c’è più. Ognuno di noi ha qualcuno nel cuore a cui dedicare un pensiero, a volte una lacrima, altre volte un sorriso. E ciascuno di noi sente che il Natale non è più lo stesso da quando quella persona "è andata via", perchè quel posto a tavola rimarrà vuoto, quel regalo che tanto avremmo voluto fargli rimarrà solo un rimpianto e le parole non dette resteranno intrappolate tra le pieghe del cuore.

Vogliamo dedicare i nostri pensieri di questo Natale alle persone che hanno perso qualcuno, perché in loro ci sia sempre amore e speranza, perché senza di essi saremmo perduti.
Dedichiamo questo Natale a chi, nonostante tutto, sa lasciar entrare un po' di aria di festa nel cuore, cercando di riscoprire quella stupore che rendeva magico il Natale della nostra infanzia.

La sera di Santa Lucia alzate gli occhi verso la chiesetta. Sarà lì a raccoglier i vostri sguardi e le vostre preghiere. Fedele e amorevole sentinella sulla nostra Città.

🌟 Da oggi fino al giorno otto dicembre acquista uno o più lumini elettrici in plastica di colore rosso, durata minima un giorno.
🌟 Consegnali presso gli esercizi commerciali indicati
🌟 Il pomeriggio del 13 dicembre verranno accesi, presso la chiesa della Madonna degli Angeli, dai partecipanti al TREKKING della Notte dei Lumini.

I lumini resteranno accesi tutta la notte e i giorni a ve**re, simbolica unione tra la terra e il cielo e ognuno di essi porterà con sé il ricordo di una storia vissuta che non può essere dimenticata, perché il ricordo delle persone che ci sono state care vivrà per sempre nei nostri cuori, più forte di qualunque abbraccio, più importante di qualsiasi parola.

In riferimento al post precedente postiamo immagini tratte dal Manoscritto Cartaceo del 1773 conservato presso la Biblio...
13/11/2025

In riferimento al post precedente postiamo immagini tratte dal Manoscritto Cartaceo del 1773 conservato presso la Biblioteca Civica Berio di Genova
Il Dominio della Serenissima Repubblica di Genova in terraferma.

Il manoscritto è opera di Matteo Vinzoni (Levanto, 6 dicembre 1690 – Levanto, 1773).
È stato tra i principali cartografi italiani. L'Atlante dei Domini della Serenissima Repubblica di Genova e Terraferma è un'importante raccolta cartografica, per la quale si valse della collaborazione del figlio Panfilo. Nell'atlante sono raccolte quarantaquattro mappe sui territori dominati dalla Superba, dalla Contea di Nizza a Sarzana, elaborando cartografie accurate sui vari borghi e paesi della Liguria, della Costa Azzurra, del Basso Piemonte, della Lunigiana e dei vari marchesati e principati inglobati nel territorio ligure. L'atlante è diviso in due volumi, Riviera ligure di ponente e Riviera ligure di levante, e fu presentato al Senato di Genova il 2 agosto del 1773; pochi giorni dopo Matteo Vinzoni morirà a Levanto lasciando in eredità un importante patrimonio culturale della repubblica genovese del XVIII secolo.

Le immagini sono a bassa risoluzione. Vi consigliamo di accedere direttamente al sito della biblioteca. Troverete due link che vi daranno accesso alle pagine riferite alla riviera di Ponente e di Levante.

Nell'ultima immagine, in basso a destra, è chiaramente riconoscibile villa De Mari, la stessa della finestra postata precedentemente.

I secoli passano, ma il mare rimane sempre lo stesso. A proposito dei marchesi DE MARI...chissà cosa immaginavano osserv...
13/11/2025

I secoli passano, ma il mare rimane sempre lo stesso.

A proposito dei marchesi DE MARI...chissà cosa immaginavano osservando il mare da questa finestra. E noi come loro, oggi come allora, scrutiamo l'orizzonte interrogando i nostri pensieri, cercando risposte a domande senza un perché.

Cenni storici
La storia dell’edificio attualmente chiamato VILLA GROPALLO risulta strettamente legata alle vicende della cosiddetta TENUTA DEI PALTANI, che, come si deduce dal nome stesso, era anticamente un terreno paludoso e malsano.

La prima notizia storica sulla tenuta dei Paltani risale al XIII secolo, quando fu oggetto di una contesa tra il Comune di Savona e il Vescovo Alberto. Intorno alla metà del Duecento i terreni in questione appartenevano sicuramente alla Mensa vescovile.

Gli inizi del XVI secolo furono anni molto difficili per la città di Savona che assistette alla perdita della propria autonomia politica ed economica. Genova oltre a distruggere il porto e ad occupare la città, demolendo i suoi più importanti edifici religiosi per la costruzione della fortezza del Priamàr, impose agli sconfitti il pagamento di una ingente cifra. Nel 1529 il Comune di Savona deliberò, per questo motivo, la vendita di molti beni di proprietà della città; tra questi vi era anche la tenuta dei Paltani di Vado, la quale venne acquistata dall’istituto del Monte di Pietà di Savona. L’anno seguente la proprietà passò a Francesco Maria Spinola che a sua volta la cedette alla Mensa Vescovile (1532).

Sino agli inizi del 1600 nei documenti il podere viene descritto come un’area incolta, acquitrinosa e malsana.
Nel 1611 la tenuta venne ceduta alla famiglia di Giovanni Antonio Brignone, quindi, nel 1675, in enfiteusi, a Francesco Firpo con l’obbligo di costruirvi 2 nuove case e di rendere il terreno coltivabile. Il figlio di quest’ultimo, Nicolò, non avendo figli maschi, la cedette al genero Giuliano Saccarello. A causa della sua insolvenza nei confronti della Mensa vescovile, NEL 1707 il Vescovo decise di accettare le offerte di CESARE DE MARI (figlio di Gerolamo, nipote di Domenico Maria De Mari, doge della Repubblica dal 1707 al 1709) al quale la trasferì in enfiteusi perpetua; QUESTI nell’arco di pochi anni DIVENNE PROPRIETARIO della maggior parte del territorio vadese, giungendo a rivendicare anche la proprietà dei Paltani, trasformata in una vasta tenuta che si estendeva dal ponte sul Lusso, piccolo rivo a ponente della villa, oggi scomparso, sino all’attuale incrocio stradale con via Piemonte. Un viale alberato, parallelo al mare, passava a sud di alcuni edifici, tra cui la grande casa del proprietario e altre, più piccole, per i manenti; tra il viale e la spiaggia si estendeva un bell’uliveto. A nord la tenuta raggiungeva quasi il territorio di Valleggia.

Nel 1722 il nuovo vescovo di Savona, Agostino Spinola, si oppose al De Mari dimostrando che la proprietà era della Curia, ma in enfiteusi ai De Mari. Ne derivò una causa lunga e complessa. Nel 1735 IL FRATELLO di Cesare, STEFANO, si accordò con il vescovo sui confini che separavano le proprietà della chiesa da quelle della famiglia, alla quale rimasero le case e il litorale.

L’edificio
Per quanto riguarda gli edifici che vennero costruiti all’interno della tenuta, l’unico che si è conservato sino ai nostri giorni è proprio la villa che, sino alla fine dell’800, fu chiamata VILLA DE MARI
L’edificio venne costruito nel 1693 da Nicolò Firpo. Nella carta tracciata da Geronimo Ignazio Flori nel 1707, risulta raffigurato un edificio che si potrebbe ipotizzare abbia costituito il primitivo nucleo dell’attuale villa.

La villa fu ampliata e trasformata intorno al 1725, per volere di Cesare De Mari, da Gio Batta Zerbino con una serie di interventi non strutturali ma che probabilmente trasformarono l’edificio da casa rustica in una villa più adatta ad una nobile famiglia genovese. Sembra che gli interventi dello Zerbino si limitassero ad abbellimenti di carattere scenografico come l’aggiunta di due muri ai lati del corpo centrale dell’edificio e di un elegante accesso ai giardini posti di fronte ad esso, come si legge nelle piante dell’epoca.

Giacomo Galliano realizza, nel 1726, una pianta del sito in cui la villa viene indicata come "Casa accresciuta et ampliata per uso del Patrone"; ai lati si vedono le case di nuova costruzione realizzate per uso dei fittavoli e del fattore. La villa risulta a corpo quadrato con prolungamento sul fronte, del tutto raffrontabile con il corpo centrale dell’attuale edificio. La terrazza adornata con statue o vasi, lo stemma nobiliare raffigurato sul portone.

Molto chiara risulta la descrizione dell’edificio rilasciata nel 1731 dal Rev. GioBatta Birotto di Quiliano: “La casa più grande… aveva tre appartamenti con otto finestre di facciata, e l’appartamento di mezzo aveva la sala con alcune altre stanze soffittate, con una buona cantina e terrazza…”.
Sul lato a levante della facciata, in un corpo leggermente aggettante, venne costruita, nel 1741, per volontà di Agostino De Mari con il consenso di mons. Agostino Spinola, la ca****la. Ad un’unica navata rettangolare con abside semicircolare, presentava una decorazione a stucchi policromi, di cui si conservano ancora alcuni brani e tracce di colore.

La villa RIMASE DI PROPRIETÀ della famiglia DE MARI sino alla METÀ DEL XIX SECOLO, quando passò alla famiglia genovese Gropallo, dalla quale deriva, seppur storpiato, l’attuale nome. I nuovi proprietari effettuarono una serie di trasformazioni e restauri, in particolare la realizzazione di sei stanze con copertura a volta e del salone che si affaccia, attraverso due ampie finestre, sul grande terrazzo semicircolare aperto sul parco. Ancor oggi il salone, attualmente impiegato come “sala dei matrimoni”, conserva l’aspetto ottocentesco, con il soffitto decorato da una teoria di angeli. Di fronte all’ingresso spicca lo stemma della famiglia Groppallo. Della stessa epoca risulta l’elegante caminetto in marmo bianco e la pavimentazione in graniglia con motivo a tappeto e scritta benaugurale “Well come”.

In seguito la proprietà fu ceduta a terzi che, tra le altre cose, trasformarono il piano terreno in locali di disimpegno magazzini e rimesse, con la creazione di un piano ammezzato.

Soltanto il salone semicircolare e la ca****la mantennero il loro aspetto originario. Nel 1973 il Comune di Vado Ligure acquistò la villa con l’intento di utilizzarla a scopi sociali. Tra il 1975 ed il 1979 accurati lavori di restauro, ad opera dell’arch. Giorgio Dagna e dall’ing. Cesare Fera, riportarono la villa alle sue forme originarie.

Quando, nel 1982, il Comune decise di aprirla al pubblico come centro policulturale, sede della pinacoteca e della biblioteca civica, venne utilizzata la dicitura Villa Groppallo, come era stato registrato l’edificio negli atti d’acquisto e come era ormai in uso corrente tra la cittadinanza.

Bibliografia:
Archivio Comunale di Vado Ligure.
Tassinari M., Il volto di Vado nella prima metà del Settecento, in Vado Ligure saggi storici, Savona, 1985, pp.6-28
Casalis G., Dizionario geografico-storico-statistico-commerciale degli stati di S.M. il Re di Sardegna, XXIII, Torino, 1853.

Nella foto finestra di Villa Groppallo a Vado Ligure

Indirizzo

Savona
17100

Sito Web

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Voce e Luce alla Madonna degli Angeli


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  • L'associazioneGPN2010 è un ente di diritto privato italiano, apolitica e senza fine di lucro, che si uniforma nello svolgimento della propria attività alla normativa prevista dal Codice Civile vigente, alle norme del Testo Unico sulle Imposte dei Redditi, alle regole dello statuto e ai principi di democraticità interna della struttura, di elettività e di gratuità delle cariche associative. La documentazione legale dell’Associazione GPN2010, a garanzia del proprio operato, è depositata presso lo studio Legale Associato Avv.ti Zerbini Carla e Assereto Felice Carlo in Genova