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OSA OSSERVATORIO SAVONESE ANIMALISTA

LUPI, ONOREVOLI E… PERTINI.Che cosa c’entra un lupo con il Presidente Sandro Pertini?Se lo chiedono i volontari del Part...
05/06/2026

LUPI, ONOREVOLI E… PERTINI.

Che cosa c’entra un lupo con il Presidente Sandro Pertini?

Se lo chiedono i volontari del Partito Animalista Italiano (PAI) e dell’Osservatorio Savonese Animalista (OSA), che rivolgono la domanda agli onorevoli Francesco Bruzzone e Sara Foscolo.

I due parlamentari hanno infatti chiamato in causa la memoria del Presidente Sandro Pertini commentando la presenza di un lupo nei pressi della sua tomba a Stella. Un episodio che viene descritto quasi come un’offesa alla figura del “Presidente degli Italiani”.

Una lettura che appare francamente surreale.

Chi conosce la storia, il carattere e i valori di Pertini può legittimamente immaginare che avrebbe guardato con rispetto e curiosità alla presenza di un animale libero e selvatico, simbolo di indipendenza e resilienza, piuttosto che considerarlo una minaccia alla propria memoria.

Secondo OSA e PAI, anche alla luce delle immagini e dei filmati diffusi sui social, si sarebbe trattato con ogni probabilità di un esemplare in fase di dispersione: un giovane lupo allontanatosi dal branco d’origine alla ricerca di un territorio e di un partner con cui formare un nuovo nucleo familiare.

Non un animale aggressivo, non una minaccia per la popolazione, ma un individuo spaventato che tende ad evitare il contatto con l’uomo e che fugge alla sua presenza. La realtà biologica della specie è ben diversa dalla caricatura allarmistica che troppo spesso viene proposta nel dibattito pubblico.

Purtroppo continua a emergere la tentazione di utilizzare il lupo come bersaglio politico e mediatico, alimentando paure anziché promuovere conoscenza. Una strategia che può forse garantire qualche titolo di giornale o raccogliere consenso nell’immediato, ma che non affronta minimamente le reali criticità vissute dagli allevatori e dai territori.

La gestione della fauna selvatica richiede serietà, competenza e responsabilità istituzionale. La comunità scientifica indica da anni strumenti efficaci per favorire la convivenza tra grandi carnivori e attività umane: cani da guardiania adeguatamente addestrati e in numero sufficiente, ricoveri notturni per il bestiame, recinzioni robuste, stazzi protetti e sistemi elettrificati di prevenzione.

Sono misure concrete, già sperimentate con successo in numerosi contesti. Funzionano quando vengono applicate con continuità e sostenute da adeguate politiche pubbliche.

Trasformare un lupo impaurito in un caso politico non rende più sicure le campagne, non tutela gli allevatori e non migliora la gestione del territorio. Serve soltanto ad alimentare paure e contrapposizioni. Chi ricopre incarichi pubblici dovrebbe contribuire a informare correttamente i cittadini, non a rafforzare stereotipi che la scienza e la realtà dei fatti hanno smentito da tempo.

Il lupo non ha bisogno di propaganda. Ha bisogno di essere gestito con competenza. E i cittadini hanno diritto a una politica che affronti i problemi reali, non a polemiche costruite sulla paura.

Osservatorio Savonese Animalista (OSA), Partito Animalista Italiano (PAI).

(con preghiera di condivisione, grazie).

Grazie per la pubblicazione a:

https://www.savonanews.it/2026/06/05/leggi-notizia/argomenti/attualit/articolo/un-lupo-vicino-alla-tomba-di-pertini-gli-animalisti-polemica-surreale-si-usa-la-paura.html

ALBERI E NIDIFICAZIONE: ANCORA LAVORI NEL PIENO DELLA STAGIONE RIPRODUTTIVA DELLA FAUNA SELVATICA.Ci risiamo. Ancora una...
04/06/2026

ALBERI E NIDIFICAZIONE: ANCORA LAVORI NEL PIENO DELLA STAGIONE RIPRODUTTIVA DELLA FAUNA SELVATICA.

Ci risiamo. Ancora una volta un Comune avvia interventi sulle alberature cittadine nel pieno della stagione della nidificazione e delle cure parentali della fauna selvatica.

Questa volta accade a Borghetto Santo Spirito, dove nei prossimi giorni prenderanno il via i lavori per la realizzazione della nuova pista ciclopedonale di corso Raffaello. Un progetto presentato come esempio di sostenibilità ambientale e riqualificazione urbana, ma che prevede anche l’abbattimento di storici pini presenti lungo il viale.

Comprendiamo le esigenze legate alla sicurezza pubblica, alla manutenzione delle infrastrutture e alla riqualificazione urbana. Tuttavia, riteniamo che interventi di questo tipo dovrebbero essere programmati al di fuori del periodo più delicato per la fauna selvatica, quando numerose specie di uccelli utilizzano alberi e siepi per nidificare e allevare i propri piccoli.

Non basta affermare che gli alberi abbattuti saranno sostituiti da nuove essenze. Un albero adulto rappresenta un patrimonio ambientale costruito in decenni di crescita: offre ombra, assorbe anidride carbonica, mitiga le temperature urbane e costituisce un importante habitat per molte specie animali. Le nuove piantumazioni sono certamente positive, ma occorreranno molti anni prima che possano svolgere le stesse funzioni ecologiche.

Per questo il Partito Animalista Italiano (PAI) e l’Osservatorio Savonese Animalista (OSA) chiedono all’Amministrazione comunale di valutare il rinvio degli interventi più impattanti sulle alberature almeno fino al termine della stagione riproduttiva della fauna selvatica e di approfondire, ove tecnicamente possibile, soluzioni alternative agli abbattimenti, attraverso interventi di arboricoltura e messa in sicurezza mirati.

La transizione ecologica non può limitarsi a nuove opere e nuove piantumazioni: deve anche tradursi nella tutela concreta del patrimonio arboreo esistente e nel rispetto dei cicli naturali della fauna che vive nei nostri centri urbani.

Ogni anno assistiamo agli stessi interventi proprio nei mesi in cui la natura è più vulnerabile. Se la tutela dell’ambiente deve essere un principio e non uno slogan, allora la programmazione dei lavori pubblici deve tenere conto anche delle esigenze della fauna selvatica e del valore degli alberi maturi. La vera sostenibilità non consiste nel sostituire ciò che viene eliminato, ma nel preservare ciò che già esiste ogni volta che ciò è possibile.

(con preghiera di condivisione, grazie)

Grazie per la pubblicazione a:
https://www.ivg.it/2026/06/nuova-pista-ciclabile-a-borghetto-pai-e-osa-pini-abbattuti-nel-pieno-della-stagione-riproduttiva-degli-uccelli/

https://www.savonanews.it/2026/06/05/leggi-notizia/argomenti/attualit/articolo/borghetto-pista-ciclopedonale-e-pini-da-abbattere-osa-e-pai-chiedono-il-rinvio-dei-lavori-in-corso.html

Il secoloXIX e la Stampa, venerdì 5 giugno 2026, cronache di Savona.

ANIMALI TRATTATI COME OGGETTI.A chi acquisterà un determinato quantitativo di prodotti verranno “regalati” dieci pulcini...
03/06/2026

ANIMALI TRATTATI COME OGGETTI.

A chi acquisterà un determinato quantitativo di prodotti verranno “regalati” dieci pulcini vivi. Così recita il manifesto pubblicitario diffuso in occasione della cosiddetta “Giornata dei Pulcini” del 6 giugno da una nota azienda agricola di Albisola Superiore.

Secondo il Partito Animalista Italiano (PAI) e l’Osservatorio Savonese Animalista (OSA), a quel titolo manca una parola fondamentale: “vita”. Perché dietro a un’apparente iniziativa promozionale si nasconde una domanda inevitabile: quale sarà il destino di questi animali?

I pulcini non sono gadget, premi o omaggi commerciali. Sono esseri viventi che richiedono cure, attenzioni, spazi adeguati e competenze specifiche. Esiste il rischio concreto che possano finire nelle mani di persone impreparate a gestirli, come accadeva spesso in passato con i pesci rossi distribuiti come premi nelle fiere e nei luna park.

Che cosa ne sarà di loro? Verranno affidati a bambini come fossero giocattoli? Saranno rinchiusi in spazi inadeguati, privi delle corrette condizioni di allevamento? Oppure verranno mantenuti fino a raggiungere un peso considerato utile per il consumo alimentare? Sono interrogativi legittimi che meritano una riflessione seria.

Per OSA e PAI, regalare animali vivi come strumento di marketing è una pratica discutibile e anacronistica, che rischia di trasmettere un messaggio profondamente sbagliato: quello secondo cui una vita possa essere associata a una promozione commerciale. Le due associazioni auspicano pertanto che gli enti competenti, ciascuno per le proprie attribuzioni, valutino attentamente l’iniziativa e la sua conformità alle norme sul benessere animale.

Ma il problema va oltre questo singolo episodio. Anche il destino di molti pulcini allevati nell’industria avicola solleva da anni interrogativi etici rilevanti. Nelle filiere dedicate alla produzione di uova, i pulcini maschi vengono spesso eliminati in modi atroci perché considerati non produttivi. In quelle destinate alla carne, milioni di animali vengono allevati in condizioni che numerose associazioni e studiosi giudicano incompatibili con un adeguato rispetto del benessere animale.

Parliamo di numeri enormi, di vite spesso invisibili all’opinione pubblica e di un sistema che continua a considerare gli animali principalmente come strumenti di produzione.

La civiltà di una società si misura anche dal rispetto che riserva agli esseri più deboli. Trasformare animali vivi in un incentivo commerciale significa trasmettere l’idea che una vita abbia il valore di un omaggio promozionale. Nel 2026, mentre cresce la sensibilità verso il benessere animale, è legittimo chiedersi se pratiche di questo tipo appartengano davvero al futuro o a una cultura che dovrebbe essere superata.

(con preghiera di condivisione, grazie)

Grazie per la pubblicazione a:

https://www.savonanews.it/2026/06/03/leggi-notizia/argomenti/attualit/articolo/dieci-pulcini-in-omaggio-con-la-spesa-la-polemica-gli-animali-non-sono-oggetti-ne-un-premio.html

PRIMI CALDI ESTIVI: PER GLI ANIMALI È GIÀ EMERGENZA.Con l’arrivo dei primi veri caldi estivi, per migliaia di animali in...
29/05/2026

PRIMI CALDI ESTIVI: PER GLI ANIMALI È GIÀ EMERGENZA.

Con l’arrivo dei primi veri caldi estivi, per migliaia di animali iniziano giorni di sofferenza e pericolo. Bastano pochi minuti chiusi in un’auto sotto il sole o in un ambiente non ventilato perché un cane, un gatto o qualsiasi altro animale possa andare incontro a un colpo di calore, con conseguenze anche mortali.

L’Osservatorio Savonese Animalista e il Partito Animalista Italiano tornano a lanciare un appello forte ai cittadini e alle istituzioni: gli animali non possono continuare a essere trattati come oggetti sacrificabili alla comodità umana.

Non lasciare MAI un animale in auto, nemmeno per pochi minuti. È una pratica irresponsabile e pericolosa, che ogni estate provoca sofferenze indicibili e troppe morti evitabili.

Ma il problema non riguarda soltanto i singoli comportamenti. In Italia continua a mancare una vera cultura del rispetto verso gli animali domestici. Ancora oggi troppi alberghi, ristoranti, negozi, spiagge, aree verdi ed eventi pubblici vietano l’accesso agli animali senza reali motivazioni igienico-sanitarie o di sicurezza, costringendo spesso le persone a lasciarli in macchina o sotto il sole. In molti altri Paesi europei la convivenza civile con gli animali è già una normalità; in Italia, invece, troppo spesso prevalgono arretratezza culturale e discriminazione.

Secondo i volontari di OSA e PAI, i sindaci dovrebbero intervenire immediatamente con ordinanze straordinarie che, in presenza di temperature elevate, garantiscano l’accesso degli animali dome-stici nei luoghi pubblici e negli esercizi commerciali, nel rispetto delle regole di convivenza civile.

Situazioni altrettanto critiche riguardano i cani e gli altri animali detenuti in giardini, terrazze, cortili, aie o gabbie. Non basta una cuccia coperta: gli animali devono poter disporre costantemente di zone ventilate e ombreggiate, meglio se all’interno delle abitazioni, oltre ad avere sempre acqua fresca a disposizione. Lasciare un animale esposto per ore al sole significa condannarlo a sofferenze gravissime.

Un’ulteriore emergenza riguarda la temperatura del suolo urbano, soprattutto dell’asfalto, che nei mesi estivi raggiunge livelli tali da provocare vere e proprie ustioni alle zampe degli animali. Ogni anno gli ambulatori veterinari registrano numerosi casi di lesioni causate dal calore del manto stradale. Anche su questo fronte la politica continua a ignorare il problema: servono città meno cementificate, più alberi, più aree verdi, più ombra e meno asfalto rovente. La depavimentazione urbana e la creazione di viali alberati non sono soltanto una questione ambientale, ma anche di tutela animale e salute pubblica.

Resta poi drammatica la situazione negli allevamenti intensivi, dove migliaia di maiali, galline, bovi-ni e ovini vengono rinchiusi in capannoni sovraffollati, trasformati d’estate in veri forni. In strutture che imprigionano 50.000 galline o 5.000 maiali, un impianto di ventilazione guasto o insufficiente può trasformarsi in una strage silenziosa. OSA e PAI chiedono alle ASL e ai NAS dei Carabinieri controlli immediati, rigorosi e continui, perché dietro le mura degli allevamenti intensivi si consuma-no sofferenze che troppo spesso restano invisibili all’opinione pubblica.

Ancora più crudele è il trasporto estivo degli animali vivi sugli autoarticolati, sotto temperature torride e in condizioni incompatibili con qualsiasi principio di rispetto e civiltà. Migliaia di animali affrontano viaggi interminabili verso il macello tra sete, paura e sofferenza. Parlare di benessere animale senza affrontare questo sistema è pura ipocrisia.

Una società si misura anche da come tratta gli esseri più vulnerabili. E oggi, davanti a immagini di animali lasciati morire nelle auto, ustionati sull’asfalto o soffocati negli allevamenti intensivi, la poli-tica continua troppo spesso a voltarsi dall’altra parte. Servono leggi più severe, controlli reali e amministrazioni coraggiose. Perché il rispetto degli animali non può essere considerato un tema “secondario”: è una questione di civiltà, etica e responsabilità collettiva.

(con preghiera di condivisione)

Grazie per la pubblicazione a:

https://www.savonanews.it/2026/05/29/leggi-notizia/argomenti/attualit/articolo/animali-e-caldo-lappello-di-osa-e-pai-non-lasciateli-in-auto-rischio-mortale-anche-in-pochi-m.html

https://www.ivg.it/2026/05/caldo-osa-e-pai-lanciano-lappello-gli-animali-non-siano-trattati-come-oggetti-sacrificabili-alla-comodita-umana/

La Stampa, cronaca di Savona, pg 37_mercoledì 3 giugno 2026 – articolo di Luca Maragliano

UNA PETIZIONE DELICATA. CERCANSI VOLONTARI.L’Osservatorio Savonese Animalista (OSA) e il Partito Animalista Italiano (PA...
25/05/2026

UNA PETIZIONE DELICATA. CERCANSI VOLONTARI.

L’Osservatorio Savonese Animalista (OSA) e il Partito Animalista Italiano (PAI) cercano volontari disposti a dedicare pochi minuti del proprio tempo per inviare una mail o un messaggio a un ente che, per le sue particolari caratteristiche e per la delicatezza della situazione, deve essere contattato con educazione, rispetto e senso civico.

Anche quando sarebbe facile lasciarsi andare alla rabbia.

Su un terreno di proprietà dell’ente è infatti presente una colonia felina accudita da volontari che, da anni, combattono nel silenzio e nell’indifferenza generale per garantire soprav-vivenza, cure e dignità a questi animali.

Da diversi mesi, però, è stato rimosso un servizio essenziale per la colonia, scelta che ha au-mentato enormemente le difficoltà e il carico di lavoro dei volontari, già stanchi di dover continuamente supplire alle mancanze delle istituzioni.

Per questo PAI ed OSA chiedono aiuto. Non servono insulti. Non servono polemiche. Serve partecipazione.

Perché una società civile si misura anche da come tratta gli animali più fragili e le persone che se ne prendono cura senza chiedere nulla in cambio.

Chi desiderasse dare una mano all’OSA, al PAI e soprattutto ai mici della colonia può inviare la propria adesione tramite Messenger oppure via mail all’indirizzo:

[email protected]

A chi aderirà verranno fornite tutte le informazioni necessarie e una bozza di messaggio da inviare all’ente tramite mail o Messenger.

Grazie a chi sceglierà di non voltarsi dall’altra parte.

Perché troppo spesso, in questo Paese, il volontariato animalista viene lasciato solo finché non diventa emergenza. E noi siamo stanchi di vedere la sensibilità trattata come un fastidio invece che come un valore.

(con preghiera di condivisione, grazie)

TORTURA IN CUCINA: “LUMACHE FRESCHE”.È questo lo slogan che compare sul manifesto della 70ª Sagra della Lu**ca, che si t...
20/05/2026

TORTURA IN CUCINA: “LUMACHE FRESCHE”.

È questo lo slogan che compare sul manifesto della 70ª Sagra della Lu**ca, che si terrà a Segno nei giorni 22, 23 e 24 maggio 2026 e che si fregia persino del premio “Lu**ca d’Oro 2011”.

Le chiocciole — questo il loro nome corretto — sono animali miti e indifesi che vengono uccisi con pratiche che il Partito Animalista Italiano (PAI) e l’Osservatorio Savonese Animalista (OSA) ritengono crudeli e incompatibili con una società che si definisce civile.
Nella maggior parte dei casi vengono bollite vive: immerse direttamente nell’acqua già bollente oppure lasciate morire lentamente nella pentola mentre la temperatura sale gradualmente. Alcuni sostengono che l’immersione in acqua fredda sia un metodo “più umano”, ma resta comunque una morte lenta e dolorosa.

PAI e OSA ricordano che ogni anno in Italia vengono consumate circa 40.000 tonnel-late di chiocciole: miliardi di esseri viventi trattati come semplici prodotti gastronomici.
La scienza ha ormai dimostrato che le chiocciole possiedono un sistema nervoso diffuso e sono in grado di percepire dolore e stress. Non possono urlare, non possono fuggire rapidamente, non possono essere sentite dall’orecchio umano: ed è forse proprio questo silenzio a renderle vittime perfette dell’indifferenza collettiva.

Sono animali sociali, che spesso riposano le une accanto alle altre; le madri proteggono e trasportano i piccoli; possiedono un cuore e un cervello. Il loro cuore batte normalmente poche volte al minuto, ma sotto forte stress o calore può accelerare drasticamente. Basta pensare a cosa significhi per un essere vivente trovarsi immerso nell’acqua che lentamente raggiunge l’ebollizione, senza alcuna possibilità di fuga.

Dietro certe “tradizioni” si continua troppo spesso a nascondere la sofferenza animale, trasformando il dolore in folklore e il massacro in intrattenimento gastronomico. Ma il fatto che una pratica esista da decenni non la rende automaticamente giusta, etica o degna di essere celebrata.

La scelta personale di come trascorrere il proprio tempo libero e di cosa portare in tavola può fare davvero la differenza. Per questo motivo OSA e PAI invitano i cittadini a riflettere prima di partecipare a eventi basati sulla sofferenza animale e a scegliere alternative alimentari più etiche e rispettose della vita. Perché il progresso di una società non si misura da quanto è forte con i più deboli, ma da quanto è capace di proteggerli — anche quando non hanno voce per difendersi.

(Con preghiera di condivisione)

GENEROSITÀ A SPESE DELLA VITA “ALTRUI”. Un savonese, guarito da una grave malattia grazie alle cure dei medici dell’ospe...
15/05/2026

GENEROSITÀ A SPESE DELLA VITA “ALTRUI”.

Un savonese, guarito da una grave malattia grazie alle cure dei medici dell’ospedale San Paolo, ha scelto di ringraziarli devolvendo il ricavato di una gara di pesca organizzata da un’associazione nautica, peraltro conosciuta anche per iniziative positive a tutela del mare.

Una scelta che lascia amarezza. Perché mentre da una parte si celebra la vita ritrovata, dall’altra si continua a considerare sacrificabile quella degli animali marini, trasformando la loro sofferenza in intrattenimento, competizione e beneficenza.

Nello stesso periodo, la principessa del Galles Catherine, Princess of Wales, dopo aver affrontato a sua volta una difficile malattia, ha partecipato a un’iniziativa a Reggio Emilia mostrando delicatamente ai bambini un piccolo animale della terra, spiegandone il ruolo nell’ecosistema, l’importanza e il rispetto dovuto a ogni forma di vita.

Due modi profondamente diversi di guardare al mondo dopo aver conosciuto la fragilità dell’esistenza.

A lasciare ulteriormente perplessi il Partito Animalista Italiano e l’Osservatorio Savonese Animalista è anche la partecipazione, come madrina dell’iniziativa di Andora, di una nota divulgatrice ambientale, che pure ringraziamo sinceramente per il lavoro svolto in favore degli animali e dell’ambiente.

Perché oggi il mare sta morendo davvero.

Muore per il riscaldamento globale.
Muore per l’inquinamento da plastica.
Muore per la pesca industriale intensiva dei giganteschi pescherecci oceanici.

Ma muore anche nel silenzio culturale di un sistema che continua a promuovere il consumo di pesce come se le risorse marine fossero infinite, attraverso migliaia di sagre, grigliate ed eventi definiti con leggerezza “sostenibili”.

E mentre la politica parla di tutela ambientale, in Italia si continua a consentire a milioni di pescatori dilettanti — circa 200.000 soltanto in Liguria — di catturare fino a cinque chili di animali al giorno, utilizzando più canne da pesca e strumenti professionali invasivi, come palangari e nasse.

Da anni OSA e PAI denunciano, spesso nell’indifferenza generale, che gli organismi scientifici internazionali parlano chiaramente: oltre il 33% degli stock ittici mondiali è sovrasfruttato e più del 60% delle specie marine viene prelevato al limite massimo della sostenibilità.

Continuare a ignorare questi dati significa scegliere deliberatamente di non cambiare nulla.

E forse il problema più grande è proprio questo: una società che si commuove davanti alla sofferenza umana, ma che troppo spesso considera normale quella animale, anche quando viene trasformata in festa, tradizione o spettacolo.

Il mare non ha bisogno di altre celebrazioni “green” costruite attorno alla morte dei suoi abitanti. Ha bisogno di meno ipocrisia, meno sfruttamento e molto più coraggio politico.

(con preghiera di condivisione, grazie)

AUTORITÀ PORTUALE ANTICANI.L’ordinanza annuale sulla balneazione emanata dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligur...
13/05/2026

AUTORITÀ PORTUALE ANTICANI.

L’ordinanza annuale sulla balneazione emanata dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, sostanzialmente identica a quelle degli anni precedenti, lascia profondamente perplessi il Partito Animalista Italiano e l’Osservatorio Savonese Animalista, che si aspettavano finalmente un approccio più moderno, equilibrato e collaborativo nei confronti delle migliaia di cittadini proprietari di cani che vorrebbero semplicemente vivere il mare nel rispetto delle regole e della convivenza civile, da Bergeggi ad Albisola Capo.

Al di là del misero 3% di arenili concesso agli stabilimenti privati per l’accesso con animali, l’Autorità continua a distinguersi quasi esclusivamente per una lunga serie di divieti anacronistici e scollegati dalla realtà: interdette le spiagge libere e vietato ovunque persino l’accesso in acqua ai cani.

Una posizione che appare figlia di una visione vecchia di decenni, distante dalla società attuale e dal rapporto che oggi lega le persone ai propri animali. Il cane che accompagna una famiglia in spiaggia non è più l’animale abbandonato a sé stesso di quarant’anni fa: è un membro del nucleo familiare, identificato tramite microchip, vaccinato, seguito da veterinari e costantemente controllato dai proprietari.

Continuare a trattare i cani come un problema di ordine pubblico o di igiene appare quindi non solo ingiustificato, ma profondamente discriminatorio nei confronti di una parte sempre più ampia della cittadinanza. Anche perché chi frequenta le spiagge liguri si trova quotidianamente ad affrontare ben altre criticità, spesso ignorate da chi invece sceglie di concentrare l’attenzione sugli animali.

Osservatorio Savonese Animalista e Partito Animalista Italiano chiedono pertanto all’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale di rivedere integralmente l’ordinanza, consentendo l’accesso dei cani alle spiagge libere e permettendo loro di entrare in acqua sotto la sorveglianza dei proprietari, attraverso regole chiare, civili e già ampiamente applicate in molte altre località italiane.

Le soluzioni esistono già e sono state più volte proposte da OSA. Ciò che continua a mancare è la volontà politica di superare una cultura del divieto che appartiene al passato. Vietare tutto è sempre la scelta più semplice. Governare, invece, significa trovare un equilibrio tra diritti, convivenza e buonsenso. Nel 2026 non è più accettabile che famiglie e animali vengano trattati come un problema da allontanare, anziché come cittadini da rispettare.

(Con preghiera di condivisione, grazie)

Grazie per la pubblicazione a:

https://www.ivg.it/2026/05/pai-e-osa-spiagge-interdette-ai-cani-lordinanza-di-autorita-portuale-anacronistica-e-scollegata-dalla-realta/

COMUNICATO – PARTITO ANIMALISTA ITALIANO (PAI) ed OSSERVATORIO SAVONESE ANIMALISTA (OSA)Il 28 aprile avevamo deciso di r...
09/05/2026

COMUNICATO – PARTITO ANIMALISTA ITALIANO (PAI) ed OSSERVATORIO SAVONESE ANIMALISTA (OSA)

Il 28 aprile avevamo deciso di raccontare la storia di Luigi. Una storia fatta di difficoltà, di dignità e di sopravvivenza.

Luigi vive con i suoi cani, Marek e Beta, in un camper. Un uomo fragile economicamente, ma che nonostante tutto continua ad aiutare gli animali e a dedicare parte del proprio tempo al gattile.

Dopo il nostro primo comunicato, grazie al cuore di tante persone, qualcosa si è mosso. Una signora ha dato disponibilità per ospitarlo temporaneamente su un terreno a Ellera e Luigi è stato trasferito con un carroattrezzi.

Sembrava l’inizio di una piccola tregua.

E invece no.

Nella giornata di ieri, venerdì 8 maggio, è intervenuta immediatamente la Polizia Locale intimandogli di spostare nuovamente il camper entro oggi, con il rischio di ulteriori sanzioni legate anche alla revisione scaduta del mezzo.

E allora noi una domanda continuiamo a farcela.

Possibile che nei confronti di una persona palesemente in difficoltà non si riesca mai ad attivare un percorso umano, sociale e concreto, ma soltanto una sequenza di ordinanze, intimazioni e minacce di multa?

Possibile che un uomo con due cani, senza una reale alternativa abitativa e senza risorse economiche sufficienti, venga continuamente spostato come fosse un problema da nascondere?

Perché qui non stiamo parlando di privilegiare qualcuno. Stiamo parlando di umanità.

E forse il problema più grande della società moderna è proprio questo: ci riempiamo la bocca di parole come inclusione, diritti, uguaglianza e civiltà, ma poi troppo spesso la vera discriminazione resta quella economica.

Perché chi ha soldi trova tempo, comprensione, soluzioni, tutele. Chi non ne ha, invece, viene spesso lasciato solo davanti ai propri problemi.

Nel Vangelo è scritto: “Beati gli ultimi, perché saranno i primi.”Ma nella società di oggi gli ultimi restano ultimi.E spesso vengono trattati come un fastidio da allontanare il più velocemente possibile.

Noi non vogliamo accettare che tutto questo diventi normale.

Per questo motivo è stata riaperta la raccolta fondi, con l’obiettivo concreto di riuscire ad acquistare un camper funzionante e offrire finalmente a Luigi e ai suoi cani una soluzione stabile e dignitosa.

Sono già stati individuati alcuni camper usati a prezzi accessibili, intorno ai 3000 euro.

Invitiamo chiunque possa farlo a dare una mano.Anche pochi euro possono fare la differenza.

La raccolta è attiva presso:

il negozio di animali La Pecora Nera ad Albissola Marina

il Mercato Civico di Savona (banco Fulvio e Paola)

Ed è disponibile anche la raccolta online tramite GoFundMe all’indirizzo: https://gofund.me/51a252f36

A volte pensiamo che servano grandi gesti per cambiare qualcosa. Non è vero.

A volte basta scegliere di non voltarsi dall’altra parte.

PAI – Partito Animalista Italiano ed OSA – Osservatorio Savonese Animalista.

(Con preghiera di condivisione, grazie)

Grazie per la pubblicazione a:

https://www.savonanews.it/2026/05/10/leggi-notizia/argomenti/solidarieta-1/articolo/luigi-e-i-suoi-cani-senza-una-sistemazione-fatto-sloggiare-due-volte-ora-rischia-di-finire-in-stra.html

https://www.ivg.it/2026/05/savona-vive-in-un-camper-con-i-suoi-cani-e-aiuta-un-gattile-riparte-la-raccolta-fondi-per-lacquisto-di-un-mezzo/

LA “RAMPA DEI CINGHIALI”Il Partito Animalista Italiano (PAI) e l’Osservatorio Savonese Animalista (OSA) la definiscono, ...
06/05/2026

LA “RAMPA DEI CINGHIALI”

Il Partito Animalista Italiano (PAI) e l’Osservatorio Savonese Animalista (OSA) la definiscono, con amara ironia, “la rampa dei cinghiali”.

Si tratta della salita alla foce del Letimbro, a fianco del torrente, che consente l’accesso alla spiaggia e che, di fatto, rappresenta l’unico varco attraverso cui i cinghiali possono risalire verso i giardini del Prolungamento, attratti dall’erba, dai semi e dai frutti presenti nell’area. Tutto il resto è sbarrato dalla continuità degli stabilimenti balneari.

Dopo l’uccisione di un’intera famiglia di cinghiali avvenuta lo scorso anno proprio in quella zona, OSA e PAI avevano formalmente richiesto a Comune, Autorità Portuale e Regione un intervento semplice e concreto: la chiusura del varco mediante una recinzione adeguata, dotata di un cancello per garantire comunque il passaggio delle persone e dei mezzi.

A oggi, nulla è stato realizzato.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: i cinghiali continuano a risalire e, puntualmente, a essere abbattuti. Una situazione che si ripete, prevedibile e preveduta, senza che venga adottata una misura preventiva minima per evitarla.

Qui non si tratta di emergenze imprevedibili, ma di gestione del territorio. Quando un problema è noto, segnalato e tecnicamente risolvibile, l’assenza di intervento diventa una responsabilità politica.

PAI e OSA chiedono con forza: è questa l’idea di amministrazione efficiente e civile che si vuole dare ai cittadini?

Va inoltre evidenziato che un’analoga recinzione risulterebbe necessaria anche lato Green, al fine di prevenire l’accesso dei selvatici verso Corso Vittorio Veneto, intervenendo così in modo organico e realmente efficace sulla gestione del problema.

La convivenza tra esseri umani e fauna selvatica non può essere gestita solo a colpi di fucile, soprattutto quando esistono soluzioni preventive semplici, già proposte e ignorate. Continuare a non intervenire significa accettare che queste uccisioni si ripetano. E questo, più che un limite tecnico, appare come una precisa scelta. Con preghiera di condivisione, grazie.

Grazie per la pubblicazione a:
La Stampa, cronaca di Savona, giovedì 7 maggio 2026, articolo di Massimo Rambaldi.

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