Comitato spontaneo associazioni savignanesi

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Comitato spontaneo associazioni savignanesi Associazione spontanea per la raccolta fondi PRO-TERREMOTATI DEL CENTRO ITALIA per la fase di emergen

Comitato spontaneo associazioni savignanesi per la raccolta fondi PRO-TERREMOTATI DEL CENTRO ITALIA per la fase di emergenza e POST-EMERGENZA. Aiutiamo concretamente le popolazioni colpite dal terribile sisma a ripartire nei settori sanità, servizi sociali e scuola su indicazioni concordate con l'Amministrazione Comunale e la Pro Loco

30/08/2025

E’ stato assordante il silenzio dedicato dalle principali testate italiane all’anniversario del 9° anno dal del .
📢Fortunatamente fanno eccezione i di cronaca & i TG di emittenti regionali e locali che, invece, continuano a dare ampio alla vicenda.
Ecco perché, a maggior ragione, è importante continuare a sul territorio, affinché si continui a parlare di quel pezzo di Centrale finito sottosopra.
📰
Così come nell’articolo de Il Resto del Carlino a firma di Matteo Porfiri che vi proponiamo di seguito.
🗞️
Fa strano pensare che ormai Associazione "Arquata Potest", nonostante abbia compiuto 15 anni di operatività, dalla sua abbia già vissuto più della metà degli anni di vita nel post sisma.
🏗️🧱
Ci ricorda come il passi per tutti noi.
Quella che non deve passare, invece, è la di tirarsi su le maniche finché i nostri paesi non saranno .

09/12/2024
25/08/2024
24/08/2024

Le case crollate, polverizzate; i soccorsi, le persone sfollate

23/08/2024

𝐍𝐄 𝐕𝐀𝐋𝐄 𝐋𝐀 𝐏𝐄𝐍𝐀, 𝐄𝐂𝐂𝐎𝐌𝐄
𝐄 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐢𝐧𝐞𝐬𝐚𝐭𝐭𝐞𝐳𝐳𝐞, 𝐢𝐧 𝐮𝐧 𝐮𝐧𝐢𝐜𝐨 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨...

https://www.repubblica.it/italia/2024/08/23/news/arquata_otto_anni_dopo_il_sisma_nuovo_progetto-423458113/

Condivido questo articolo di Repubblica soprattutto perché è emblematico di quanto poco ormai, anche nei grandi quotidiani, si seguano le vicende della ricostruzione post sisma 2016. E di quante approssimazioni si leggano anche negli articoli di bravi e autorevoli giornalisti come Corrado Zunino. Un segno preoccupante di oblio che incalza... Non a caso la foto di Arquata capoluogo distrutta che illustra l'articolo è di 6 anni fa (dal 2018 il paese è una tabula rasa).

Ineccepibili i dati sullo spopolamento; d'altronde nelle SAE si vive male - anzi malissimo. Veri anche i timori di non vederlo realizzato, quel progetto, perché ormai ogni giorno pesa come un anno e gli inganni, le incapacità, le meschinità viste dal 2016 sono stati tanti.
Va però sottolineato che:

• 1) i milioni destinati alle opere pubbliche per Arquata capoluogo sono 71, non 57; ma in compenso quelli che vengono definiti "altri 100 milioni” necessari per la seconda fase del progetto sono in realtà semplicemente quelli per la ricostruzione privata: cioè quella che davvero non si è negata a nessuno, neppure alle case vista mare con due crepe d'intonaco o ai condomìni di città dichiarati inagibili solo nel 2019, quando aleggiava profumo di Superbonus 110% ai tempi cumulabile al contributo di ricostruzione;

• 2) del progetto, innovativo e importante, concepito anche come modello per altri contesti, non viene nemmeno citata la vera matrice, cioè la Fondazione Eucentre Pavia; viene erroneamente attribuito a Boeri, che con i tiranti di consolidamento non ha nulla a che fare, ma ha a suo tempo firmato (Studio Mate Boeri) i Piani attuativi, integrati ora in queste opere che speriamo possano essere affidate entro i primissimi mesi del 2025.

• 3) molte case di Arquata capoluogo erano tutt'altro che “povere”, erano palazzetti di fondazione cinquecentesca con fregi, decorazioni in pietra, ferri battuti ottocenteschi e Liberty TUTTI spariti durante le demolizioni come gli stessi conci di arenaria, compresi quelli della Torre civica (e su questo ci sarebbe molto da raccontare, magari i giornali l'avessero fatto!);

• 4) la Rocca non è intatta, ma parzialmente danneggiata e puntellata “appena” dal 2018;

• 5) la brevissima intervista a Vincenza Pala poteva essere occasione per citare – almeno citare! – Pescara del Tronto: dire "in zona” è quantomeno generico, parlando del paese delle Marche che ha subìto più di ogni altro la tragedia;

• 6) e soprattutto, sottesa a tutto sembra aleggiare la domanda: vale la pena di ricostruire, in uno dei Comuni montani più antichi e storici delle Marche? Io, signor Zunino, direi di sì. Alcuni, ad esempio, per anni questa stessa domanda l'hanno posta per i fondi destinati all'editoria, e anche in quel caso io avrei risposto: sì, ne vale la pena, eccome.

Ricostruire è semplicemente ̀, patto solidale tra i cittadini di uno Stato democratico, contrasto alla decadenza delle tanto evocate aree interne: in fondo il Comune di Arquata ha un territorio di 92,5 chilometri quadrati, un territorio montano prezioso e fragile compreso tra due parchi nazionali. E scusate se è poco.

14/07/2024

Sabato 27 luglio, nell'area Sae di Pescara del Tronto, Alexandra Filotei con il suo spettacolo "Nove ore sotto casa". La storia di un immane dolore e della difficilissima rinascita, "per restituire a chi mi ha salvata la forza avuta in dono".

Grazie a tutti coloro che hanno deciso di destinare il loro   al Centro per i Diritti del Malato Natale Bolognesi!Un ges...
06/07/2024

Grazie a tutti coloro che hanno deciso di destinare il loro al Centro per i Diritti del Malato Natale Bolognesi!

Un gesto che ci fa sperare che tante persone esattamente come noi hanno a cuore i nostri progetti di tutela e salvaguardia della nostra salute!

Tieni nel tuo cuore il nostro Codice Fiscale 90059170408!

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