29/05/2026
A Lucia
A rimirar quell'occhi vostri sì luminosi e belli
io persi il senno e restò muta ogne favella.
rimasi schiavo di quell'amor proibito
com' ai ceppi prigionier in quell'estremo lito.
Dai Chiari in Settefonti nacque una stella,
di gratia e nobili modi faceste vostri orpelli,
et ogne gesto, sguardo e respir, l'Amor l'ebbe compagni.
Geloso dell'altrui guardar, vi condusse seco,
Lucia, tra le Clarisse, in cui l'Etterno Amor prese dimora.
Mi strazia il penser dell'ansito vostro nell'ultim'ora,
le belle mani giunte coronate, davanti al destin cieco,
sì che di dure lagrime presi a dissetar tutti i miei lagni.