Museo Giardino Irene Brin

Museo Giardino Irene Brin Cultural Association & Garden Museum with works of art by Soto, Balla, Picasso, Campigli, Manuelli, Pierelli, Dompé, De Ruvo and many more

Irene Brin, all’anagrafe Maria Vittoria Rossi (Roma, 14 giugno 1911 – Sasso di Bordighera, 31 maggio 1969), ha raccontato i cambiamenti dell'Italia degli anni Quaranta-Sessanta scrivendo di moda, letteratura, arte e cinema. Nel 1934 esordisce sulle colonne del quotidiano «Il Lavoro» di Genova, chiamatavi da Giovanni Ansaldo. Nel 1937 inizia la collaborazione come notista di costume con il settiman

ale «Omnibus» di Leo Longanesi, che inventa per lei lo pseudonimo di Irene Brin. Nel 1946, con il marito Gaspero del Corso, Irene apre a Roma, in via Sistina, la Galleria L’Obelisco, che ha il merito di essere la prima galleria, nella capitale del secondo dopoguerra, a rianimare le attività culturali della città: questo spazio diventerà un punto di ritrovo per molti artisti, intellettuali e critici del tempo come Luchino Visconti, Renato Guttuso, Pierpaolo Pasolini e Giuseppe Ungaretti. Negli anni Cinquanta, Irene Brin scandalizza il pubblico esponendo, per prima in Italia, le opere dei surrealisti, di Calder e Rauschenberg. Insieme a Gaspero del Corso, esporta all’estero (Stati Uniti, Australia, Inghilterra, Francia, Sud Africa, Perù e Uruguay) le opere di giovani artisti romani allora sconosciuti: Vespignani, Afro, Burri e Capogrossi. Come giornalista di moda promuove in tutto il mondo il Made in Italy, difendendo le grandi firme italiane (Fontana, Carosa, Capucci) dalle logiche del nuovo mercato. Dal 1941 al 1968 è Rome editor per «Harper’s Bazaar». Il 2 giugno del 1955 le viene conferita l’onorificenza di Cavaliere Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, come riconoscimento dell'intensa attività svolta come giornalista in Italia e all’estero per lo sviluppo e l’affermazione della moda italiana nel mondo. Il giardino di Irene Brin si trova a Sasso di Bordighera, presso la casa di famiglia di Irene. Ecco un estratto da un articolo pubblicato sulla «Stampa Sera» nel 1979:
"C'è dietro la casa di famiglia un bellissimo giardino, molto ligure, tutto a terrazze e a fasce, degradante verso la vallata, con incastri di piante esotiche, scalette coperte di erica, improvvise radure dominate da sculture in bronzo e da 'multipli' in ferro, che ancor oggi si chiama 'Il giardino di Irene' perché fu lei a ordinarlo e a disporlo così. [...]" (StampaSera, 25-08-1979 - Paolo Lingua).

Indirizzo

Sasso Di Bordighera

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