Centro Studi Agricoli

Centro Studi Agricoli Centro Studi Agricoli nasce come associazione agricola atta a difendere agricoltori e allevatori csa

GRANO DURO, AZIENDE AL COLLASSO: DALL’ASSESSORE AGUS SERVONO RISPOSTE, NON SILENZIDichiarazione di Tore Piana – Presiden...
10/06/2026

GRANO DURO, AZIENDE AL COLLASSO: DALL’ASSESSORE AGUS SERVONO RISPOSTE, NON SILENZI

Dichiarazione di Tore Piana – Presidente Centro Studi Agricoli

Leggo con attenzione le dichiarazioni e le analisi che in questi giorni si susseguono sul futuro del comparto cerealicolo italiano. Si discute di CUN, di mercati internazionali, di dinamiche della domanda e dell’offerta, di teoremi economici e di prospettive future.

Nel frattempo, nelle campagne della Sardegna, gli agricoltori stanno per entrare nei campi con le mietitrebbie sapendo già che, salvo miracoli, raccoglieranno un prodotto che verrà pagato meno di quanto è costato produrlo. Questa è la verità che nessuno può nascondere.

Oggi produrre un ettaro di grano duro costa tra i 1.300 e i 1.500 euro. Tra sementi, concimi, carburanti, lavorazioni meccaniche, fitofarmaci, assicurazioni e affitti dei terreni, il costo reale supera abbondantemente i 30-32 anche 40 euro al quintale con rese del 20%. Le quotazioni che si prospettano per la campagna 2026 oscillano invece tra i 23 e i 25 euro al quintale. Tradotto in termini semplici significa che migliaia di aziende agricole lavoreranno in perdita. Non guadagneranno meno. Perderanno soldi.

Ed è proprio per questo che appare incomprensibile il silenzio dell’Assessore regionale dell’Agricoltura Agus. Di fronte a una crisi annunciata che rischia di mettere in ginocchio centinaia di aziende cerealicole sarde, non si vede alcuna iniziativa straordinaria, alcun piano di emergenza, alcuna proposta concreta capace di dare ossigeno a chi produce. DOV’È L’ASSESSORE AGUS? La domanda è semplice: Dov’è l’Assessore regionale all’Agricoltura mentre il comparto cerealicolo sardo sta affondando?

Ad oggi non risultano misure straordinarie dedicate al grano duro. Non risultano richieste ufficiali al Governo per incrementare il sostegno accoppiato. Non risultano interventi regionali per compensare le perdite degli agricoltori. Non risultano azioni politiche forti a difesa di un comparto strategico per l’economia agricola della Sardegna. Si continua invece ad assistere a incontri, convegni, tavoli e dichiarazioni che non producono un solo euro nelle tasche degli agricoltori.

Per anni abbiamo sentito parlare di filiera, aggregazione, programmazione, qualità, organizzazioni dei produttori e valorizzazione delle produzioni. Parole. Sempre le stesse parole. Nel frattempo le aziende chiudono, i giovani abbandonano le campagne e migliaia di ettari rischiano di non essere più seminati. IL PARADOSSO CHE GLI AGRICOLTORI NON ACCETTANO PIÙ

C’è poi una questione politica che sta facendo esplodere la rabbia nelle campagne. Mentre i cerealicoltori sardi e italiani vengono lasciati soli ad affrontare una crisi senza precedenti, il Governo italiano continua a destinare ingenti risorse e strumenti finanziari a programmi di cooperazione e sviluppo agricolo nei Paesi del Nord Africa, compreso il Marocco. Nessuno è contrario alla cooperazione internazionale.

Ma il Centro Studi Agricoli si chiede come sia possibile che si trovino risorse per sostenere progetti agricoli all’estero mentre non si riesce a mettere in campo un vero piano straordinario per salvare la cerealicoltura italiana. Gli agricoltori sardi vedono aumentare i costi di produzione, diminuire i prezzi di vendita e crescere l’incertezza sul futuro delle proprie aziende. E intanto la politica sembra più preoccupata di ciò che accade oltre il Mediterraneo che di ciò che accade nelle campagne italiane. È una contraddizione che il mondo agricolo fatica a comprendere. Prima di aiutare altri sistemi agricoli bisogna evitare il collasso del nostro. Prima vengono gli agricoltori italiani. Prima vengono le aziende agricole che producono reddito, occupazione e presidio del territorio.

Perché se continuiamo a perdere aziende agricole in Sardegna e in Italia, un domani rischieremo di dipendere sempre di più dalle produzioni estere proprio mentre stiamo abbandonando le nostre campagne. LA CUN NON BASTA

Quanto alla Commissione Unica Nazionale, il Centro Studi Agricoli ritiene che ogni strumento capace di aumentare la trasparenza del mercato debba essere sostenuto e migliorato. Ma sarebbe un grave errore pensare che la CUN possa risolvere da sola il problema del reddito agricolo. La questione è molto più semplice. Se produrre costa oltre 30 euro e il mercato paga 24 euro, nessuna formula matematica e nessuna statistica potranno salvare le aziende agricole. Il problema non è tecnico. Il problema è economico. Il problema è politico.

Ed è qui che la Regione Sardegna dovrebbe intervenire. LE PROPOSTE DEL CENTRO STUDI AGRICOLI

Per questo il Centro Studi Agricoli chiede immediatamente:

· una misura straordinaria nel PSR/CSR Sardegna regionale di sostegno al comparto cerealicolo pari ad almeno 400 euro per ettaro;

· l’apertura urgente di un tavolo regionale di crisi sul grano duro;

· una richiesta formale al Governo nazionale e alla Commissione Europea per rafforzare il sostegno accoppiato al grano duro;

· interventi specifici per favorire stoccaggio, aggregazione dell’offerta e contratti di filiera;

· un piano pluriennale di rilancio della cerealicoltura sarda. BASTA SCUSE

L’Assessore Agus non può limitarsi a registrare la crisi. Ha il dovere politico e istituzionale di affrontarla. Fra poche settimane inizierà la raccolta. Gli agricoltori non hanno bisogno di nuove analisi. Hanno bisogno di reddito. Non hanno bisogno di convegni. Hanno bisogno di provvedimenti. Non hanno bisogno di promesse. Hanno bisogno di risposte immediate.

Se la Regione Sardegna continuerà a restare immobile mentre il comparto cerealicolo affonda, sarà inevitabile attribuire precise responsabilità politiche a chi oggi governa l’agricoltura sarda.



Perché quando un settore strategico viene lasciato solo nel momento più difficile, il problema non è più il mercato. Il problema diventa la politica.

Tore Piana Presidente Centro Studi Agricoli Sardegna

“Fra un mese le mietitrebbie entreranno nei campi. Le aziende agricole non possono pagare i debiti con i comunicati stampa. Se la politica vuole dimostrare di essere dalla parte degli agricoltori, questo è il momento di farlo. Domani potrebbe essere troppo tardi.”

Cagliari li, 11 Giugno 2026 Ufficio comunicazioni Centro Studi Agricoli

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Mentre tutti protestano sul prezzo del grano a 23 euro al quintale mentre per produrlo ne servono 32 al ql , il centro studi agricoli, come sempre propone una possibile soluzione. Eccola nel grafico qui sotto.

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Bellissima giornata oggi a Fonni con mia Zia Isabella di Fonni e gli amici e dirigenti CSA di Fonni Giuseppina Usai e Tore Mattu, alla Festa e processione Santa Maria dei Martiri.Grazie

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BORUTTA – ABBAZIA DI SORRESAl termine dell’Assemblea Regionale del Centro Studi Agricoli, svoltasi nella splendida corni...
08/06/2026

BORUTTA – ABBAZIA DI SORRES
Al termine dell’Assemblea Regionale del Centro Studi Agricoli, svoltasi nella splendida cornice dell’Abbazia di Sorres a Borutta, l’Abate Padre Luigi ha impartito la sua benedizione agli associati presenti.
Un momento di grande significato umano e spirituale che ha concluso una giornata dedicata al confronto, all’impegno e al futuro dell’agricoltura sarda.
Un sincero ringraziamento all’Abate Luigi per l’accoglienza e la vicinanza dimostrata al mondo agricolo.
Centro Studi Agricoli
Insieme per difendere e valorizzare l’agricoltura e la zootecnia della Sardegna.

GRANO DURO - PIANO STRAORDINARIO PER IL GRANO DURO SARDOProposta operativa del Centro Studi Agricoli.   Presidente Tore ...
08/06/2026

GRANO DURO - PIANO STRAORDINARIO PER IL GRANO DURO SARDO
Proposta operativa del Centro Studi Agricoli. Presidente Tore Piana
PREMESSA
La cerealicoltura sarda attraversa una delle crisi più gravi degli ultimi decenni. I costi di produzione superano ormai i 32 euro al quintale mentre le quotazioni di mercato oscillano tra 23 e 24 euro al quintale, determinando perdite economiche insostenibili per le aziende agricole.

La Sardegna rischia un progressivo abbandono di migliaia di ettari coltivati a grano duro, con conseguenze economiche, ambientali e sociali gravissime per le aree interne. OBIETTIVO
Garantire un sostegno minimo complessivo pari a 500 euro per ettaro alle aziende che coltivano grano duro in Sardegna.
PROPOSTA IMMEDIATA -
MISURA STRAORDINARIA CSR SARDEGNA
La Regione Sardegna istituisce una misura specifica nel Complemento di Sviluppo Rurale (CSR) destinata ai cerealicoltori.
Importo:
• 399 euro/ettaro aggiuntivi.
Beneficiari:
• aziende agricole attive;
• superfici investite a grano duro certificate nel fascicolo aziendale.
Durata:
• almeno 5 anni.
Copertura finanziaria:
• rimodulazione fondi CSR;
• eventuali risorse regionali aggiuntive;
• fondi nazionali per le aree interne.
Effetto finale:
101 euro/ettaro PAC ( accoppiato) + 399 euro/ettaro CSR = 500 euro/ettaro.

PROPOSTA MEDIO PERIODO
MODIFICA DEL PIANO STRATEGICO NAZIONALE PAC
Il Governo Italiano su richiesta della Regione Sardegna , presenta alla Commissione Europea una modifica del Piano Strategico Nazionale della PAC.
Richiesta:
Incremento del sostegno accoppiato al grano duro da circa 101 euro/ettaro a 500 euro/ettaro nelle aree caratterizzate da:
• insularità; o elevati costi di produzione; o svantaggi strutturali permanenti; o rischio di abbandono delle superfici.
Motivazioni:
1. Applicazione del principio di insularità previsto dall’articolo 119 della Costituzione.
2. Tutela della sovranità alimentare nazionale.
3. Contrasto alla desertificazione economica delle aree rurali.
4. Mantenimento della coltivazione del grano duro destinato alle produzioni di qualità.
5. Riduzione della dipendenza dalle importazioni estere.
COPERTURA FINANZIARIA
Le risorse possono derivare da: revisione della distribuzione del sostegno accoppiato nazionale; incremento della quota destinata ai seminativi strategici; utilizzo di fondi nazionali integrativi.
IMPEGNI RICHIESTI
Il Centro Studi Agricoli chiede:
1. Convocazione urgente di un tavolo regionale sul grano duro.
2. Delibera della Giunta Regionale a sostegno della proposta.
3. Presentazione ufficiale della richiesta al MASAF.
4. Coinvolgimento degli europarlamentari eletti in Sardegna.
5. Apertura di una vertenza nazionale sulla cerealicoltura sarda. CONCLUSIONI
Non servono promesse.
Se il prezzo del grano rimane inferiore ai costi di produzione, senza un intervento pubblico straordinario migliaia di ettari saranno abbandonati già dalle prossime campagne agrarie. La Sardegna deve avere il coraggio di chiedere misure eccezionali per una situazione eccezionale.
500 euro ad ettaro non rappresentano un privilegio ma il minimo necessario per garantire la sopravvivenza della cerealicoltura sarda.
Tore Piana Presidente Centro Studi Agricoli
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07/06/2026

CENTRO STUDI AGRICOLI
GRANO DURO A 23 24 EURO AL QUINTALE UNA VERGOGNA CHE CONDANNA GLI AGRICOLTORI ALLA CHIUSURA
Fra poche settimane in Sardegna inizierà la mietitura del grano duro e gli agricoltori si trovano davanti ad uno scenario drammatico
Con costi di produzione che superano i 32 euro al quintale si parla di prezzi riconosciuti ai produttori di appena 23 24 euro al quintale
Questo significa lavorare un anno intero per perdere soldi
Non servono più tavoli tecnici incontri promesse e dichiarazioni di circostanza
Le risposte servono adesso perché fra un mese il grano sarà nei campi pronto per essere raccolto e gli agricoltori non possono aspettare altri mesi mentre qualcuno continua a discutere
Da troppi anni il produttore agricolo è l’anello debole della catena
Quando aumentano i costi di carburante concimi sementi e fitofarmaci paga l’agricoltore
Quando crollano i prezzi paga l’agricoltore
Quando ci sono crisi internazionali paga l’agricoltore
Eppure il consumatore continua a comprare pane pasta e derivati a prezzi sempre più alti
Qualcuno deve spiegare dove finiscono i soldi che vengono tolti dalle tasche dei produttori
Chiediamo alla Regione Sardegna un intervento straordinario immediato per compensare le perdite dei cerealicoltori e l’apertura urgente di un confronto con il Governo nazionale per fermare una situazione che rischia di cancellare centinaia di aziende agricole
Se il grano viene pagato meno di quanto costa produrlo non siamo davanti ad una crisi di mercato ma ad una condanna economica per chi lavora la terra
Oggi il problema riguarda il grano
Domani riguarderà il pomodoro da industria
Poi il ca****fo e altre produzioni agricole
La verità è che il sistema sta scaricando tutto il peso della crisi sulle imprese agricole
Se non arriveranno misure immediate assisteremo ad un progressivo abbandono delle campagne con conseguenze devastanti per l’economia rurale della Sardegna
Non servono più parole
Servono decisioni immediate prima che le mietitrebbie entrino nei campi, come ad esempio un ammasso pubblico con bando regionale e prezzi remunerativi come per altri prodotti.
Tore Piana
Presidente Centro Studi Agricoli
Cagliari li 7 Maggio 2026

Indirizzo

Via Fermi, 20 Sassari
Sassari
07100

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