Centro Studi Agricoli

Centro Studi Agricoli Centro Studi Agricoli nasce come associazione agricola atta a difendere agricoltori e allevatori csa

04/09/2026
Vi aspetto martedì a Villamassargia nel Sulcis Iglesiente. Vi daremo importanti informazioni. Tore Piana
04/09/2026

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SRE01, GIOVANI AGRICOLTORI: “LA REGIONE FERMI IL CRONOMETRO”Il Centro Studi Agricoli chiede la proroga al 15 gennaio 202...
03/09/2026

SRE01, GIOVANI AGRICOLTORI: “LA REGIONE FERMI IL CRONOMETRO”
Il Centro Studi Agricoli chiede la proroga al 15 gennaio 2027: “Trenta giorni non bastano. Così rischiamo di escludere proprio chi deve ancora insediarsi”

CAGLIARI – Trenta giorni per consentire a un giovane di costruire un’azienda agricola, completare tutti gli adempimenti amministrativi e presentare una domanda SRE01 corretta e completa. È questo il nodo sollevato dall’Associazione Agricola Centro Studi Agricoli e CAA AIC Service, che ha chiesto formalmente all’Assessore regionale dell’Agricoltura Francesco Agus una proroga della scadenza dal 15 ottobre 2026 al 15 gennaio 2027.

Il Bando SRE01 è stato pubblicato il 10 agosto 2026, mentre le domande potranno essere presentate dal 15 settembre al 15 ottobre.

“La Regione deve fermare il cronometro – dichiara Tore Piana, presidente del Centro Studi Agricoli – perché trenta giorni non sono sufficienti per chi deve fare davvero il primo insediamento. Non stiamo parlando di compilare semplicemente una domanda: stiamo parlando di costruire un’azienda agricola e di mettere un giovane nelle condizioni di diventare imprenditore agricolo.”

Il problema riguarda soprattutto i giovani che non dispongono già di un’azienda strutturata e che devono, in poche settimane, individuare i terreni, perfezionare i contratti di conduzione, costituire e validare il fascicolo aziendale, definire l’ordinamento produttivo, verificare la Produzione Standard e predisporre il Piano Aziendale.

“Chi ha già tutto pronto parte inevitabilmente avvantaggiato – continua Piana –. Chi invece deve costruire il proprio insediamento rischia di essere penalizzato non perché non abbia i requisiti, ma semplicemente perché non ha il tempo materiale per completare tutte le procedure. Questo non è accettabile quando parliamo di una misura che dovrebbe favorire il ricambio generazionale.”

SUBENTRO FAMILIARE: LA REGIONE DEVE DARE RISPOSTE

Il Centro Studi Agricoli ha inoltre chiesto all’Assessorato un chiarimento urgente sul subentro in ambito familiare.

La questione riguarda in particolare i casi in cui il soggetto cedente abbia ancora in corso, alla data di presentazione della domanda SRE01 del giovane, impegni PAC relativi all’annualità 2026, compresi gli Ecoschemi 1, 2, 3, 4 e 5.

“Qui servono regole chiare e scritte – afferma Piana –. I CAA devono sapere come gestire il fascicolo aziendale, gli impegni PAC e gli Ecoschemi quando il giovane subentra nell’azienda familiare. Bisogna sapere se gli impegni possono essere trasferiti, come vengono gestiti i pagamenti dell’annualità 2026 e quali conseguenze può avere il subentro sulla domanda SRE01. Non possiamo lasciare giovani e famiglie nell’incertezza a pochi giorni dall’apertura del Bando.”

“NON CHIEDIAMO PRIVILEGI, CHIEDIAMO PARI OPPORTUNITÀ”

Il Centro Studi Agricoli precisa che la richiesta non riguarda una modifica dei requisiti del Bando né l’introduzione di condizioni di favore.

“Chiediamo semplicemente pari opportunità – sottolinea Tore Piana –. Se l’obiettivo è favorire i giovani e il ricambio generazionale, la Regione deve consentire anche a chi parte da zero di poter partecipare. Non possiamo avere un Bando destinato ai nuovi insediamenti e poi concedere un tempo talmente ristretto da favorire soprattutto chi dispone già di un’azienda organizzata.”

La proroga al 15 gennaio 2027, secondo il Centro Studi Agricoli, consentirebbe di completare correttamente gli insediamenti, predisporre i Piani Aziendali, verificare la documentazione e affrontare anche le situazioni più complesse di subentro familiare.

“Il futuro dell’agricoltura sarda passa dai giovani. Se vogliamo davvero il ricambio generazionale, dobbiamo eliminare gli ostacoli, non crearne di nuovi. Chiediamo quindi all’Assessore Agus di intervenire immediatamente: proroga al 15 gennaio 2027 e chiarimenti ufficiali sulla gestione della PAC e degli Ecoschemi nei subentri familiari. È una richiesta di buon senso e di equità.”

Tore Piana
Presidente
Associazione Agricola Centro Studi Agricoli – CAA AIC Service

Li 3 Settembre 2026

ASSOCIAZIONE AGRICOLA CENTRO STUDI AGRICOLICAA AIC SERVICEProt. n. 197/2026Cagliari, 2 settembre 2026Al Signor Assessore...
02/09/2026

ASSOCIAZIONE AGRICOLA CENTRO STUDI AGRICOLI
CAA AIC SERVICE

Prot. n. 197/2026
Cagliari, 2 settembre 2026

Al Signor Assessore dell’Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale
On. Francesco Agus
Via Pessagno
09126 Cagliari

Trasmissione a mezzo PEC – URGENTE

Oggetto: Richiesta urgente di proroga dei termini per la presentazione delle domande di sostegno – Intervento SRE01 “Insediamento giovani agricoltori” – Annualità 2026

Egregio Assessore,

l’Associazione Agricola Centro Studi Agricoli e CAA AIC Service, nella propria attività di rappresentanza e assistenza delle imprese agricole e dei giovani che intendono intraprendere l’attività agricola, sottopone alla Sua attenzione una questione che riteniamo meriti un intervento urgente da parte dell’Assessorato.

Con riferimento al Bando relativo all’Intervento SRE01 – “Insediamento giovani agricoltori” – Annualità 2026, pubblicato in data 10 agosto 2026, evidenziamo la necessità di prorogare il termine attualmente previsto per la presentazione delle domande, fissato al 15 ottobre 2026, fino al 15 gennaio 2027.

La finestra temporale prevista dal Bando, compresa tra il 15 settembre e il 15 ottobre 2026, determina infatti un periodo operativo di soli trenta giorni, che riteniamo non adeguato alla complessità degli adempimenti richiesti per il primo insediamento.

La criticità assume particolare rilevanza proprio per i giovani che intendono avviare ex novo un’attività agricola e che, alla data di pubblicazione del Bando, non dispongono ancora di un’azienda pienamente strutturata.

Tali giovani devono necessariamente procedere, in tempi estremamente ristretti, all’individuazione dei terreni, alla definizione dei contratti di affitto o degli altri titoli di conduzione, alla costituzione e validazione del fascicolo aziendale, alla definizione dell’ordinamento produttivo, alla verifica della Produzione Standard, nonché alla predisposizione del Piano Aziendale e di tutta la documentazione necessaria.

A questi adempimenti si aggiungono le verifiche relative alle aziende provenienti dall’ambito familiare, ai rapporti di parentela e affinità, all’età del cedente, alla disponibilità dei terreni e agli ulteriori requisiti previsti dal Bando.

È evidente, pertanto, che la presentazione della domanda non costituisce un semplice adempimento telematico, ma rappresenta il momento conclusivo di un percorso amministrativo, tecnico, aziendale e contrattuale complesso.

Riteniamo inoltre necessario sottolineare un aspetto di particolare importanza.

L’attuale ristrettezza dei termini rischia di determinare una disparità di fatto tra i giovani che dispongono già di un’azienda agricola organizzata e coloro che intendono effettuare il primo insediamento proprio attraverso questa misura.

I primi possono infatti disporre di un fascicolo aziendale già costituito, di terreni già nella propria disponibilità, di titoli di conduzione definiti e di un ordinamento produttivo già strutturato.

I secondi devono invece costruire, in poche settimane, tutte le condizioni necessarie per poter presentare una domanda corretta e ammissibile.

Tale situazione rischia di penalizzare proprio quella categoria di giovani che l’Intervento SRE01 dovrebbe maggiormente sostenere: i giovani che intendono entrare nel settore agricolo e costruire una nuova impresa.

La proroga al 15 gennaio 2027 consentirebbe di riequilibrare concretamente le condizioni di partecipazione, senza modificare in alcun modo i requisiti del Bando e senza attribuire alcun vantaggio ai richiedenti.

Consentirebbe, inoltre, ai CAA, ai professionisti e agli uffici competenti di effettuare le necessarie verifiche con maggiore accuratezza, riducendo il rischio di errori, incompletezze o esclusioni determinate esclusivamente dalla ristrettezza dei tempi.

Per queste ragioni, l’Associazione Agricola Centro Studi Agricoli e CAA AIC Service chiede formalmente alla S.V. di voler disporre con la massima urgenza la proroga del termine per la presentazione delle domande SRE01 dal 15 ottobre 2026 al 15 gennaio 2027.

La richiesta è formulata nell’interesse dei giovani agricoltori sardi e con l’obiettivo di garantire una partecipazione più ampia, corretta ed equilibrata, in piena coerenza con le finalità dell’Intervento e con gli obiettivi di ricambio generazionale, ingresso dei giovani nel settore agricolo e costituzione di nuove imprese agricole.

Considerata l’imminente apertura dei termini per la presentazione delle domande, si chiede un intervento tempestivo dell’Assessorato e, ove possibile, l’adozione del provvedimento di proroga prima dell’apertura della finestra di presentazione.

Confidando nella Sua attenzione e sensibilità istituzionale verso le esigenze dei giovani che intendono investire nel futuro dell’agricoltura sarda, restiamo a disposizione per ogni eventuale confronto e approfondimento.

In attesa di un urgente e positivo riscontro, porgiamo distinti saluti.

ASSOCIAZIONE AGRICOLA CENTRO STUDI AGRICOLI
CAA AIC SERVICE

Il Presidente
Tore Piana

01/09/2026

Prossimi pagamenti Pac e CSR, Agricat, bandi giovani, Dermatite bovina, capretto IGP Sardegna e Nurra .

01/09/2026

Oggi alle 15 faremo una diretta di aggiornamento su pagamenti Pac, dermatite, Agricat,bandi . A più tardi

TORE PIANA- PECORINO ROMANO, NIENTE ALLARMISMI: LA FILIERA HA BISOGNO DI FIDUCIA E STABILITÀForte presa di posizione di ...
29/08/2026

TORE PIANA- PECORINO ROMANO, NIENTE ALLARMISMI: LA FILIERA HA BISOGNO DI FIDUCIA E STABILITÀ

Forte presa di posizione di Tore Piana, presidente dell’Associazione Agricola Centro Studi Agricoli «Il Consorzio del Pecorino Romano DOP fa bene a battersi per la riduzione dei dazi americani, ma sbaglia se lascia passare il messaggio che i dazi siano automaticamente la causa di un possibile crollo del mercato e del prezzo del latte agli allevatori». È questa la posizione netta di Tore Piana, presidente dell’Associazione Agricola Centro Studi Agricoli, che interviene sul futuro della filiera ovina sarda e sull’andamento del mercato del Pecorino Romano DOP. «In questo momento – afferma Piana – non vediamo elementi tali da giustificare allarmismi o previsioni di un crollo del prezzo del latte. Il mercato deve certamente essere seguito con grande attenzione, ma la situazione va analizzata con equilibrio e senza creare negli allevatori aspettative negative che potrebbero diventare esse stesse un fattore di destabilizzazione».DAZI USA: GIUSTO COMBATTERLI, MA NON SONO L’UNICO PROBLEMA «È assolutamente corretto – continua Piana – che il Consorzio continui a lavorare a livello istituzionale per ottenere la riduzione o l’eliminazione dei dazi americani. Gli Stati Uniti rappresentano un mercato importante per il Pecorino Romano e difendere la competitività del nostro prodotto è un dovere. Ma non possiamo trasformare i dazi nell’unica spiegazione di ogni difficoltà del mercato e, soprattutto, non possiamo anticipare agli allevatori scenari di forte riduzione del prezzo del latte senza che oggi esistano elementi concreti per sostenerli».

Secondo Piana, la filiera deve continuare a diversificare i mercati, rafforzare la presenza internazionale del Pecorino Romano e aumentare il valore del prodotto, evitando di dipendere eccessivamente da un’unica destinazione commerciale.IL PREZZO DEL LATTE DEVE RIMANERE IL PUNTO FERMO«La nostra posizione è molto chiara – sottolinea Piana –: l’obiettivo della prossima campagna deve essere la tenuta dei valori raggiunti nell’annata appena conclusa.Non è il momento di parlare agli allevatori di riduzioni del prezzo del latte.È il momento di difendere il valore della produzione, sostenere la redditività delle aziende agricole e garantire continuità alla filiera».Per Piana, mantenere la stabilità del prezzo del latte significa difendere l’intero sistema. «Dietro ogni litro di latte c’è un’azienda agricola, una famiglia, un allevamento e un investimento. Se si crea negli allevatori la convinzione che il prezzo sia destinato a crollare, si rischia di provocare una riduzione degli investimenti, difficoltà finanziarie e un indebolimento dell’intero comparto».ATTENZIONE A NON CREARE UNA CRISI PRIMA CHE ESISTA «Voglio dirlo con grande chiarezza – afferma il presidente del Centro Studi Agricoli –: non possiamo essere noi, rappresentanti della filiera, a creare le condizioni psicologiche per una crisi che oggi non esiste. Se continuiamo a parlare di possibile crollo del prezzo del latte, il rischio è che questa aspettativa venga trasferita dal mercato alla realtà.E sarebbe un errore gravissimo». «Una riduzione importante del prezzo del latte avrebbe infatti conseguenze pesantissime. Significherebbe mettere in difficoltà gli allevatori, ridurre gli investimenti, indebolire la produzione di latte e, di conseguenza, mettere in difficoltà anche i caseifici. Se crolla il reddito degli allevatori, alla fine crolla l’intera filiera.» IL CONSORZIO DEVE TRASMETTERE FIDUCIA «Al Consorzio del Pecorino Romano DOP chiediamo quindi di continuare con determinazione il lavoro per ridurre i dazi americani, ma allo stesso tempo chiediamo una comunicazione equilibrata e responsabile. Gli allevatori non hanno bisogno di essere spaventati. Hanno bisogno di sapere che le istituzioni e gli organismi della filiera stanno lavorando per difendere il loro reddito.» «Dobbiamo parlare di mercati, di promozione, di qualità, di nuovi consumatori, di internazionalizzazione e di valorizzazione del prodotto. Dobbiamo costruire nuove opportunità commerciali, non anticipare possibili riduzioni del prezzo del latte». LA FILIERA DEVE RESTARE UNITA «La Sardegna ha costruito nel tempo una filiera ovina che rappresenta una parte fondamentale dell’economia agricola regionale. Allevatori, cooperative, industria, stagionatori e commercianti sono tutti collegati tra loro. Non esiste un futuro del Pecorino Romano senza un allevatore economicamente sostenibile. Per questo – conclude Tore Piana – dobbiamo difendere il valore del latte e mantenere la fiducia degli allevatori. La situazione va monitorata, i rischi vanno affrontati e i dazi vanno combattuti. Ma oggi, con le informazioni disponibili, non ci sono ragioni per creare allarmismi né per prospettare un crollo del prezzo del latte. La parola d’ordine deve essere una sola: STABILITÀ. Stabilità del mercato, stabilità del prezzo del latte, stabilità della filiera. Perché difendere il prezzo del latte significa difendere l’allevatore, il caseificio e il futuro del Pecorino Romano DOP.»

Tore PianaPresidente Associazione Agricola Centro Studi Agricoli

CENTRO STUDI AGRICOLICOMUNICAZIONE AGLI ASSOCIATI N. 105/2026OGGETTO: BONUS CARO-GASOLIO E CREDITO D’IMPOSTA SUI FERTILI...
26/08/2026

CENTRO STUDI AGRICOLI
COMUNICAZIONE AGLI ASSOCIATI N. 105/2026
OGGETTO: BONUS CARO-GASOLIO E CREDITO D’IMPOSTA SUI FERTILIZZANTI – CHIARIMENTI IMPORTANTI SULLE PERCENTUALI E SULLE RISORSE DISPONIBILI
Agli associati del Centro Studi Agricoli
Il Centro Studi Agricoli ritiene opportuno fornire alcuni importanti chiarimenti in merito alle misure introdotte per sostenere le imprese agricole colpite dall’aumento dei costi del carburante e dei fertilizzanti.
1. CREDITO D’IMPOSTA SUL GASOLIO E SULLA BENZINA AGRICOLA
Per gli acquisti di gasolio e benzina utilizzati per l’attività agricola, nonché per il combustibile destinato al riscaldamento delle serre orticole, effettuati nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026, è previsto un credito d’imposta fino al 20% della spesa sostenuta al netto dell’IVA.
La misura dispone di una dotazione finanziaria complessiva di 90 milioni di euro.
È fondamentale precisare che il 20% non rappresenta una percentuale automaticamente garantita a tutte le aziende agricole.
Qualora l’ammontare complessivo dei crediti richiesti dalle imprese ammesse dovesse superare i 90 milioni di euro disponibili, si procederà al riparto proporzionale delle risorse, con conseguente riduzione della percentuale effettivamente riconosciuta.
Pertanto, il beneficio potrà arrivare al 20%, ma la percentuale definitiva dipenderà dall’ammontare complessivo delle domande ammesse.
2. CREDITO D’IMPOSTA SUI CONCIMI E FERTILIZZANTI
Una misura analoga riguarda l’acquisto di fertilizzanti e concimi agricoli effettuato nel medesimo periodo, cioè marzo, aprile e maggio 2026.
In questo caso il credito d’imposta è previsto fino al 30% della spesa sostenuta al netto dell’IVA.
Per tale intervento sono stati stanziati 40 milioni di euro.
Anche in questo caso il Centro Studi Agricoli precisa che il 30% costituisce il limite massimo del beneficio e non una percentuale automaticamente garantita.
Se l’ammontare complessivo delle richieste dovesse superare le risorse disponibili, anche il credito sui fertilizzanti sarà soggetto al meccanismo di riparto previsto dalla normativa.
3. ATTENZIONE ALLE FATTURE
Invitiamo pertanto tutte le aziende agricole associate a verificare e conservare con particolare attenzione la documentazione relativa agli acquisti effettuati nei mesi di:
MARZO – APRILE – MAGGIO 2026
sia per quanto riguarda il gasolio e la benzina agricola, sia per quanto riguarda concimi e fertilizzanti.
Le fatture dovranno essere correttamente riconducibili all’impresa e dovrà essere verificata la corretta documentazione della spesa.
4. DOMANDE E PROCEDURE AGEA
Per il credito relativo al carburante sarà necessario seguire le procedure che verranno definite da AGEA, attraverso la piattaforma dedicata.
Le imprese dovranno verificare preventivamente la correttezza dei propri dati anagrafici, il fascicolo aziendale e le eventuali deleghe necessarie alla presentazione della domanda.
Il credito riconosciuto non sarà corrisposto direttamente sul conto corrente, ma sarà utilizzabile secondo le modalità previste dalla normativa, attraverso compensazione con modello F24.
5. IL CENTRO STUDI AGRICOLI CHIEDE MASSIMA CHIAREZZA
Il Centro Studi Agricoli ritiene positivo l’intervento del Governo, ma ritiene altrettanto importante evitare equivoci.
Non è corretto comunicare agli agricoltori che verrà automaticamente restituito il 20% del gasolio o il 30% dei fertilizzanti.
La formulazione corretta è:
FINO AL 20% PER GASOLIO AGRICOLO
FINO AL 30% PER CONCIMI E FERTILIZZANTI
La percentuale effettivamente riconosciuta dipenderà dal numero e dall’importo delle domande ammesse rispetto alle risorse stanziate.
Il Centro Studi Agricoli continuerà a seguire l’evoluzione della misura e provvederà a informare tempestivamente gli associati non appena saranno disponibili le disposizioni operative definitive.
Tore Piana, gli agricoltori devono sapere esattamente quanto possono ottenere, quando possono presentare la domanda e quali documenti devono conservare.
Gli uffici del Centro Studi Agricoli riapriranno lunedì 1 Settembre dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 13 cell. +39 392 3970564
Tore Piana
Presidente
Centro Studi Agricoliq
Sassari, 26 agosto 2026

Indirizzo

Via Fermi, 20 Sassari
Sassari
07100

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