04/09/2026
Un nuovo appuntamento della rassegna "Guardo indietro, vado avanti". Linguaggi, traiettorie, visioni, margini.
«Non credo che riusciremo mai a raggiungere l’utopia semplicemente andando avanti», afferma Ursula Le Guin suggerendo, invece, la formula che i popoli della Swampy Cree First Nation hanno tradizionalmente usato per orientarsi verso il futuro: Usà puyew usu wapiw! «Vado indietro, guardo avanti». Un’espressione ispirata al porcospino 𝐸𝑟𝑒𝑡ℎ𝑖𝑧𝑜𝑛 𝑑𝑜𝑟𝑠𝑎𝑡𝑢𝑚, che indietreggia nelle fessure della roccia, così da poter scrutare il pericolo che gli si para dinanzi.
«Per poter speculare in modo sicuro su un futuro abitabile», scrive Le Guin, «forse faremmo bene a trovare una fessura tra le rocce e ritirarci». Tutt’altro che iperbolico, l’aggettivo «abitabile» sembra, piuttosto, ammirevolmente sobrio al cospetto del degrado sociale ed ecologico causato dall’accelerazione neoliberale. Nascosto tra le rocce, il porcospino è libero di progettare le proprie utopie. Inoltre, cosa altrettanto importante, andando indietro guardando avanti, può tentare di sfuggire alle incalzanti utopie di chi è al potere.
Ma le utopie dei potenti hanno già spianato molti paesaggi. Si distinguono per il loro potere livellante, per i cumuli di macerie che si lasciano alle spalle. E se spazzassero via tutte le rocce, e non ne lasciassero neppure una in cui nascondersi?"
L'andatura del porcospino ne riporta alla mente un'altra. Una controparte, un'inversione struggente di tale movimento, il riscuotersi di una figura ormai da tempo tramutatasi in un cliché del pessimismo radicale, ma la cui infinita citazione non può e non riesce comunque a spogliarla del tutto dal suo potere e dalla sua rilevanza: l'angelo della storia di Walter Benjamin. L'angelo va avanti guardandosi indietro, in preda all'angoscia: si tuffa verso un futuro che non può vedere, rimpiangendo un passato che non può riscattare. In quale direzione ci stanno conducendo le utopie predatorie? II porcospino sta per per essere strappato alla sua fessura e trascinato a tutta velocità nella loro corrente? Oppure l'angelo riuscirà ad afferrare le pareti del canyon, aggrappandovisi con le ali tese, a voltarsi e infilarsi nella fessura, per nascondersi allo squardo e stringere i denti e affrontare il telos del vento? Il porcospino diventerà un angelo, o sarà l'angelo a tramutarsi in porcospino?
Ancora una volta, le due cose non si escludono a vicenda. La storia di tutte le società finora esistite è una storia di mostri, da entrambi i lati. Il nostro utopismo è già da sempre una chimera: Angelus erethizon, un porcospino dotato di ali celesti; un serafino irto di aculei. E come quegli altri ibridi che alla fine sono riusciti a rovesciare l'orrenda utopia che li ha creati e disprezzati anche questa creatura dovrà imparare a muoversi secondo una nuova andatura chimerica, usando le sue parti e i suoi poteri in modo sgraziato ma efficace. Magari avanzerà come forse potremmo fare anche noi, secondo i dettami di un nuovo movimento, al tempo stesso animale e divino, senza essere nessuno dei due"
Da: 𝑈𝑡𝑜𝑝𝑖𝑎 - Tommaso Moro introduzione di China Miéville, Saggi di Ursula K. Le Guin, Timeo 2023)