30/05/2026
La Regione Sardegna non ha il potere legale di cancellarla direttamente. L'unico modo per eliminarla sarebbe che la Regione stessa pagasse lo Stato al posto dei passeggeri (la cosiddetta compensazione totale), una misura dal costo stimato di circa 36 milioni di euro all'anno
Il "No" della Giunta Todde è stato spiegato dalla presidente della Regione, che ha respinto con fermezza l'ipotesi di una cancellazione totale a carico del bilancio pubblico sardo, dichiarando apertamente che "la Sardegna non accetta ricatti dalle compagnie aeree".
Magari poteva dirlo in un modo diverso, più politichese, ma la sostanza non avrebbe cambiato.
La maggioranza sottolinea che regalare 36 milioni di euro l'anno ai colossi privati del volo toglierebbe risorse vitali alla sanità e ai servizi dell'isola. E ha ragione.
Una soluzione potrebbe essere un compromesso con le compagnie aeree.
In Consiglio regionale l'opposizione (che ha governato in Regione negli anni scorsi vedi Giunta Solinas o Capellacci) di centrodestra spinge per l'abolizione totale, mentre all'interno della stessa maggioranza si sta valutando una via di mezzo, ovvero la sospensione della tassa solo nei mesi invernali. Questa soluzione servirebbe a incentivare i voli e combattere lo spopolamento turistico nei mesi freddi, riducendo drasticamente il costo dell'operazione per le casse regionali.
Ma faciamo un pò di storia, giusto per capire meglio di cosa stiamo parlando e soppratutto non dimentichiamo che la Sardegna """ grazie""" alla Giunta Soru ha in bilancio la totale spesa della sanità che ipoteca quasi il 50 % delle risorse. Detto questo proseguiamo: nel corso degli anni la tariffa è progressivamente cresciuta fino a 6,50 euro per biglietto. La maggior parte di questo gettito viene oggi destinata a livello centrale (oggi Goveno di centrodestra con Meloni) al Fondo di solidarietà per il trasporto aereo dell'INPS e alla sicurezza aeroportuale, lasciando solo una minima percentuale ai comuni sardi. Ribadisco, PICCOLA PERCENTUALE.
Ora chiariamo un punto preciso e fermo.
Chi oggi urla nei banchi del Consiglio fino all'altro giorno non ha fatto nulla per questo problema.
Dal 2004 al 2024, la posizione del centrodestra sardo nei confronti della tassa d'imbarco aeroportuale è stata caratterizzata da un lungo silenzio amministrativo e da una sostanziale accettazione passiva. Solo negli ultimi anni, in particolare dal 2024 al 2026 (giusto giusto con la Giunta Todde) la coalizione ha ribaltato radicalmente la propria linea, trasformando l'abolizione della tassa in una priorità politica assoluta. Analizziamo meglio...giusto per non essere stupidi e capire ancora meglio: L'evoluzione storica del centrodestra su questo tema è sorprendente: nel ventennio del silenzio (2004 - 2023) dove durante i lunghi anni in cui il centrodestra ha governato la Regione Sardegna — prima con la giunta di Ugo Cappellacci (2009-2014) e poi con quella di Christian Solinas (2019-2024) — la tassa d'imbarco non è mai stata attivamente contrastata, discussa, analizzata ecc. ecc. ora il risveglio per il benessere dei sardi e del loro sviluppo turistico.
Ma siete seri???
Percbè non vi immolate alla causa dei migliaia di sardi che sono costretti alla
"migrazione sanitaria" che costringe migliaia di sardi a prendere l’aereo per curarsi in pen*sola, a causa delle lunghe liste d'attesa e delle carenze negli ospedali dell'isola. Per i malati sardi il volo è una necessità terapeutica salvavita, che comporta gravi disagi fisici e un pesante impatto economico per i costi di biglietti last-minute e alloggi. Nonostante i parziali rimborsi regionali, i pazienti denunciano spesso la mancanza di posti sui voli della continuità territoriale, che compromette il diritto alla salute. Non vi viene in mente di lasciare quei 36 milioni di euro per la sanità sarda?
Di cosa stiamo parlando ???
Diciamoci la verità le urla che si stanno sollevando sono pari a ragli di asino.
La Sardegna ha bisogno di ben altro.
Cari sardi, ricordiamocelo.
La presidente a margine di un'audizione in commissione Sanità dopo la presa di posizione del vettore irlandese. Truzzu: «Emendamenti in variazione di bilancio»