04/05/2026
👨🏼🔬Riparte a Sassari la rassegna di letteratura divulgativa "Incontri ravvicinati con la scienza", inaugurata nel 2017, promossa e organizzata dal Circolo culturale Aristeo e dalla Società Astronomica Turritana, in rete con Mediterranea. Culture, scambi, passaggi e il Muniss Museo scientifico dell'Università di Sassari.
👉 Si comincia il 7 maggio presso l'Auditorium di via De Carolis del Liceo Azuni con Antonio Galdo, che parlerà agli studenti de 𝗜𝗹 𝗺𝗶𝘁𝗼 𝗶𝗻𝗳𝗿𝗮𝗻𝘁𝗼. 𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗹𝗮 𝗳𝗮𝗹𝘀𝗮 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗻𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗵𝗮 𝗿𝗲𝘀𝗼 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗶𝗻𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗼, edito da Codice edizioni.
La rassegna proseguirà sino al 4 giugno, per poi riprendere in autunno, con la partecipazione di alcuni tra i più autorevoli protagonisti della comunicazione scientifica nazionale.
✍️ 𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗶𝗼 𝗚𝗮𝗹𝗱𝗼.
Giornalista e scrittore, ha lavorato per i più importanti giornali italiani e in televisione con Enzo Biagi, e ha realizzato diversi programmi radiofonici per Radio 2 e Radio 3. Da alcuni anni ha fondato e dirige il sito Non Sprecare (nonsprecare.it). Sulla sostenibilità ha scritto i libri Non sprecare, Basta poco, L’egoismo è finito (pubblicati da Einaudi) e Vivi lieve (Mondadori).
📚𝗜𝗹 𝗹𝗶𝗯𝗿𝗼
Una delle parole più in voga in questi anni è «sostenibilità», ma a forza di appiccicarla ovunque ne abbiamo smarrito il significato essenziale: non esiste infatti una sostenibilità che prescinda dalla riduzione delle disuguaglianze, da una distribuzione meno concentrata della ricchezza, dal colmare l’abisso di «un mondo dove in una stanza si crepa e nell’altra si spreca». Invece, il modello di sviluppo green che si è imposto, sganciato dalla sua radice originaria, ha creato nuove fratture, nuovi muri e nuovi privilegi a vantaggio di ristretti gruppi di fortunati. Antonio Galdo, giornalista e scrittore esperto di tematiche ambientali, analizza alcuni settori chiave della nostra società, della nostra economia e della nostra vita quotidiana – il cibo, l’auto elettrica e la mobilità in generale, il clima, le città e l’intelligenza artificiale – e dati alla mano fotografa la deriva in atto sotto l’etichetta della sostenibilità. Una deriva, suggerisce Galdo, che può essere arginata da due fattori: i nostri stili di vita e la riconquista del primato della politica sulla tecno-finanza.