01/06/2026
Il 29 maggio è morto Edgar Morin (1921–2026), filosofo, sociologo ed epistemologo francese.
Pensatore noto anche per il suo impegno civile e la partecipazione alla Resistenza francese, dedicò grande attenzione ai temi della responsabilità civile, del futuro della società contemporanea e fu un teorico del pensiero complesso.
La sua riflessione evidenziò come il mondo moderno sia diventato troppo articolato per essere compreso attraverso conoscenze specialistiche prese isolatamente, incapaci di cogliere interazioni e complessità.
In questo contesto, Morin riprese e rielaborò la distinzione tra civiltà e cultura, ovvero tra conquiste della tecnica - trasversali, universali, portatrici di sviluppo e benessere - e l'insieme di idee e valori identitari che caratterizzano le comunità.
Egli vide nella frammentazione dei saperi anche un rischio di deresponsabilizzazione: la "cecità della conoscenza" sistemica ci impedisce di cogliere appieno l'impatto delle nostre singole azioni sul tutto.
Per tale ragione propose una "riforma del pensiero": l’integrazione delle culture scientifica e umanistica in una visione più ampia di ‘dialogo tra i saperi’ affinché possano arricchirsi reciprocamente.
La sua idea di "politica della civiltà" trasferisce il confronto sul piano dell’azione, a favore di una politica che non persegua semplicemente il "di più" — più produzione, più consumi, più crescita — ma il "meglio", in termini di qualità della vita, della conoscenza, delle relazioni umane e della partecipazione.
[Immagine tratta da Wikimedia Commons (autore: onpassealacte, licenza CC BY-SA 4.0)].