06/06/2026
ESAME DI STATO FORENSE: ANF, PERPLESSITÀ SULLA PREVISIONE DI DUE PROVE SCRITTE
L’Associazione Nazionale Forense esprime perplessità sulle anticipazioni relative alla riforma dell’esame di abilitazione forense, che prevederebbe due prove scritte e una prova orale.
La scelta appare un passo indietro rispetto al modello vigente, che ha garantito continuità, certezza delle regole e valorizzazione del tirocinio professionale.
Non convince, in particolare, la previsione di due elaborati scritti che potrebbero riguardare la stessa materia, con il rischio di una duplicazione della verifica senza un effettivo miglioramento dell’accertamento delle competenze.
L’ANF ritiene che la qualità dell’accesso alla professione non si misuri dal numero delle prove, ma dalla capacità di valutare le competenze maturate durante il percorso di tirocinio e formazione.
In un momento in cui la professione forense fatica ad attrarre nuove generazioni, l’introduzione di ulteriori ostacoli rischia di produrre l’effetto opposto a quello auspicato: invece di incentivare i giovani ad avvicinarsi alla professione, li si allontana, rendendo il percorso di accesso ancora più lungo, complesso e incerto.
Preoccupa inoltre l’impatto del cambiamento sugli attuali praticanti, che hanno impostato il proprio percorso sulla base di regole diverse. In una materia già segnata da continui interventi normativi, sono indispensabili stabilità e adeguate garanzie transitorie.
L’ANF esprime infine sorpresa per le affermazioni secondo cui l’esame sarebbe stato negli ultimi anni “dequalificato”. Un giudizio che rischia di svalutare il percorso di migliaia di giovani avvocati che hanno conseguito l’abilitazione secondo modalità previste dalla legge.
L’Associazione Nazionale Forense ribadisce la necessità di una riforma organica dell’accesso alla professione, fondata sulla qualità della formazione e sull’effettiva verifica delle competenze professionali.