Chiediamo ’la realizzazione di un hospice, come previsto dalla legge n. 38 del 2010 che li ha istituiti e che a Sassari non è applicata. Prevede siano un luogo d’accoglienza nel quale il paziente è affidato a un’équipe che comprende medico, psicologo, infermiere, assistente sociale, assistente spirituale e volontario. Possono essere situati all’interno di strutture ospedaliere o sul territorio e
gestiti direttamente dalle Aziende sanitarie o da associazioni di volontariato no profit in convenzione con le Asl. Le stesse cure offerte al loro interno possono anche essere erogate a domicilio. Nel centro il malato terminale può godere di una camera singola e attrezzata di comfort, può persino personalizzarla con i propri arredi e oggetti, può ricevere visite e anche dedicarsi agli impegni consueti. Ma l’hospice garantisce anche il sostegno psicologico e sociale delle persone che gli sono legate perchè possano affrontare con maggiore serenità un momento così doloroso. L’obiettivo è, infatti, di creare un ambiente il più vicino a quello familiare, tanto che sono previsti locali comuni, dal soggiorno alla cucina, per i parenti che hanno la possibilità divivere 24 ore su 24 con il malato. In Sardegna solo Cagliari e Nuoro hanno finora realizzato questi centri. Sassari sta scontando un ritardo e noi vogliamo sensibilizzare al problema