25/05/2026
È difficile trovare le parole per salutare Carlo Petrini.
La sua visione ha cambiato il modo di guardare il cibo, la terra e il rapporto tra persone e territori, insegnando che la tutela della biodiversità, delle tradizioni e delle comunità locali non è soltanto memoria del passato, ma responsabilità verso il futuro. Ha dato dignità e voce alle aree interne, ai piccoli produttori, ai saperi custoditi nelle montagne e nei borghi, costruendo un pensiero capace di unire ambiente, cultura, identità e qualità della vita.
Il suo impegno ha lasciato un segno profondo anche nel nostro Appennino, dove il legame tra uomo e ambiente continua a essere custodito attraverso l’operato della nostra Riserva di Biosfera UNESCO e le comunità, le tradizioni, i paesaggi e le produzioni che raccontano l’anima autentica dei territori.
Per il Parco Nazionale Appennino Tosco-Emiliano il suo esempio ha rappresentato un riferimento importante: l’idea che la natura non sia qualcosa da consumare, ma un equilibrio da vivere, rispettare e tramandare.
“Un saluto denso di commossa gratitudine - ha dichiarato Il Commissario del Parco Nazionale Lucia Baracchini - a colui il quale ha saputo coniugare rispetto e tradizione con quei valori, oggi sempre più rilevanti, di sincera amicizia e desiderio di vivere profondamente l’altro, l’ambiente, la natura e tutto ciò che ci nutre, positivamente, nel fisico e nell’anima.”