InSarzana

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L' Associazione InSarzana vuole contribuire, assieme a tutti coloro che vorranno aderire, a evidenziare e dove possibile intervenire sui problemi delle donne, dei giovani, delle famiglie, della salute, sul sapere comune dimenticato o rimosso.

INSARZANA & APUANE LIBEREL’Associazione InSarzana promuove per venerdì 11 settembre, alle ore 21:00, presso la Sala dell...
08/09/2026

INSARZANA & APUANE LIBERE
L’Associazione InSarzana promuove per venerdì 11 settembre, alle ore 21:00, presso la Sala della Repubblica di Via Falcinello, la serata pubblica “Montagne usa e getta Le Alpi Apuane tra bellezza e devastazione”, dedicata alla tutela di uno dei patrimoni naturali più preziosi e fragili del nostro territorio.

L'Associazione InSarzana promuove per venerdì 11 settembre, alle ore 21:00, presso la Sala della Repubblica di Via Falcinello, la serata pubblica

08/09/2026

Dure critiche dell'associazione L'Impronta volontari indipendenti canile contro lo svolgimento della 57ª edizione della "Mostra mercato Fiera degli

L'ANCIENNE SARZANA TRA LE DUE GUERRE PIAZZA GARIBALDI SARZANA Lasciamo perdere per il momento (le vedremo in un'altro po...
08/09/2026

L'ANCIENNE SARZANA
TRA LE DUE GUERRE PIAZZA GARIBALDI SARZANA
Lasciamo perdere per il momento (le vedremo in un'altro post) le foto relative alla posa del Genio della Stirpe (il Monumento a Garibaldi), avvenuta nel 1914 e osserviamo invece la facciata del palazzo presente nella prima immagine. Una facciata probabilmente da fine ottocento (parlino gli esperti) che però, nel breve correre degli anni è andata via via sparendo (oggi non ve ne è traccia) come documentano le immagini a seguire, sebbene non chiarissime nella loro temporalità.
La prima immagine, del 1926 secondo internet, documenta una foto di gruppo con ragazzi e soldati proprio sul monumento con dietro il palazzo considerato. Da notare il biancore del marmo ancora nuovo rispetto alla sporcizia nera che il mnufatto mostra oggi.
La seconda immagine è sullo stesso registro, ma ci mostra meglio la facciata con i suoi fregi. Da notare sul lato destro della foto, in alto sul muro, la lapide di Cesare Battisti già al suo posto, a testimoniare che siamo comunque dopo il 1917 e probabilmente negli anni '20.
La terza foto è splendida nel suo colore antico e ci mostra ancora il palazzo considerato. Una foto questa dove possiamo vedere , a destra, nel palazzo successivo , la presenza del Bar Italia. La datazione sulla cartolina è 1935 ma probabilmente è sbagliata. Infatti se consideriamo le palme notiamo come nella precedente siano più alte e la presenza del Bar Italia prospetta l'idea che questa foto sia piuttosto degli anni 10 (dopo il 1914) o '20.
Ecco il Bar Italia nella quarta immagine
La quinta foto, una delle più belle della piazza per la sua alta definizione all'ingrandimento, ci rimanda una piazza alberata da poco (delle altre solo la prima evidenziava delle piante) dove il palazzo mostra sempre di più lo svanire dei fregi e dei dipinti pur lasciando ancora ben visibili quelli su Via Landinelli. Per questa immagine è più realistico credere agli anni '30 come temporalità
L’ultima immagine è del 2024

E' sempre stata stridente, a mio avviso, la collocazione temporale tra Il Festival della Mente e la successiva, terminal...
07/09/2026

E' sempre stata stridente, a mio avviso, la collocazione temporale tra Il Festival della Mente e la successiva, terminale chiusura dell'Estate sarzanese con la vecchia Mostra degli Uccelli carica di tutto il suo carnet di vestimenti per la caccia e animali da richiamo.

E' sempre stata stridente, a mio avviso, la collocazione temporale tra Il Festival...

GLI EVENTI DI INSARZANA: INCONTRIAMO L'ASSOCIAZIONE APUANE LIBEREVENERDI 11 SETTEMBRE ORE 21 SALA DELLA REPUBBLICA VIA F...
07/09/2026

GLI EVENTI DI INSARZANA:
INCONTRIAMO L'ASSOCIAZIONE APUANE LIBERE
VENERDI 11 SETTEMBRE ORE 21 SALA DELLA REPUBBLICA VIA FALCINELLO 1 SARZANA
In attesa di incontrare Apuane Libere nell'evento dell'11 settembre 2026 alle ore 21 alla Sala della Repubblica a Sarzana, continuiamo a pubblicare alcuni brevi contributi della stessa associazione su temi da loro affrontati nel contesto delle Apuane.

In attesa di incontrare Apuane Libere nell'evento dell' 11 settembre 2026 alle ore 21 alla Sala della Repubbli...

L'ANACRONISMO DELLA CACCIADure critiche dell’associazione L’Impronta volontari indipendenti canile contro lo svolgimento...
07/09/2026

L'ANACRONISMO DELLA CACCIA
Dure critiche dell’associazione L’Impronta volontari indipendenti canile contro lo svolgimento della 57ª edizione della “Mostra mercato Fiera degli uccelli”, organizzata da Federcaccia a Sarzana in concomitanza con il Festival della Mente

Dure critiche dell'associazione L'Impronta volontari indipendenti canile contro lo svolgimento della 57ª edizione della "Mostra mercato Fiera degli

AMBIENTE E TERRITORIO SARZANESE DIMENTICATO
06/09/2026

AMBIENTE E TERRITORIO SARZANESE DIMENTICATO

Oggi sono andato a fare jogging ; ne ho così approfittato per fare una mia uscita naturalistica, con osservazioni ed eventuali foto. Ho d...

L'ANCIENNE SARZANA DELLA DOMENICA  SPUNGATA, CHE PASSIONESappiamo tutti noi che cosa sia la splendida SPUNGATA e quanto ...
06/09/2026

L'ANCIENNE SARZANA DELLA DOMENICA
SPUNGATA, CHE PASSIONE
Sappiamo tutti noi che cosa sia la splendida SPUNGATA e quanto fece Silvano Gemmi, fin da prima della guerra, per riscoprire questo antico dolce. Noi vecchi boomers abbiamo un ricordo netto della figura di Silvano per le nostre frequentazioni giovanili nel suo negozio. "Pastina, pastina" è stato un tormentone che ci ha accompagnato negli anni, unito all'affetto e al senso di comunità che quella figura, già un poco anziana, ispirava. Non dobbiamo, tuttavia dimenticare la presenza della Pasticceria Gasperini e Sbarbaro che, negli anni 60 avevano cominciato anch'essi a produrre dolci di buona qualità.
Le foto (alcune riprese dal libro di Sarzana, altre dall'articolo) ci mostrano Silvano Gemmi in varie istantanee, Ilia Gasperini nel suo negozio e l'esterno della pasticceria Sbarbaro, in Via Gramsci con in posa il proprietario del locale, sig. Pini . La spungata ritratta è quella recente della Fiammetta Gemmi.
L'articolo che segue (non completo) è ripreso da Forbes dove la visita della giornalista alla pasticceria di Gemmi si traduce in un bel reconto del nostro dolce sarzanese che Fiammetta Gemmi ha continuato a proporre con grande successo anche all'estero:

The Under-The-Radar Italian Dessert You Need To Try (Il dolce italiano poco conosciuto che dovete assolutamente provare) By Catherine Sabino from Forbes

Un luogo particolarmente vivace è la Pasticceria Gemmi, nel centro storico di Sarzana, un punto di riferimento imperdibile, almeno per i viaggiatori amanti della gastronomia, tanto quanto la Fortezza Firmafede, una cittadella costruita nel XIII secolo e successivamente attaccata nientemeno che da Lorenzo de' Medici. Oltre alla sua storia – alcune parti dell'edificio della pasticceria risalgono al Medioevo – e al suo essere uno dei luoghi d'incontro e centri culturali più amati di Sarzana, Gemmi è rinomata per una sua specialità, la spungata, un dolce che, come molti altri prodotti in Italia, vanta una storia antichissima.

"Antiche e misteriose" è l'aggettivo che descrive la storia della spungata nella brochure di Gemmi, e quando Fiammetta Gemmi, proprietaria della pasticceria e de Il Loggiato, ristorante e spazio eventi, ne racconta la storia, mi aspettavo quasi di sentire racconti di audacia e intrighi legati alla sua creazione. Ma il fascino della spongata deriva in gran parte dalle sue antiche origini. Gemmi racconta che una versione di questo dolce esiste fin dai tempi dei Romani, quando, secondo la tradizione, veniva offerto in dono durante le festività di fine anno. Il termine spongata deriva dal latino "spongia", ovvero spugna, spiega, ma suo padre, Silvano, che acquistò la pasticceria quasi 90 anni fa (fondata da una famiglia svizzera nel 1854), preferiva chiamare il dolce con il suo nome in dialetto sarzano: "spungata".
Nel Medioevo, la spongata ricomparve. La leggenda narra anche che i pellegrini che percorrevano la Via Francigena, un itinerario che collegava Canterbury a Roma e alla Puglia, quando era ancora possibile imbarcarsi per la Terra Santa, passassero per Sarzana e, poiché il dolce si conservava bene, veniva utilizzato come sostentamento per i viaggiatori impegnati nel lungo pellegrinaggio religioso. Altre ricostruzioni della storia della spongata attribuiscono la sua introduzione nella pen*sola italiana in un periodo successivo, nel XVI secolo, ad opera di rifugiati ebrei provenienti dalla Spagna.

Sebbene la spongata si possa trovare anche in altre regioni, come l'Emilia-Romagna e alcune città della Toscana settentrionale, è particolarmente associata a Sarzana. Ciò è dovuto in gran parte a Silvano Gemmi, che ne intuì il potenziale non solo come dolce natalizio, ma come qualcosa da servire tutto l'anno, come il panforte senese. La ricetta utilizzata oggi è quella ereditata da Fiammetta dal padre, risalente alla fondazione della pasticceria a metà del XIX secolo.
Mentre la spongata è rotonda e bassa come il panforte, questa è una torta più soffice, preparata con una pasta frolla e un ripieno di composta di frutta a base di mele e pere locali, pinoli di Pisa tostati, mandorle, arance candite e cannella, "che le conferisce il suo profumo particolare e la sua lunga conservabilità", afferma Gemmi. Quando l'ho assaggiata, i sapori mi hanno ricordato più lo strudel o i rugelach che il panforte; inutile dire che è deliziosa e sparisce dal piatto troppo in fretta. È possibile ordinare la spungata da asporto (Gemmi effettua spedizioni anche negli Stati Uniti), ma per un primo assaggio è difficile trovare di meglio che gustarla seduti a un tavolo nel salone al piano terra della pasticceria, uno spazio suggestivo con soffitti a volta e affrescati.(By Catherine Sabino da Forbes, 2022)

QUI l'articolo originale completo: https://www.forbes.com/sites/catherinesabino/2022/09/26/the-under-the-radar-italian-dessert-you-need-to-try/

06/09/2026

Prima della lezione su San Francesco in piazza Matteotti per il professore shopping dai librai in piazza Calandrini.

L'ANCIENNE SARZANA PRIMI DEL '900 VIALE MAZZINI PORTA NUOVA (POI ROMANA)Per rispondere al commento del Loggiato Gemmi su...
05/09/2026

L'ANCIENNE SARZANA
PRIMI DEL '900 VIALE MAZZINI PORTA NUOVA (POI ROMANA)
Per rispondere al commento del Loggiato Gemmi sulla zona di Porta Romana del post precedente, mi pare interessante ripartire dalle immagini più vecchie che abbiamo. In un'altro post prenderemo in esame la parte del Viale Mazzini come lo conosciamo oggi.

Nella denominazione stradale VIA MAZZINI divenne tale cambiando il nome precedente VIA GRANDE nel 1971 (ricordo mia madre che che usava sempre questo ultimo nome per definire Via Mazzini). Dopo la porta, però, già inizia Viale Mazzini sebbene tutti consideriamo tale il viale alberato. La zona di Porta Romana è dunque definita dai giardini e dalla prima parte del viale, modificando le proprie caratteristiche iniziali che vedremo oggi in queste foto.
Se le datazioni sono giuste ( e non sempre è così) la prima immagine del 1901 mostra subito, sulla sinistra un grosso muro.
La seconda, del 1904 allarga la visione è mostra veramente un panorama alieno. In fondo alla prospettiva la porta (notate, come nella prima immagine, la denominazione Nuova e il Viale qui viene chiamato Viale Porta Nuova) e in primo piano varie figure in posa con panchine sulla sinistra. La presenza dell'alto muro fa pensare a qualcosa di delimitato (campi o giardini privati). Sulla destra non si capisce bene cosa ci sia.
La terza immagine, del 1909, è il più vecchio "primo piano" della porta. Stesse piante delle altre con relativa ombra sul muro. Poca differenza con i tempi più recenti, come vedremo.
La quarta immagine del 1913 è chiarissima nell'evidenziarci una sorta di viale racchiuso tra alte mura. La figura dell'uomo con la berretta rappresenta molto bene un tempo "vuoto" dove mancano tutti i segni di una modernità futura mentre si respira un'aria povera da piccola cittadina dignitosa.
La quinta immagine, non datata, esibisce un muretto al posto del muro, le cose sono cambiate, ma non troppo però la frequentazione pare più viva e il senso di claustrofobia è scomparso. I giardini regolari arriveranno successivamente come mostrano le due ultime foto più recenti.E' dunque evidente questa sorta di semplificazione in atto che solo le future auto comprometteranno.

Indirizzo

Vicolo Bonicella 4
Sarzana
19038

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