Il fiore di Aria" Associazione Culturale - Biblioteca di Scambio"

Il fiore di Aria" Associazione Culturale - Biblioteca di Scambio" “Il Fiore di Aria”, un’associazione culturale e una biblioteca di scambio, nasce dall'idea di Barbara Forte, giovane professionista di Saracena (CS).

Il taglio del nastro è avvenuto il 6 maggio 2017 alle 17,30 presso la sede dell’Associazione, situata nella centralissima Piazza XX Settembre 21. Poi tutti al Salone del Consiglio Comunale nel Palazzo Municipale, dove è stato presentato il progetto alla presenza di importanti ospiti.
«L’Associazione – ha spiegato la presidente Forte – ha lo scopo di contribuire a rianimare culturalmente la comunit

à, promuovendo iniziative di confronto culturale, di ricreazione e tempo libero, ma anche azioni educative e di formazione in svariati settori della vita sociale e culturale. Siamo un’associazione tutta al femminile, che non è un aspetto secondario.»
«Insomma, ci siamo dati degli obiettivi culturali e sociali ambiziosi, vogliamo contribuire a rendere la vita di una piccola comunità come la nostra più solidale, creare le condizioni per la realizzazione e l’appagamento del bisogno di socialità e scambio di saperi ed esperienze. Quella della libreria di scambio, poi, è un’esperienza già testata in alcune importanti città italiane, come Bologna e Trieste. Speriamo che anche a Saracena possa trovare apprezzamento ed essere visitata, vissuta, utilizzata».
«Ci auguriamo – ha concluso – che l’evento sia il più partecipato possibile, che nuovi apporti giungano al nostro progetto. Quando nasce un luogo di confronto e di cultura è sempre un evento per tutta la comunità, un segnale di crescita e di civiltà».

24/04/2026

Leggiamo insieme
_Buonanotte Greta_ 🌙
Martedì di coccole e lettura:
portate i vostri orsacchiotti
e un gran sorriso 🧸

Siete tutti invitati bimbi!

Un pomeriggio di lettura insieme! 📚🔖
12/03/2026

Un pomeriggio di lettura insieme! 📚🔖

12/11/2025
08/11/2025

Nel 1933, una giovane donna salì su una bicicletta per un semplice colloquio di lavoro.
Non lo sapeva, ma quel tragitto avrebbe finito per salvare la voce di Anne Frank — e cambiare per sempre la sua vita.

Si chiamava Miep Gies, anche se all’anagrafe era Hermine Santrouschitz, nata a Vienna nel 1909.
Era cresciuta nella fame dell’Austria del primo dopoguerra, in un Paese piegato dalla miseria.
A undici anni, debole e malnutrita, fu accolta nei Paesi Bassi da una famiglia olandese nell’ambito di un programma umanitario per bambini bisognosi.
Doveva restare qualche mese.
Rimase per sempre.

Divenne olandese, imparò la lingua, studiò, lavorò.
Un giorno rispose a un annuncio per un impiego in una piccola azienda di Amsterdam: la Opekta, che produceva estratti di frutta.
Il direttore era un uomo cortese, di origini tedesche, fuggito dal nazismo: Otto Frank.

Miep fu assunta.
All’inizio era solo un lavoro. Scriveva lettere, compilava documenti, rispondeva al telefono.
Conobbe presto la moglie di Otto, Edith, e le figlie, Margot e Anne.
La piccola Anne aveva un’energia contagiosa, parlava senza sosta e scriveva già come chi sente che le parole sono una casa.

Poi venne la guerra.
L’Olanda cadde sotto occupazione tedesca.
Le leggi razziali arrivarono anche lì: le famiglie ebree furono isolate, marchiate, minacciate.
Quando Margot ricevette una “convocazione per il lavoro” in Germania — e tutti sapevano cosa significava davvero — Otto Frank capì che era il momento di scomparire.

Aveva già preparato un rifugio: un “alloggio segreto” nascosto sopra i suoi uffici.
Ma aveva bisogno di aiuto.
Guardò Miep negli occhi e le chiese:

“Ci aiuterai?”

Lei non esitò.
Non chiese spiegazioni. Non fece calcoli.
Rispose solo:

“Sì.”

Da quel giorno, per più di due anni, Miep Gies visse in equilibrio tra due mondi:
di giorno la città occupata, le pattuglie tedesche, le razzie, la paura.
Di notte, la soffitta silenziosa dove otto persone sopravvivevano in attesa di un futuro incerto.

Ogni giorno pedalava per chilometri, rischiando la vita per comprare cibo in negozi diversi, per non destare sospetti.
Portava libri, notizie, sorrisi.
Raccontava ciò che accadeva fuori.
Era il loro unico contatto con il mondo.
Otto, Edith, Margot, Anne, i coniugi van Pels, il figlio Peter e il dentista Fritz Pfeffer.
Otto persone vive grazie a una sola donna.

Il 4 agosto 1944 la Gestapo arrivò.
Qualcuno aveva tradito.
Arrestarono tutti.
Miep non era lì in quel momento, e per un caso evitò l’arresto.
Quando tornò, trovò l’alloggio distrutto, documenti sparsi ovunque.
Tra quei fogli, c’erano i quaderni di Anne.

Li raccolse. Tutti.
Li nascose in un cassetto.
E aspettò.

Anne non tornò mai.
Morì a Bergen-Belsen, a soli quindici anni, insieme alla madre e alla sorella.
Solo Otto sopravvisse.
Quando tornò, Miep gli consegnò il diario.

“Ecco l’eredità di Anne,” gli disse.

Quelle pagine cambiarono la memoria del mondo.
La voce di una ragazza rinchiusa in una soffitta divenne la voce di milioni.

Miep Gies visse fino a cento anni.
Non volle mai essere chiamata eroina.
Diceva:

“Ho fatto solo ciò che era giusto.”

Ma la verità è che quasi nessuno lo fece.
La maggior parte guardò altrove.
Lei no.
Lei restò.

E perché lei restò, oggi conosciamo le parole di Anne Frank.
Perché qualcuno, in mezzo alla paura, scelse il coraggio.
E grazie a quel gesto silenzioso, l’umanità ha una voce in più — quella di una ragazzina che scriveva per resistere al buio.

Viaggio nella Storia

28/10/2025

Cari lettori,
ci siamo accorti di un errore.

Nel nuovo libro di Mauro Corona, “I sentieri degli aghi di pino”, uscito martedì scorso, mancano tre pagine tra il capitolo 8 e il capitolo 9.

Sono pagine che sono saltate durante la composizione del file a partire dai quaderni di Mauro.

Si tratta di un errore umano. Un errore di cui siamo gli unici responsabili.

Per questo ci scusiamo con Mauro Corona e con tutti voi lettori.
Stiamo lavorando per risolvere la situazione tempestivamente.
Vi terremo aggiornati qui sui social e sul nostro sito per comunicare le modalità di recupero della copia corretta.

27/10/2025

"Cerco disperatamente mio figlio, Marco, che vive a Hannover, ma è scomparso in circostanze poco chiare dal 4 settembre. Abbiamo fatto regolare denuncia di scomparsa, ma finora nessuna traccia. Se qualcuno lo vede e lo riconosce, per favore, lo segnali subito alla polizia di Hannover. Grazie in anticipo per il vostro aiuto".

Condivido con voi il disperato appello della mamma di Marco Schifone, 32 anni. Ogni dettaglio può essere prezioso. 🙏🏻🙏🏻🙏🏻

26/10/2025

E intanto un altro bambino, Alfredo di 11 anni, che vive a Livorno, ha attivato una finestra piena di amore. Grazie piccolo omino Jacopo felicissimo e noi di più ❤️🌈

21/09/2025

CHE COS'È
UN BAMBINO? 👶🏻🖋️📚

"Un bambino è una persona piccola,con piccole mani, piccoli piedi e piccole orecchie, ma non per questo con idee piccole" .

📌"Che cos'è un bambino?": la domanda sembra semplice, ma evidentemente non lo è, dunque può essere utile un rapido ripasso. Magari con il bell'albo illustrato di edito da Topipittori: un libro divertente, commovente, sorprendente, poetico.






21/09/2025

Definisci Bambino:
Probabilmente fratello e sorella, in lacrime lui regge lei sulle spalle. Sono sporchi, stremati, probabilmente affamati. A piedi nudi avanzano a fatica, stanno provando a scappare dall’inferno di Gaza. Il loro video è diventato il simbolo di questo genocidio. Anche se non c’è un giorno in cui non appaia sui social una fotografia che ci mostri l’orrore. Sono migliaia i bambini caduti nella trappola dell’uomo, bambini martoriati a cui hanno strappato la luce, il sorriso e la speranza. E mentre i nostri bambini giocano e ignorano il male che questo mondo avvolge, i bambini di Gaza urlano terrore.
Quando penso ad un bambino io penso alla gioia, alla purezza, al suono di un sorriso fragoroso. Beh a Gaza stanno cancellando la parola bambino, perché questi figli, “bambini” non lo sono mai stati.
Basta per favore !
Antonio Federico per

10/09/2025

Ci hai insegnato a ridere con intelligenza e a sognare con le parole.
Oggi salutiamo Stefano Benni, maestro di ironia e poesia, che ha saputo regalarci mondi in cui riconoscerci e perderci.
Molti di noi sono diventati lettori con te.
Grazie, Stefano ❤️


Indirizzo

Via Roma, 9
Saracena
87010

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