Presidio Libera della Valle di Suessola

Presidio Libera della Valle di Suessola Libera. Associazioni, Nomi e numeri contro le mafie. Presidio Valle di Suessola Nel 2008 è stata inserita dall'Eurispes tra le eccellenze italiane.

Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" è nata il 25 marzo 1995 con l'intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia. Attualmente Libera è un coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legal

ità. La legge sull'uso sociale dei beni confiscati alle mafie, l'educazione alla legalità democratica, l'impegno contro la corruzione, i campi di formazione antimafia, i progetti sul lavoro e lo sviluppo, le attività antiusura, sono alcuni dei concreti impegni di Libera. Libera è riconosciuta come associazione di promozione sociale dal Ministero della Solidarietà Sociale. Nel 2012 è stata inserita dalla rivista The Global Journal nella classifica delle cento migliori Ong del mondo: è l'unica organizzazione italiana di "community empowerment" che figuri in questa lista, la prima dedicata all'universo del no-profit.

24/07/2025

La notizia che abbiamo letto su alcuni post e verificata dai manifesti del comitato festa Sant’Alfonso Maria de’ Liguori di Smav ci preoccupa sia come cittadini del territorio che come iscritti ad un’associazione come Libera che fa del contrasto alle criminalità organizzate il suo obiettivo. Abbiamo sempre pensato che il rilancio socio-culturale del territorio non può prescindere dalle scelte che si fanno anche quando si organizzano manifestazioni che coinvolgono l’intera comunità. Per questo, leggere la notizia in cui si preannuncia la presenza di un neomelodico, conosciuto ai più per una intervista rilasciata e trasmessa dalla TV nazionale, ci crea un notevole sgomento, più in particolare ci richiama ad una riflessione seria e responsabile sul tema della legalità. Noi crediamo fortemente che anche le manifestazioni di piazza dovrebbero essere occasioni per creare comunità consapevoli e responsabili, dovrebbero essere utili a qualificare e a determinare la formazione di una cittadinanza attiva, attraverso la diffusione di valori come la non violenza, l’onestà, la convivenza civile, la giustizia. Più volte, già negli anni addietro abbiamo manifestato le nostre perplessità rispetto a scelte fatte per serate di piazza che non abbiamo mai compreso e che col tempo hanno poi visto le nostre ragioni emergere con forza. In diverse occasioni, anche se siamo rimasti inascoltati, abbiamo espresso la nostra posizione contraria ad un modello di socialità collettiva non in grado di interpretare in modo adeguato lo spirito di una cultura della legalità. Purtroppo questa continua destrutturazione dei valori sociali e civili, in nome del semplice divertimento di massa, va ad incidere profondamente sul pensiero e sulle azioni quotidiane soprattutto di quelle fasce più fragili che vivono ai margini, in quel cono d’ombra dove la retorica dell’eroe maledetto, a partire dal linguaggio e dalla mimica, diventa una sublimazione fino ad essere un vero feticcio da imitare. Non possiamo far finta di non saper della relazione che esiste tra la maggioranza dei neomelodici e la criminalità organizzata che usa spesso i testi di questi cantanti per veicolare messaggi illeciti e degenerativi dove la cultura camorrista della prevaricazione violenta diventa stile di vita. Tutto ciò è stato dimostrato a livello giudiziario ed è stato argomento di una relazione redatta dalla commissione parlamentare antimafia. Per questo, anche stavolta denunciamo pubblicamente il nostro dissenso per questa scelta ed invitiamo il comitato a riveder il programma e a leggere attentamente quanto segue.
In un Interno di un appartamento. Il neomelodico Anthony viene intervistato da un giornalista di La 7 che insiste e sollecita una presa di posizione rispetto a fenomeni di devianza come la camorra, lui risponde con pacatezza: «Che cos’è la camorra? È un’organizzazione… una scelta di vita ... magari... voi avete scelto la vita di giornalista, io ho scelto la vita per la musica e loro hanno fatto una scelta di vita che va rispettata». E continua dicendo “Non posso schierarmi con le posizioni di chi si definisce un cantante anticamorra, perché io sono andato a lavorare per una persona che c’ha precedenti e mi dà il pane per far mangiare i miei figli. Magari non posso condividere, ma non mi permetto di giudicare”.
Noi invece ci permettiamo di giudicare!
Il Presidio Libera della Valle di Suessola

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Santa Maria A Vico

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