18/06/2026
Ci sono luoghi che sembrano progettati per vivere la spiritualità. Uno di questi è il Monastero di Cellole, custode di pace a pochi passi da San Gimignano, dove nei giorni scorsi abbiamo vissuto un'esperienza che va ben oltre il semplice racconto di un evento. È stato un viaggio nel tempo, nella bellezza e nella condivisione profonda
Arrivare a Cellole significa lasciare che il rumore del mondo sfumi sullo sfondo. Ad accoglierci abbiamo trovato uomini e donne monaci professi provenienti dal Monastero di Bose e una pieve antica, interamente in pietra, che stringe in un abbraccio una splendida chiesa duecentesca. Tra quelle mura del 1200 il tempo sembra aver fermato il suo passo frenetico, restituendo a ogni respiro il valore della lentezza e della riflessione. I monaci ci hanno aperto le porte con una gentilezza rara, antica e luminosa come la loro dimora. Il priore fratello Emiliano ci ha mostrato l'orto, coltivato con amore e pazienza, e regalato lo spettacolo di una vista panoramica straordinaria, dove il profilo di San Gimignano disegnava l'orizzonte come in un dipinto rinascimentale.
Il momento più intimo della nostra visita è stato il pranzo comunitario, a cui i monaci, insieme a Enzo Bianchi, ci hanno invitato con fraterna generosità. Attorno alla tavola abbiamo assaporato i frutti genuini del loro orto e i piatti di una cucina antica, custode di una sapienza senza tempo. È stato molto più di un pasto: è stata un'occasione preziosa per dialogare e confrontarci da vicino sulla vita e sulle attività monastiche, unendo i pensieri nello stesso spirito di accoglienza.
In questa cornice di straordinaria suggestione, l'evento Educare i cuore ha preso vita, registrando una partecipazione straordinaria.
I momenti centrali, guidati dalle parole e dalle riflessioni di Enzo Bianchi e Massimo Stordi, sono stati il vero cuore pulsante della giornata.
I loro interventi hanno saputo toccare le corde più intime dei presenti, trasformando l'incontro in un dialogo poetico e profondo sulla vita, sulla spiritualità e sul senso dello stare insieme. È stato un momento di rara intensità, una di quelle parentesi di bellezza che si imprimono nella memoria e continuano a risuonare dentro anche a distanza di tempo.
Un momento d'intensità è stato guidato dalla monaca Ciampa Tashi. Insieme a lei abbiamo vissuto l'esperienza di una lettura meditata sui quattro incommensurabili — amore, compassione, gioia ed equanimità — il cui testo è stato letto e commentato dalla sua voce È stato un dialogo aperto, profondo e partecipato, vissuto intensamente a beneficio di tutti i presenti, che ha toccato corde universali dell'animo umano.
Ce ne siamo andati da Cellole con gli occhi pieni di quella vista meravigliosa e il cuore colmo di gratitudine, custodi di un ricordo bellissimo che continuerà a ispirarci.