18/08/2025
Eroso, consumato dall’innalzamento delle temperature per il gas serra, dal caldo anomalo che accelera la fusione e trasforma la lingua di ghiaccio in un paesaggio di pietra e sassi, con un rivolo d’acqua a testimoniare l’agonia. Non è l’unico, lo scioglimento dei ghiacciai è un fenomeno che rischia di rivelarsi irreversibile, senza una politica di contenimento delle emissioni. Ma, per la prima volta, dopo 130 anni, non sarà più nemmeno possibile misurare con i metodi tradizionali l’arretramento del Ventina, in Valmalenco, sul versante nord est del Monte Disgrazia. Il fronte, che si estende da 2.400 a 3.500 metri di quota, si è ritirato così tanto da non essere più raggiungibile in sicurezza e i punti fissati negli anni passati, riferimento per l’utilizzo della bindella metrica, sono stati sepolti dai detriti. Scomparsi, inghiottiti, inutilizzabili. La fine di un’epoca. «Dopo più di un secolo si esaurisce la serie storica di misure frontali tradizionali più longeva della Lombardia», spiega Andrea Toffaletti, vicepresidente del Servizio Glaciologico Lombardo, associazione di volontari che da quasi trent’anni monitora la salute dei giganti bianchi, ora sempre più ingrigiti.
Era il 15 agosto 1895 quando Luigi Marson, pioniere della glaciologia, effettuò i primi rilevamenti proprio sul Ventina, proseguiti senza sosta ininterrottamente fino alla scorsa estate. Adesso lo stop forzato. «È sempre stata utilizzata una tecnica semplice ma efficace — prosegue Toffaletti —. Con la bindella metrica si misura la distanza tra il limite inferiore del ghiacciaio e caposaldi fissi esterni, individuati di norma su massi di grandi dimensioni. Visite annuali con raccolta di immagini sono state portate avanti per 130 anni da operatori prima del Comitato Glaciologico Italiano e poi da noi. Ma quanto è successo ci costringe ad adottare nuove metodologie». Negli ultimi dieci anni il fronte è arretrato di 431 metri, la lunghezza di quattro campi da calcio, 191 i metri persi solo dal 2021. 👉 Al link in bio l'articolo completo di Francesca Sala sul Corriere