03/12/2025
Oggi, nella Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, non celebriamo la fragilità. Celebriamo la forza.
La forza che nasce dalle cicatrici, dalle cadute.
Quella forza che ogni persona con disabilità porta dentro di sé, spesso in silenzio, spesso senza riconoscersela. La forza di un corpo che ha lottato e che ha vinto.
Perché cambia il corpo, ma non cambia il valore, il talento, i sogni di quella persona.
E quindi quello che chiamiamo “fine” è spesso solo il punto in cui scopriamo chi siamo davvero.
Perché la disabilità non è una condanna. È un linguaggio nuovo. È un modo diverso di stare al mondo, di resistere, di rinascere.
Io quella rinascita l’ho trovata nello sport.
Nel canottaggio paralimpico, dove ogni colpo di remo è un “io continuo”. “Nonostante tutto, io sono ancora qui”.
E quindi c’è un tema centrale: lo sport deve essere realmente accessibile a tutti.
Non può dipendere dalle possibilità o dalle circostanze. Serve un paese in cui ogni bambino, ogni ragazzo, ogni persona con disabilità possa trovare uno spazio, un allenatore, un luogo dove mettersi in gioco.
Perché lo sport non è solo competizione: è cura, è libertà, è dignità.
E, soprattutto, nella consapevolezza che la disabilità non racconta ciò che manca, ma ciò che rimane. E ciò che rimane – se lo scegli ogni giorno – può diventare infinito.
Bisogna credere che, anche quando la vita toglie, qualcosa di grande può ancora iniziare.
Perché la disabilità non è un limite ma ti permette di vivere con più coscienza, con più coraggio, con più verità. La vera difficoltà non è vivere con una disabilità: è vivere in una società che non è ancora pronta a comprenderla.
E quindi che questa giornata sia una promessa:
che continueremo a costruire un mondo dove ogni persona con disabilità possa sognare, possa sbagliare, possa rialzarsi, possa vincere.
E dove nessuno debba sentirsi solo nella propria battaglia, nella propria diversità.
Perché la diversità è il luogo dove il mondo si espande, non dove si restringe. Un luogo senza barriere.
Perché essere persone con disabilità non significa valere meno. Significa aver imparato a dare più valore a tutto.