21/05/2026
Il Sentiero della Vitarella...
famoso come sentiero delle fate.
Vogliamo ribadire questo concetto per noi molto importante quando visitiamo un luogo, un paese...
La toponomastica non è altro che lo studio dei nomi dei luoghi (città, fiumi, montagne, vie). Detto in modo semplicissimo, è importante perché i nomi che diamo alle cose attorno a noi funzionano come una specie di "macchina del tempo" e di "bussola".
È la nostra memoria storica: I nomi dei luoghi raccontano chi è passato di lì prima di noi. Se una via si chiama "Via dei Calderai", sappiamo che lì un tempo si fabbricavano pentole. Se un paese si chiama "Calatafimi", la sua origine è araba ("Qal'at Fimi", il castello di Eufemio). Cancellare o cambiare questi nomi significa perdere un pezzo della nostra storia.
Il Sentiero della Vitarella (conosciuto localmente anche come il sentiero delle "Votarélle") a Gallo Matese è un esempio perfetto di come la toponomastica racconti la forma del territorio.
A dispetto del nome, che potrebbe far pensare a una piccola vite o a qualche pianta, il significato è puramente geometrico e geografico:
I tornanti e le curve: Il termine deriva dal dialetto locale "votarélle" (o "vutarella"), che significa letteralmente voltate, piccole svolte, curve a gomito.
La forma del sentiero: Il percorso che sale verso il valico delle Zeppetèlle e porta a Campo Figliolo affronta un dislivello notevole. Per superare la forte pendenza senza che la salita diventasse impossibile, i pastori e i contadini del passato non hanno tracciato una linea retta, ma una serie di frequenti tornanti e continui cambi di direzione.
FIE - Comitato Regionale Campania
FIE - Federazione Italiana Escursionismo