08/10/2026
Lettera Aperta
Da: Claudia Condorelli, Presidente dell’Associazione Farò Famiglia Oltre la Disabilità
A: Politici, Istituzioni, Artisti, Cantanti, Attori, Imprenditori e Figure Pubbliche
Oggetto: Oltre la visibilità dei soliti noti: esiste un mondo di disabilità che attende le stesse opportunità.
Spettabili Istituzioni, cari Cantanti, Attori, Imprenditori e Personalità del nostro Paese,
Vi scrivo mettendoci la faccia e la mia firma, come Presidente dell’Associazione Farò Famiglia Oltre la Disabilità, ma soprattutto a nome di tutte quelle realtà che ogni giorno lavorano nell'ombra, senza riflettori, al servizio delle famiglie e dei ragazzi con disabilità.
Desidero fare una premessa fondamentale: nutro profonda stima per le iniziative straordinarie che negli ultimi anni sono nate e cresciute in Italia. Penso ad esempio a PizzAut, I bambini delle Fate,una realtà magnifica che spero un giorno di poter conoscere di persona. È un motivo di orgoglio nazionale vedere il Presidente della Repubblica, i rappresentanti del Governo, gli artisti e le grandi aziende sostenere e frequentare queste strutture. Il lavoro svolto da queste realtà è encomiabile e ciò che dicono sui bisogni delle famiglie è verissimo.
C’è tuttavia un interrogativo profondo e doloroso che non posso più tacere, e che riguarda la disparità di attenzione, visibilità e risorse finanziarie nel mondo del terzo settore.
Accendiamo i media e vediamo sempre le stesse associazioni essere invitate alla Camera, ascoltate dal Governo, intervistate in televisione, sostenute da sponsor aziendali e affiancate da artisti e personaggi di spicco per la raccolta fondi. Molto spesso questo accade perché chi ha creato queste realtà vantava già una determinata rete di conoscenze, un background professionale o una visibilità personale tali da spalancare le porte giuste.
Ma cosa succede a tutte le altre associazioni? A chi si spacca la schiena quotidianamente senza avere alle spalle un "amico influente", una carriera nei settori chiave o contatti nel mondo dello spettacolo e della politica?
Ci sono centinaia di associazioni in Italia che presentano progetti concreti, trasparenti e innovativi. Inviamo PEC, facciamo richieste formali, cerchiamo di ampliare piccole realtà già esistenti per dare lavoro o supporto a chi ne ha bisogno, e spesso la risposta è il silenzio assoluto. Sembra quasi valere la solita regola: più sei visibile, più sei considerato credibile, e più fondi continui a ricevere.
C'è poi un altro punto fondamentale su cui è urgente fare una riflessione: l'autismo non è l'unica disabilità. Oggi sembra che i riflettori mediatici e le campagne di sensibilizzazione si concentrino quasi esclusivamente sull'autismo. Pur con tutto il rispetto e la dovuta attenzione per questa condizione, dobbiamo ricordarci che esistono tantissime altre sindromi, patologie e forme di disabilità che non possono e non devono essere trattate come categorie di serie B.
Siamo anche perfettamente realisti: sappiamo bene che non tutti i ragazzi, a causa della gravità della loro condizione, possono accedere al mondo del lavoro, nemmeno con il supporto di un tutor o di corsi dedicati. Ma per tutti coloro che possono farlo, tantissime associazioni stanno lottando con le unghie e con i denti per creare opportunità concrete di inserimento lavorativo e sociale.
Perché, allora, i fondi, le sponsorizzazioni e le vetrine istituzionali vanno sempre nella stessa direzione? Che fine fanno gli sforzi di tutti gli altri volontari, dei genitori e degli operatori che lavorano con la stessa dedizione e superlativa onestà, ma rimangono invisibili?
Un'ulteriore amarezza deriva dal fatto che spesso, quando proviamo a chiedere supporto o collaborazione proprio a quelle associazioni strutturate che hanno già raggiunto importanti traguardi e che potrebbero fare da traino, non riceviamo nemmeno una risposta. Prevale troppo spesso la logica del "ciò che è mio è mio", anziché un vero spirito di rete e di solidarietà.
Agli artisti che prestano il loro volto per i progetti di beneficenza, agli imprenditori che stanziano budget aziendali e ai politici che occupano le sedi istituzionali, rivolgo un appello accorato: allargate lo sguardo.
Date la possibilità a tutti di parlare. Venite a conoscere le altre realtà sul territorio. Non fermatevi a ciò che è famoso o mediaticamente rassicurante. Ci sono famiglie che attendono risposte, ragazzi con disabilità di vario tipo che meritano dignità e progetti che hanno solo bisogno di un’opportunità per crescere ed emergere.
Noi continuiamo a lavorare ogni giorno per le nostre famiglie. Ora chiediamo a voi l'onestà e il coraggio di dare voce e supporto a tutti, e non solo a chi è già riuscito ad arrivare in vetrina.
Con speranza e determinazione,
Claudia Condorelli
Presidente dell’Associazione Farò Famiglia Oltre la Disabilità
- Nutriamo l'inclusione
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e Andrea Antonello - I Bambini delle Fate
della Repubblica - Quirinale
dei deputati
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