01/09/2026
CI SONO STORIE CHE NON SI RACCONTANO.
SI VIVONO.
E POI SI FOTOGRAFANO.
Il Bannita Tittariello è una di quelle storie.
Sono passati 25 anni da quando questa manifestazione ha iniziato a scrivere, anno dopo anno, una pagina della storia di Sant’Arsenio.
E anche quest’anno ho avuto l’onore, ma soprattutto la felicità, di esserci.
Di stare lì, macchina fotografica in mano, ad osservare.
A cercare quell'istante che dura un secondo.
Uno sguardo. Un gesto. Un movimento. Un volto. Un’emozione.
Perché fotografare il Bannita Tittariello, per me, non è mai stato soltanto documentare un evento.
È entrare dentro la storia.
È cercare ciò che spesso sfugge agli occhi di chi guarda.
È fermare il tempo proprio mentre il tempo corre.
Chi mi conosce sa bene il mio modo di raccontare questa manifestazione.
Sa che cerco gli occhi prima ancora della scena.
Cerco l’emozione dietro un costume, la concentrazione prima di un ingresso, la fatica dietro un sorriso, la complicità tra le persone, la tensione di un gesto e quella frazione di secondo in cui tutto diventa perfetto.
Perché dietro ogni fotografia c’è una storia.
E dietro questa storia ci sono persone.
Persone che per mesi lavorano, preparano, costruiscono, provano.
Persone che, attraverso la propria passione, permettono a una comunità intera di ricordare da dove viene.
E allora voglio dire GRAZIE.
Grazie a Nico Piccolo, regista e scenografo, per la capacità, la professionalità e la passione con cui riesce ogni anno a dirigere, costruire e interpretare questo grande racconto.
Grazie a tutti i figuranti, perché senza di voi questa storia non potrebbe prendere vita.
Grazie agli amici Trombonieri e Sbandieratori del SS. Sacramento di Cava de’ Tirreni, per aver portato ancora una volta su queste strade il rumore, i colori e la maestosità della tradizione.
Grazie al nostro Bannita, Cono Cimino.
Alla nostra Baronessa, Tiziana De Giacomo.
Al nostro Barone, Luigi Biscotti.
Grazie per aver indossato quei panni, ma soprattutto per aver dato loro un'anima.
Grazie a tutto lo staff dell’area food, che con lavoro, sacrificio e organizzazione ha reso l’accoglienza semplicemente TOP.
E poi...
La Pro Loco di Sant’Arsenio.
Ultima soltanto in questo elenco.Ma forse la prima nel cuore di questa manifestazione.
Perché arrivare a 25 anni non è scontato. Dietro un evento che dura qualche ora ci sono settimane, mesi di lavoro. Ci sono difficoltà che il pubblico non vede. Ci sono problemi da risolvere, sacrifici da affrontare, persone da coordinare e momenti in cui sarebbe molto più semplice fermarsi.
E invece no.
Ancora una volta avete scelto di andare avanti.
Con onore.
Con dedizione.
Con amore per Sant’Arsenio.
E così, per il 25° anno, avete acceso nuovamente quelle luci. Avete fatto risuonare quei tamburi. Avete fatto sventolare quelle bandiere. Avete riportato in strada quei personaggi. E per qualche ora avete fatto una cosa straordinaria:
avete fermato il tempo.
Ed è proprio questo che cerco di fare anch’io con la mia fotografia.
Fermare il tempo.
Perché tra dieci, venti, trent’anni, qualcuno possa guardare queste immagini e riconoscere un volto.
Un padre. Una madre. Un amico. Un nonno. Un figlio.
E possa dire:
“Io quella sera c’ero.”
Questo, per me, è il vero significato di fotografare.
Non creare semplicemente immagini.
Creare memoria.
E il Bannita Tittariello, dopo 25 anni, continua a regalarci qualcosa che nessuna macchina fotografica potrà mai inventare:
emozioni vere.
Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questa 25ª edizione. Grazie a chi ha lavorato dietro le quinte. Grazie a chi è sceso in strada. Grazie a chi ha partecipato. Grazie a chi ha applaudito.E grazie a chi, semplicemente, c’era.
Io sono felice di aver avuto ancora una volta il privilegio di raccontarlo.
Con i miei occhi.
Con la mia macchina fotografica.
Con la mia maniera di vedere Sant’Arsenio.
Perché alcune storie meritano di essere raccontate.
Ma quelle più importanti...
meritano di essere ricordate.
📸 Gianluigi “Loco” Casella
Bannita Tittariello — XXV Edizione
Una storia che continua.