30/09/2025
Da leggere attentamente
(INTERVISTA A PADRE MARCO TASCA, ARCIVESCOVO DI GENOVA) - La Chiesa vive di segni, il cristianesimo è la celebrazione del simbolo: i simboli rimandano oltre, pungendo il presente. Se non li compie la Chiesa certi gesti - chiesa disposta al martirio per vocazione - chi li deve compiere?
Vi lascio uno stralcio di una bellissima intervista fatta ad un mio professore, di cui vado fiero di essere stato alunno.
Arcivescovo, il cardinale Matteo Zuppi è in campo come mediatore, per far sbarcare la Flotilla a Cipro: anche lei pensa che la missione dovrebbe accettare questo compromesso?
«Io mi sento diviso, è faticoso decidere cosa fare. E mi chiedo: qual è la cosa più utile per la gente a Gaza? Ma nel mio cuore io direi: andiamo avanti. Perché è importante dare un segno. In un momento così grave, in cui vediamo che stanno compiendo il male del mondo su gente inerme, su donne e bambini, la simbologia è importante. E noi dobbiamo dare dei segnali. La missione della Flotilla ha proprio il merito di aver reso evidente la follia di quello che sta accadendo a Gaza».
(…)
La piazza di Genova spazia dai portuali alla Chiesa, dalle organizzazioni umanitarie agli studenti: una mobilitazione dal basso che la politica non riesce a intercettare?«È così. Eppure sono valori così evidenti. Ma in questo nostro mondo o sei con me o sei contro di me, c’è una polarizzazione che è fuori dalla grazia di Dio. Organizzo la veglia? Mi criticano. Non la organizzo? Anche. Qualsiasi cosa fai, contestano. È assurdo: esasperare le differenze non aiuta niente e nessuno, serve solo alla gloria personale. Eppure è più semplice: mettere insieme è una fatica. Ma è una fatica che i politici dovrebbero fare».
Cosa può fare la Chiesa?
«Ha il dovere di esserci, di fermarsi a pregare: la nostra infatti è una veglia ecumenica, non solo per i cattolici. Seguo l’insegnamento degli ultimi due papi, e non solo loro. Pensando anche alle parole di san Massimiliano Kolbe, martire cristiano morto ad Auschwitz: il male distrugge, solo l’amore crea».
L’organizzazione umanitaria Music for Peace, che ha organizzato la raccolta di aiuti e sta lavorando per far arrivare 300 tonnellate di pacchi attraverso un corridoio di terra, ha denunciato la scioccante richiesta israeliana: togliere biscotti e miele “perché troppo energetici per donne e bambini”. Cosa ha pensato?
«Disgustoso. Disumano. L’invito è a essere più umani: sentire ancora la vita degli altri, averla a cuore. L’opinione pubblica, dal basso, ha iniziato a esprimere sempre di più la propria indignazione».
Perché c’è voluto tanto?
«Siamo assuefatti alla guerra, credo. E piano piano si parla anche con nonchalance di armi atomiche, di droni che sorvolano. Ci siamo assuefatti a un certo linguaggio, ai numeri dei morti. Ed è terribile. Si sta poi esasperando l’individualismo, che è una caratteristica del nostro tempo. Ma questa esasperazione porta a estreme conseguenze».
(da Repubblica, 28 settembre 2025)
Buona serata! Orgoglioso di essere stato alunno di padre Marco Tasca, altro “hombre vertical”