23/07/2025
COMUNICATO STAMPA SULLA QUALITÀ DELL’ARIA
Il 30 giugno si è svolto un incontro con i vertici (politici e tecnici) della regione in ambito ambientale e quelli di ARPA FVG, organizzato dai gruppi di centro-destra comunale (FdI, Cultura Civica e Amo San Vito) con moderatore il consigliere regionale di FdI Markus Maurmair. Dall’incontro sembra emergere un quadro molto rassicurante della qualità dell’aria in regione perché, a parte i 50 sforamenti delle PM10 registrati dalla centralina di Brugnera, gli alti valori dell’ozono d’estate e quelli del benzo(a)pirene d’inverno, correlato all’uso di biomassa legnosa per il riscaldamento sempre nell’area sudoccidentale, pare che in Friuli si respiri aria buona. Insomma, sembrerebbe che fossimo in un’isola felice. Tuttavia, questo quadro non ci pare per nulla convincente per tre sostanziali motivi.
La prima obiezione è che diverse aree industriali, tra cui quella di San Vito, che lo stesso consigliere Delle Fratte ha definito in quell’occasione la seconda più grande della regione, non sono dotate di una centralina fissa gestita da ARPA, a differenza di Brugnera, che una centralina ce l’ha. Ricordiamo che la centralina più vicina a San Vito si trova a ben 11 chilometri di distanza, a Morsano in zona rurale, come viene definita dalla stessa ARPA. Mancando la strumentazione di rilevamento come possiamo affermare che l’aria di San Vito sia pulita? E non possiamo certo accontentarci dei report del consorzio, che non ci dà dati raccolti e processati da ARPA, bensì dal consorzio stesso con strumentazioni diverse da quelle di ARPA, senza garanzia di terzietà.
La seconda obiezione è che con i nuovi limiti che entreranno in vigore tra 5 anni tutti i valori delle polveri ultrasottili delle stazioni della regione del report ARPA 2024 sarebbero fuori norma. Si tratta quindi di valori pericolosi per la salute della popolazione secondo la UE e l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).
La terza obiezione riguarda gli inquinanti che vengono monitorati dalla centralina di Morsano: solo le PM10 e l’ozono. Niente altro. Ricapitolando, abbiamo una centralina ARPA in zona rurale ben lontana da San Vito che misura pochissimi inquinanti, i cui dati 2024 saranno presto considerati fuori legge con la nuova normativa. A fronte di queste considerazioni è chiaro che i sanvitesi non possono sentirsi per nulla tranquilli. Ecco perché da anni è stata chiesta da più parti una centralina fissa ARPA ed ecco perché il Comitato ABC ha raccolto recentemente 2500 firme di cittadini per chiedere all’amministrazione di acquistarne una che controlli un ampio spettro di inquinanti, anche sulla base delle aziende presenti sul territorio e che sia gestita dall’ente regionale deputato al monitoraggio. Dal sindaco non abbiamo avuto una risposta, ma dai funzionari dell’ARPA una risposta ci è stata data il 30 giugno all’incontro: no, non serve! Ciò che avremo sarà la solita centralina mobile che stazionerà in paese (per 6 mesi? 1 anno?). Sappiamo che rilevamenti di questo genere sono del tutto inadeguati.
Questo atteggiamento delle istituzioni è inaccettabile soprattutto a fronte dello studio dei professori Renzi e Forastiere, che conta ben 74 morti premature all’anno nel Sanvitese dovute all’inquinamento dell’aria, relazione commissionata dal Comune e mai presentata alla popolazione. Se già ora questi sono i numeri, quali saranno con l’inceneritore Kronospan, che aumenterà di un terzo la quantità di polveri sottili ora prodotte da tutte le fonti inquinanti che insistono sul nostro paese?