18/07/2026
Che legame c'è tra il Cristo Velato di Napoli e una delle olive più pregiate della Puglia?
A prima vista sembrerebbe nessuno. Eppure c'è una storia che unisce il capolavoro custodito nella Ca****la Sansevero a una delle cultivar più apprezzate dell'Alta Daunia: la Peranzana. È una storia affascinante, ma anche controversa, perché su come quest'oliva sia arrivata in Puglia esistono versioni diverse.
Tutti concordano su un punto: la Peranzana non è originaria della Puglia. Il suo nome deriva da "Provenzale", perché la varietà proviene dalla Provenza francese. È su chi l'abbia introdotta che gli storici si dividono.
La tradizione più antica attribuisce il merito a Raimondo di Sangro, nato a Torremaggiore nel 1710. Scienziato, inventore, alchimista e mecenate, è il principe che rese celebre la Ca****la Sansevero e commissionò il celebre Cristo Velato. Secondo questa ricostruzione, durante i suoi viaggi in Francia avrebbe conosciuto gli olivi provenzali e avrebbe deciso di farli piantare nei suoi feudi tra Torremaggiore, San Severo e San Paolo di Civitate, dove si adattarono perfettamente al clima della Capitanata.
Negli ultimi anni, però, diversi studiosi hanno avanzato un'ipotesi diversa. A introdurre la Peranzana sarebbe stato un altro esponente della famiglia, Michele De Sangro, ultimo principe di San Severo. Dopo un lungo soggiorno in Francia nella seconda metà dell'Ottocento, avrebbe importato la cultivar dalla Provenza insieme a nuove tecniche di coltivazione, contribuendo alla modernizzazione dell'olivicoltura della Daunia.
Quale delle due versioni è quella giusta? Non esiste ancora una risposta definitiva. La tradizione continua a legare la Peranzana a Raimondo di Sangro, mentre una parte della ricerca storica propende oggi per Michele De Sangro. Ciò che non cambia è il risultato: un'oliva arrivata dalla Provenza che, nelle campagne dell'Alta Daunia, ha trovato la sua terra ideale, diventando una delle eccellenze più riconoscibili della Puglia e dando vita a un olio extravergine tra i più apprezzati d'Italia.