26/04/2026
25 APRILE CON IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA - L’intervento di saluto del Sindaco, Rosa Piermattei.
Illustre Signor Presidente della Repubblica,
autorità politiche, civili, militari e religiose,
illustre senatrice Maria Domenica Castellone, illustre Ministro Guido Crosetto.
è con un’emozione profonda e con l'orgoglio di un’intera Comunità che Le rivolgo, a nome della Città di San Severino Marche e mio personale, il più caloroso benvenuto.
La Sua presenza oggi, proprio nel giorno in cui l’Italia celebra la sua Liberazione, onora la nostra storia e infonde nuova forza ai valori su cui poggia la nostra Democrazia.
Signor Presidente, desidero anzitutto esprimerLe la gratitudine più sincera per il conferimento alla nostra Città della Medaglia d'Oro al Merito Civile.
Questo riconoscimento non è solo un fregio sul nostro gonfalone, ma è il sigillo solenne su un passato di sacrificio e altruismo.
Esso riconosce il valore di una popolazione che, nei mesi bui dell’occupazione, non si piegò, ma scelse la via della dignità, offrendo assistenza ai combattenti e protezione ai perseguitati, pagando un prezzo altissimo in termini di vite umane e sofferenze.
In questa giornata di Memoria, il nostro pensiero va a chi della Libertà è stato custode infaticabile.
Desidero ricordare davanti a Lei, con commozione, innanzitutto la figura di Bruno Taborro, scomparso il 26 aprile 2014.
Bruno non è stato solo il Presidente storico della sezione Anpi "Capitano Salvatore Valerio", ma un testimone vivente della nostra Resistenza.
Come Vice Comandante del Battaglione Mario, egli fu tra i protagonisti di quella lotta contro l'oppressione nazifascista che ebbe nelle nostre montagne, e in particolare sul Monte San Vicino, uno dei suoi teatri.
La sua vita è stata una lezione costante di democrazia e impegno civile per le giovani generazioni.
San Severino Marche, Signor Presidente, ha potuto contare su tanti Bruno.
Il nostro territorio, uno dei più vasti delle Marche, non è stato solo un teatro di guerra ma un laboratorio di solidarietà internazionale.
Il Battaglione Mario rappresentò un qualcosa di unico per l’Italia intera: un’unità multietnica dove italiani, prigionieri alleati fuggiti dai campi di concentramento ed ex prigionieri di diverse nazionalità, combatterono fianco a fianco. C’erano giovani, donne e sacerdoti.
Tra loro ricordiamo con onore il partigiano etiope Abbamagal, simbolo di una lotta che non conosceva confini di razza o nazione, ma solo il confine universale tra la giustizia e la tirannia. Questi uomini ci hanno insegnato che la Libertà è un bene universale e che la solidarietà è l'arma più potente contro ogni forma di odio. E questo, ogni 25 Aprile e ogni giorno, dobbiamo ricordarlo e fare in modo di tramandarlo.
La nostra terra, signor Presidente, ha saputo essere anche un rifugio sicuro.
Ricordiamo con orgoglio l’ospitalità che la nostra cittadinanza offrì alla famiglia di Mosè Di Segni, medico partigiano, e ai tanti perseguitati politici ed ebrei che trovarono tra le nostre colline protezione e silenzio complice.
Quell'accoglienza, allora rischiosa e clandestina, è oggi il pilastro della nostra identità di comunità aperta e solidale.
Signor Presidente, la Sua visita oggi restituisce centralità a questi valori. In un momento storico complesso, la Sua guida costante ci ricorda che la Costituzione, nata dalla Resistenza, è la nostra giusta direzione.
Grazie, Presidente, per tenere viva la fiamma della memoria.
Grazie Presidente per essere qui con noi in questa Città che rappresenta anche il popolo del terremoto e i marchigiani tutti, una popolazione resiliente che vuole rialzarsi ma che potrà farlo solo con l’aiuto della Nazione intera.
Viva San Severino Marche!
Viva la Libertà!
Viva la Repubblica!