01/05/2025
Una testimonianza importante in questo Primo Maggio.
Una vita nel sindacato
La mia vita lavorativa si è svolta nel segno del sindacato, mi sono iscritta alla CGIL appena assunta a tempo indeterminato, prima all'IDP di San Secondo dove sono stata delegata, poi in Barilla dove per 25 anni ho svolto attività sindacale come componente della RSU, prima delegata impiegata della storia della Barilla e con la FLAI, la categoria degli alimentaristi, ho vissuto anni intensi ed esperienze veramente importanti e incredibili.
Da delegata in Barilla ho partecipato attivamente a tanti gli scioperi, anche con i picchetti. Ricordo i contratti integrativi di gruppo, le nottate in trattativa all'Unione Parmense degli Industriali, le lotte per ottenere condizioni sempre migliori per tutti i lavoratori che mi avevano dato fiducia, le manifestazioni con viaggi in pullman verso Roma con partenza a mezzanotte e ritorno appena finita la manifestazione.
Tanti i congressi provinciali, regionali e nazionali, tanti i compagni conosciuti provenienti da tutta Italia. Poi nel 2014 l'esperienza in Senegal, dove, con funzionari e delegati, abbiamo portato esperienze ed insegnamenti al sindacato e ai lavoratori senegalesi.
Nel 2017 la settimana di Polistena in Calabria con l'iniziativa dal titolo: "Liberi dal caporalato", dove ho conosciuto persone indimenticabili e soprattutto ho visto la tendopoli di San Ferdinando: tutti quelli che sostengono che "vengono in Italia a rubarci il lavo" dovrebbero vedere le condizioni in cui vivono. Memorabili i premi Jerry Masslo in Campania e il sindacato di strada a Caserta e Castel Volturno.
Ancora adesso, il sindacato di categoria mi manca moltissimo, mancano le trattative, le iniziative, i presidi e la solidarietà con altri lavoratori in difficoltà. Dove c'erano presidi io sono sempre andata a dare il mio sostegno: Battistero, Froneri, Macello Sassi, la Castelfrigo di Castelnuovo Rangone. Credo che quando ci sono lavoratori in difficoltà, la solidarietà sia importantissima.
Il mio rimpianto più grosso, non avere nei miei ricordi più belli, la manifestazione del 23 marzo 2002 per salvare l'art. 18, il segretario della CGIL era Sergio Cofferati, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, è stata la manifestazione più partecipata della storia.
Con il sindacato dei pensionati cerco di essere presente a banchetti, raccolte firme e manifestazioni, ma vivere il sindacato da lavoratore è diverso. Anche se oggi i lavoratori sono cambiati, le aziende cercano sempre più di decidere unilateralmente e spesso ignorano le relazioni sindacali.
Sicuramente fare sindacato oggi è molto difficile, le condizioni dei lavoratori sono peggiorate e credo che non ci sia più la fiducia di una volta nel sindacato. I tempi sono cambiati, i nuovi lavoratori non credono che il sindacato possa aiutarli, pensano di riuscire ad ottenere individualmente condizioni di lavoro migliori.
Questo primo maggio è sicuramente importante perché precede il referendum dell'8 e 9 giugno, promosso dalla CGIL dopo una raccolta di 5 milioni di firme. I quesiti referendari sono 4 sul lavoro:
1) SI alla reintroduzione dell'art. 18 contro i licenziamenti ingiusti (difendiamo il diritto al reintegro)
2) SI allo stop ai contratti a termine (infiniti)
3) SI all'abolizione del lavoro a chiamata (non possiamo più permettere questa forma mascherata di sfruttamento)
4) SI alla responsabilità solidale negli appalti (chi lavora non può pagare per le colpe degli altri)
5) SI alla cittadinanza per chi vive, per chi nasce e lavora in Italia. Diamo diritti a chi è parte ogni giorno di questo paese, accorciamo i tempi non più 10 anni, ma 5 per ottenere la cittadinanza.
Credo non ci siano dubbi sull'importanza di andare a votare, il lavoro è un diritto costituzionale, deve essere sicuro perché di lavoro si deve vivere e non morire, deve essere dignitoso e quindi ben retribuito, deve essere stabile perché la precarietà è una perdita di liberta.
Andiamo tutti a votare l'8 e 9 giugno per noi, per i nostri figli e per i nostri nipoti.
Buon primo maggio.
Cristina Eva