03/07/2026
Dopo 19 anni, Aldo Lo Manto, pastore del Presidio Slow Food della pecora Brigasca, ha perso il suo pascolo estivo a Triora (Im), assegnato dal Comune a una allevatrice di vacche. 🐑
Grazie a una proroga potrà continuare ancora quest’estate. Ma cosa accadrà dopo?
⛰Le caratteristiche del terreno – si tratta di un pascolo particolarmente scosceso – lo rendono più adatto all’allevamento di ovicaprini che di bovini. Senza la pecora Brigasca, molti pascoli infatti sarebbero già stati abbandonati e resi impraticabili.
⚠Inoltre, la razza Brigasca è iscritta all’Anagrafe nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare del ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, in quanto “razza a rischio di estinzione o erosione genetica”.
Questo caso è emblematico peraltro delle difficoltà vissute da altri pastori delle aree interne liguri, e non solo. Nell’Anno Internazionale dei Pascoli e i Pastori, proclamato dalle Nazioni Unite e dalla FAO per valorizzare il ruolo cruciale della pastorizia per la biodiversità, la sicurezza alimentare e la lotta al cambiamento climatico, questa vicenda richiama le istituzioni a una maggiore attenzione nei confronti di chi con il proprio lavoro garantisce la conservazione in equilibrio delle aree interne, sempre più soggette allo spopolamento, all’avanzata del bosco e agli incendi, che la pastorizia contribuirebbe a contrastare.
✍Slow Food Italia ha scritto alle istituzioni perché trovino una soluzione per garantire un pascolo stabile ad Aldo Lo Manto.
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Serve supportare la pastorizia sull'Appennino ligure: la lettera alle istituzioni locali per la Pecora Brignasca, Presidio Slow Food.