13/04/2026
Cinquanta anni fa, forse l'Italia non era così tanto diversa da quella di oggi. Spesso, di fronte al caos e alle sfide attuali, si sente chi, soprattutto tra le persone più anziane, afferma che si stava meglio “prima”. C'è la tentazione di ricordare i bei momenti di un tempo passato, dimenticando le difficoltà di quei giorni.
Cinquantaquattro anni fa, Gemma Capra in Calabresi era una giovane madre di 25 anni, con due figli piccoli e un terzo in arrivo. Era sposata con Luigi Calabresi, un commissario di polizia che da tempo subiva una vergognosa campagna di ostracismo pubblico e ostilità, diventando un bersaglio, per la morte dell’anarchico Giuseppe Pinelli, che si trovava nell'ufficio di Calabresi in custodia per le indagini sulla Strage di Piazza Fontana: attentato terroristico, di matrice neofascista, uno dei tanti fatti di sangue del periodo denominato “Gli anni di piombo”; solo tra il 1969 e il 1974 si contano oltre 140 attentati, mentre il terrorismo ha causato complessivamente oltre 350-400 vittime in Italia.
Leggendo ciò che un certo ambiente intellettuale di sinistra diceva di Luigi Calabresi, si capisce che non sono stati solo i social media a rendere la nostra società peggiore; hanno semplicemente amplificato le atrocità che talvolta ci scambiamo.
La mattina del 17 maggio 1972 in cui Luigi Calabresi uscì di casa per andare al lavoro e salutò la moglie, senza sapere che non l'avrebbe più rivista, fu assassinato a colpi di pi***la, in un'azione del gruppo eversivo di estrema sinistra Lotta Continua.
Cosa è successo in questi cinquant'anni? Lo Stato ha svolto il suo compito: ha indagato, identificato i colpevoli e arrestato quattro membri di Lotta Continua, che sono stati processati, condannati e detenuti per il tempo necessario, con alcuni dei quali è stata concessa la grazia.
Si intende sottolineare queste parole: arrestati, processati, condannati, custoditi, graziati. Ma Gemma Calabresi ha compiuto un gesto ben più grande: ha perdonato.
Questo è il tema di questo incontro, organizzato in collaborazione con l’Azione Cattolica della Diocesi di Ventimiglia-Sanremo, intitolato “Giustizia e Perdono”.
La strada del perdono, che si estende per cinque decenni, è narrata nel libro di Gemma Calabresi Milite: “La crepa e la luce”.
Il 17 aprile, alle ore 19.00, presso la Parrocchia di Santa Maria degli Angeli a Sanremo, insieme a Gemma Calabresi, non solo ripercorreremo la sua storia, ma cercheremo di comprendere il significato del suo perdono, cosa lo alimenta e come ciascuno di noi, anche di fronte a ferite meno gravi delle sue, possa essere guidato in questo difficile cammino.