18/03/2026
Dicono che l’indipendenza della magistratura non verrà toccata.
Ma in questi anni abbiamo assistito a un continuo attacco pubblico alle decisioni dei giudici quando non allineate con l’azione di governo. E oggi la riforma interviene proprio sull’assetto costituzionale che garantisce quell’autonomia.
Dividere il CSM e introdurre il sorteggio dei membri togati non è un dettaglio tecnico: significa modificare gli equilibri che tutelano l’indipendenza della magistratura.
E questo riguarda tuttɜ.
Perché senza giudici autonomi non ci sono diritti esigibili. Non per chi lavora, non per chi fa attivismo, non per chi difende un diritto come cittadinɜ.
La sicurezza e la democrazia si rafforzano proteggendo l’indipendenza della magistratura, non indebolendola.
Per questo il 22 e 23 marzo l’Arci vota NO.