Progetti Antiviolenza in Basilicata - Differenza Donna ONG

Progetti Antiviolenza in Basilicata - Differenza Donna ONG Questa pagina è dedicata ai progetti che l'Associazione Differenza Donna gestisce in Basilicata

Si è concluso con   definitiva il processo contro Claudio Marini condannato a 8 anni e 9 mesi di reclusione.L' uomo, fin...
13/06/2026

Si è concluso con definitiva il processo contro Claudio Marini condannato a 8 anni e 9 mesi di reclusione.
L' uomo, fingendo di realizzare provini cinematografici, ha commesso molteplici violenze sessuali contro decine di giovani ragazze aspiranti attrici.
Si tratta di una molto importante che conferma ancora una volta il principio di diritto in base al quale, per l’accertamento del reato di violenza sessuale, rileva solo la condotta dell'accusato e il libero ed attuale della vittima.
Un caso gravissimo, che dimostra quanto sia necessario rafforzare e non indebolire la tutela del .
Con la proposta di legge avanzata dal Governo, che ha cancellato il testo approvato alla unanimità alla Camera, vicende come questa rischierebbero di non trovare lo stesso riconoscimento giudiziario.
Le segnalazioni arrivate all’Associazione Amleta hanno portato alla presa in carico da parte delle avvocate del nostro Ufficio legale Maria Teresa Manente e Marta Cigna.
Con un lavoro congiunto siamo arrivate a questo importante risultato e abbiamo sostenuto tutte le professioniste del settore che hanno subìto violenza sul luogo di lavoro, le quali hanno potuto contare sul nostro supporto integrato per ottenere giustizia.
LA NOSTRA BATTAGLIA NON SI FERMA: NON CI TIREREMO INDIETRO DI FRONTE A NESSUN TENTATIVO DI ARRETRAMENTO SUI DIRITTI DELLE .

10/06/2026

La violenza maschile contro le donne nasce da un sistema patriarcale che vuole controllare corpi, scelte e libertà.

"Il 2 giugno 1946 le donne italiane votarono per la prima volta nella storia, scegliendo tra Monarchia e   e per elegger...
02/06/2026

"Il 2 giugno 1946 le donne italiane votarono per la prima volta nella storia, scegliendo tra Monarchia e e per eleggere i membri dell’Assemblea Costituente. La loro voce iniziava a contare nella vita democratica del Paese, contribuendo concretamente alla costruzione e al futuro della Repubblica. Il Decreto Legislativo 2 febbraio 1945, n. 23, che estendeva il diritto di voto alle , rappresentò la conclusione di una lunga battaglia politica durata oltre mezzo secolo. Non si trattò di una concessione dall’alto, ma dell’inversione di una prassi sociale e politica secolare, che aveva segnato nella storia della civiltà occidentale la separatezza tra vita degli uomini, legata alle relazioni pubbliche e al potere decisionale, e vita delle donne, confinata alla sfera privata e alle attività di cura, in cui i fondamentali venivano ampiamente negati. Il decreto del 1945 riconosceva alle donne la cittadinanza attiva, cioè il diritto di , ma non ancora quello di essere elette. Solo successivamente, il Decreto Legislativo n. 74 del 10 marzo 1946, con le norme per l’elezione dei deputati all’Assemblea Costituente, dichiarava «eleggibili i cittadini e le cittadine italiane che, al giorno delle elezioni, avessero compiuto il 25° anno d’età». Da quella conquista nacque anche una prima presenza delle donne nelle istituzioni, sebbene ancora limitata. Solo 21 donne su 556 deputati parteciparono all’Assemblea Costituente. Tuttavia, il loro contributo fu fondamentale nella stesura della e nell’affermazione dei diritti. Oggi, 80 anni dopo, ribadiamo che la democrazia vive davvero quando tutte le voci possono partecipare e contare.
I contemporanei raccolgono questa eredità con uno sguardo , perché costruire società libere significa garantire diritti, voce e autodeterminazione a tutte le donne e alle soggettività marginalizzate."
Alessia D’Innocenzo,
Storica delle donne, Attivista e operatrice di Differenza Donna

Si è tenuto ieri, presso il comune di Tolve, l'incontro di presentazione del Progetto 𝑨𝒍𝑩𝒂  – 𝐀𝐦𝐛𝐢𝐭𝐨 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐨-𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞 ...
28/05/2026

Si è tenuto ieri, presso il comune di Tolve, l'incontro di presentazione del Progetto 𝑨𝒍𝑩𝒂 – 𝐀𝐦𝐛𝐢𝐭𝐨 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐨-𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐀𝐥𝐭𝐨 𝐁𝐚𝐬𝐞𝐧𝐭𝐨. È stato un importante momento di confronto, sensibilizzazione e prevenzione sul fenomeno della violenza maschile contro le donne.

Il Progetto AlBa è un progetto antiviolenza territoriale realizzato a livello locale nell’Ambito socio-territoriale Alto Basento e promosso da Differenza Donna APS in collaborazione con l’Ufficio di Piano, i Comuni dell’Ambito e la rete territoriale dei servizi pubblici e del terzo settore.

Ringraziamo il Sindaco di Tolve, Renato Martucci, l'Assessora Margherita Bochicchio, la Consigliera Regionale di Parità Ivana Pipponzi, la Consigliera Provinciale di Parità Simona Bonito, la Presidente della Commissione Regionale Pari Opportunità Vittoria Rotunno, la garante regionale delle vittime di reato Tiziana Silletti, il Vicepresidente Regionale Pasquale Pepe, la Coordinatrice d'Ambito socio territoriale Alto Basento Anna Ventura e la cittadinanza tutta per la preziosa partecipazione.

Insieme possiamo costruire reti che sostengono tutte e tutti e fanno la differenza!

📣PRESENTAZIONE PROGETTO AlBa!Domani vi aspettiamo alle ore 18:00, presso la Casa della Cultura e delle Associazioni, Via...
26/05/2026

📣PRESENTAZIONE PROGETTO AlBa!
Domani vi aspettiamo alle ore 18:00, presso la Casa della Cultura e delle Associazioni, Via De Gasperi 4, Comune di Tolve.

Il Progetto AlBa è un progetto antiviolenza territoriale realizzato a livello locale nell’Ambito socio-territoriale Alto Basento e promosso da Differenza Donna APS in collaborazione con l’Ufficio di Piano, i Comuni dell’Ambito e la rete territoriale dei servizi pubblici e del terzo settore.

Il progetto mira a sensibilizzare la comunità attraverso iniziative nelle scuole, eventi pubblici, iniziative culturali e formazione alla rete antiviolenza, oltre ad offrire supporto alle donne in uscita dalla violenza tramite uno sportello itinerante nei Comuni dell’Alto Basento aperto un giorno a settimana dalle 10:00 alle 15:00.

Vi aspettiamo!

La legge Legge 194 del 1978 non è soltanto una norma sull’interruzione volontaria di gravidanza. È il riconoscimento che...
22/05/2026

La legge Legge 194 del 1978 non è soltanto una norma sull’interruzione volontaria di gravidanza. È il riconoscimento che la maternità non può essere imposta, che la libertà delle passa attraverso l’autodeterminazione sui propri corpi, sulla , sul tempo della vita.
Ogni volta che la 194 viene ridotta a terreno ideologico, svuotata nei consultori, ostacolata dall’obiezione sistemica, trasformata in percorso colpevolizzante o resa inaccessibile territorialmente ed economicamente, non siamo di fronte a un semplice problema organizzativo. Siamo di fronte a una disuguaglianza democratica.
Difendere la 194 oggi significa difendere la sanità pubblica, i consultori, la laicità dello Stato, il diritto all’informazione e alla salute. Significa rifiutare le politiche familistiche che costruiscono la maternità come destino obbligato e le come strumenti delle crisi demografiche.
Le non sono incubatrici della nazione.
La libertà riproduttiva è libertà politica.
E i diritti non si commemorano: si praticano, si garantiscono, si finanziano.

📣 Hai tra i 14 e i 21 anni? Abbiamo bisogno di te e della tua voce! Quanto pesano ancora gli stereotipi nelle relazioni?...
21/05/2026

📣 Hai tra i 14 e i 21 anni? Abbiamo bisogno di te e della tua voce!

Quanto pesano ancora gli stereotipi nelle relazioni?
Quanto sono diffuse le pressioni sociali e le forme di controllo sui corpi, nella sessualità e nella libertà di scegliere chi e come vogliamo essere?
Quanto spazio hanno online contenuti sessisti, misogini, oppressivi, discriminatori?

Con il questionario anonimo “Gen Z / Giovani voci per relazioni libere”, Differenza Donna raccoglie esperienze, pensieri e punti di vista delle giovani generazioni per realizzare la terza edizione della ricerca su stereotipi di genere, discriminazioni, violenza maschile contro donne, ragazze e violenza di genere.

Non esistono risposte giuste o sbagliate: conta quello che pensi, quello che vivi, quello che osservi.

Il silenzio alimenta le discriminazioni.
La partecipazione può trasformare la realtà.

👉 Compila il questionario qui: https://forms.gle/aPwMU4Tk8iztZLtS8

Ci vogliono solo alcuni minuti, puoi interromperlo e riprenderlo, ed è completamente anonimo.

Non hai tra i 14 e i 21 anni?
Aiutaci a far arrivare questo questionario a chi può partecipare: condividi il post, tagga, inoltra, fai girare il link. Ogni voce conta. Ogni condivisione può fare la differenza.

"Il film 'Le città di pianura' è stato premiato e celebrato come un gioiello, in grado di raccontare con delicatezza e p...
09/05/2026

"Il film 'Le città di pianura' è stato premiato e celebrato come un gioiello, in grado di raccontare con delicatezza e poesia la crisi della maschilità contemporanea e il vuoto delle province italiane. Difficile però non notare come il film romanticizzi uomini irresponsabili e autodistruttivi trasformandoli in figure poetiche, quasi tenere nella loro deriva esistenziale.

Il film ci racconta di uomini persi, ma invece che metterne davvero in discussione il modello sembra spingere alla nostalgia. Io non ho nessuna nostalgia di questa maschilità e di questo alla deriva. Anzi, celebrerei tutta la gioia di un modello di mascolinità che tramonta, perché quel modello si è costruito storicamente sul potere, sull’esclusione e sulla rimozione sistematica dei desideri e delle soggettività altrui.

Le compaiono nel film quasi esclusivamente nel loro ruolo tradizionale: oggetto del desiderio, occasione di divertimento per il piacere maschile, presenza di cura quando l’uomo smarrito ha bisogno del bacio della buonanotte o di qualcuno che raccolga i pezzi della sua fragilità. Non hanno davvero uno sguardo, un conflitto, una voce autonoma. Esistono dentro il racconto maschile, mai fuori da esso.

E allora viene da chiedersi: cosa c’è di così universale in questa narrazione? Per chi è davvero commovente questo mondo? Perché per la maggior parte dei soggetti esclusi dal maschile dominante — , persone ***r, soggettività marginalizzate — questo universo appare soprattutto ripetitivo, autoreferenziale e profondamente noioso.

Più che raccontare una trasformazione, il film sembra contemplare con malinconia la fine di un privilegio. E forse il punto politico sta proprio qui: la crisi del viene narrata ancora una volta dal punto di vista di chi quel patriarcato lo abitava comodamente." Sabrina Frasca, Responsabile Area Progettazione di Differenza Donna

  | Festa delle lavoratrici e dei lavoratoriCHE RELAZIONE C’È TRA LAVORO  E LIBERTÀ DELLE DONNE?Avere un lavoro signific...
01/05/2026

| Festa delle lavoratrici e dei lavoratori

CHE RELAZIONE C’È TRA LAVORO E LIBERTÀ DELLE DONNE?
Avere un lavoro significa poter scegliere, costruire una vita libera e autodeterminata per sé e per i propri figli e figlie.
Non solo, l’autonomia economica rappresenta anche una leva fondamentale per contrastare la violenza maschile contro le donne.
Eppure, in Italia, l’occupazione femminile trova ancora molti ostacoli.
Troppo spesso noi donne restiamo fuori dal mercato dal lavoro o vi entriamo in condizioni precarie, con salari e pensioni più basse.
In Italia l’occupazione femminile è circa al 53% contro quella maschile che è al 71% (INPS 2025). La media europea dell’occupazione femminile è al 70,8% (Eurostat 2025). Il nostro Paese è tra gli ultimi in Europa per occupazione femminile.
Ciò dimostra che, nonostante le donne portino a termine i percorsi di studio prima e meglio degli uomini, il nostro Paese discrimina le donne tramite l’assenza di welfare, il gender pay gap, la maggiore precarietà per le donne e la condivisione del lavoro di cura.
LAVORO DIGNITOSO PER TUTTE E TUTTI!

25/04/2026

"La non è esclusivamente storia, è lezione per il presente. Il 25 aprile, giornata in cui si ricorda la dal nazifascismo, deve essere una guida per tutte e tutti noi. Oggi, di fronte a guerre, sovranismi, capitalismo finanziario e poteri misogini e autoritari, ritroviamo gli stessi meccanismi di esclusione e violenza, radicati nel patriarcato. La storia dei nasce dalla lotta antifascista, da quel moto di resistenza e ribellione contro quei regimi che hanno imposto silenzio, oppressione e marginalizzato donne e altre soggettività. Difendere la libertà significa difendere la democrazia, i diritti umani e la partecipazione di tutte e tutti. La libertà va protetta ogni giorno. La pace va difesa. La democrazia non è mai scontata: va costruita, praticata e tutelata costantemente. Resistere significa proteggere democrazia, diritti e pace. La Resistenza continua dentro e fuori di noi."
Alessia D’Innocenzo,
Storica delle donne, Attivista e operatrice di Differenza Donna

Indirizzo

San Paolo Albanese
85030

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 16:00
Martedì 10:00 - 16:00
Mercoledì 10:00 - 16:00
Giovedì 10:00 - 16:00
Venerdì 10:00 - 16:00

Telefono

+393762716699

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