Hurria

Hurria Associazione di Solidarietà con il Popolo Saharawi Hurria - OdV

Libera e autonoma associazione democratica di cittadini, enti locali, associazioni, organismi, istituzioni culturali, politiche, sociali sportive ed economiche. L’associazione si prefigge di:

promuovere iniziative di solidarietà, di aiuto umanitario, economico, sanitario, medico e di sostegno per il popolo Saharawi, in direzione della giustizia, della libertà e della pace, escludendo assolutamen

te ed in qualsiasi forma aiuti militari;
attivare iniziative di ospitalità in Italia di gruppi di cittadini saharawi, in particolare bambini, per reciproco incontro, cure mediche, corsi di formazione professionale, momenti di conoscenza della cultura e del folklore saharawi;
promuovere ogni iniziativa politica tesa a trovare una soluzione di pace nel Maghreb e a far valere il diritto all’autodeterminazione e all’indipendenza del popolo Saharawi;
promuovere la conoscenza della realtà culturale e sociale del popolo Saharawi;
collaborare con l’ “Associazione nazionale di Solidarietà e sostegno con il Popolo saharawi” e con le altre forme e organi di coordinamento regionale, provinciali e locali che operano nello stesso ambito;
collaborare con le istituzioni locali e con altre associazioni e gruppi di volontariato operanti nel campo della solidarietà, in sintonia con le finalità dell’associazione.

14/02/2026
13/02/2026
27/11/2025

🇪🇺 Sahara Occidentale: un segnale importante arriva dal European Parliament

Il 26 novembre il Parlamento Europeo è tornato a discutere dei prodotti provenienti dal Sahara Occidentale, territorio occupato dal Marocco e riconosciuto dalle Nazioni Unite come non autonomo.
La risoluzione che chiedeva maggiore trasparenza e correttezza nell’etichettatura – chiamando i prodotti con il loro vero luogo d’origine – non è stata approvata per un solo voto (359 favorevoli, ne servivano 360).

❗ Anche se il testo non è passato, il risultato è tutt’altro che negativo:
👉 rispetto al 2018 cresce in modo significativo il numero di parlamentari che riconoscono la necessità di distinguere i prodotti provenienti da un territorio sotto occupazione.
👉 la storica sentenza della Corte di Giustizia UE del 4 ottobre 2024 e le preoccupazioni di agricoltori e piccole imprese stanno cambiando il dibattito europeo.
👉 si indebolisce il consenso politico attorno agli accordi UE–Marocco che includono, illegalmente, il Sahara Occidentale.

Per una vera svolta servirà ora un lavoro più forte e coordinato: società civile, movimenti di solidarietà, organizzazioni saharawi e rappresentanze politiche devono continuare a informare, fare pressione, pretendere il rispetto del diritto internazionale e delle decisioni della Corte di Giustizia europea European Commission

🌍 La battaglia per l’autodeterminazione del popolo saharawi passa anche dal diritto dei cittadini europei a conoscere la verità su ciò che acquistano.

Città Visibili APS continuerà a fare la sua parte, insieme a chi crede nella giustizia e nella legalità internazionale.

Frente Polisario
Wesatimes Notizia
Popolo Saharawi
Popoli dimenticati : Saharawi

Rete Saharawi

20/10/2025

La Rete Saharawi ha partecipato alle audizioni dedicate alla questione del Sahara Occidentale presso la Quarta Commissione delle Nazioni Unite per la

17/10/2025

Il consigliere comunale di Fucecchio Lorenzo Favilli alle Nazioni Unite per la causa del popolo Saharawi: nel Palazzo di Vetro, durante i lavori della

13/10/2025

All’ONU, durante i lavori della Quarta Commissione, LA RETE SAHARAWI RIBADISCE IL DIRITTO DEL POPOLO SAHARAWI ALL'AUTODETERMINAZIONE secondo la Carta delle Nazioni Unite

NEW YORK, 10 ottobre 2025 Si sono concluse le audizioni dedicate alla questione del Sahara Occidentale presso la Quarta Commissione delle Nazioni Unite per la Politica Speciale e la Decolonizzazione, riunita nell’ambito dell’80ª Assemblea Generale.
Nel corso delle tre giornate di interventi – dal 7 al 10 ottobre – sono state ascoltate 196 petizioni provenienti da attivisti, organizzazioni della società civile e rappresentanti istituzionali di diversi Paesi.
Molte hanno ribadito con forza un principio fondamentale del diritto internazionale: IL POPOLO SAHARAWI HA IL DIRITTO INALIENABILE ALL'AUTODETERMINAZIONE E ALL'INDIPENDENZA, come sancito dagli Articoli 1 e 55 della Carta delle Nazioni Unite e dalle Risoluzioni dell’Assemblea Generale e del Consiglio di Sicurezza sul processo di decolonizzazione del Sahara Occidentale.
Tra i partecipanti, anche una delegazione italiana composta dall’onorevole Stefano Vaccari, Presidente dell’Intergruppo parlamentare Amici del Popolo Saharawi; Simone Bolognesi, Presidente dell’Associazione CittàVisibili APS di Campi Bisenzio, in rappresentanza della Rete Saharawi; e Lorenzo Favilli, Consigliere comunale di Fucecchio e socio dell’Associazione Hurria
Durante gli interventi, la delegazione ha riaffermato la posizione storica delle Nazioni Unite, secondo cui il Sahara Occidentale resta un Territorio non autonomo in attesa di decolonizzazione, e che il Fronte Polisario è riconosciuto quale unico legittimo rappresentante del popolo saharawi.
È stato ricordato che la risoluzione 1514 (XV) dell’Assemblea Generale – “Dichiarazione sull’indipendenza dei Paesi e dei Popoli coloniali” – stabilisce che ogni popolo ha il diritto imprescrittibile di determinare liberamente il proprio futuro.
Le audizioni hanno anche posto l’accento sulle violazioni economiche e umanitarie che continuano a interessare i Territori occupati. In particolare, è stato denunciato lo sfruttamento illegittimo delle risorse naturali da parte del Regno del Marocco – dai fosfati di Bou Craa alla pesca e all’agricoltura – e il loro utilizzo in accordi commerciali con l’Unione Europea, nonostante le sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (2016, 2018, 2021, 2024) abbiano dichiarato nullo qualsiasi accordo applicato al Sahara Occidentale senza il consenso del popolo saharawi.

Nel corso dei lavori, la solidarietà italiana è stata citata come esempio concreto di diplomazia umanitaria.
Oltre duecento enti locali italiani hanno infatti partecipato, nell’estate 2025, al programma dei Piccoli Ambasciatori di Pace Saharawi, accogliendo bambini e accompagnatori provenienti dai campi profughi di Tindouf.
Un gesto che la delegazione ha definito “una pratica di pace quotidiana che traduce in azione i principi della Carta delle Nazioni Unite”.
La rappresentanza italiana ha partecipato inoltre a una serie di incontri multilaterali con delegazioni provenienti da USA, Uk, Slovenia, Sud Africa, Italia, Algeria, Danimarcae e SG – Peacekeeping Mission al fine di rafforzare il fronte diplomatico internazionale in vista del rinnovo del mandato della MINURSO (Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale), previsto per la fine di ottobre.
“IL PRINCIPIO DI AUTODETERMINAZIONE NON È NEGOZIABILE" ha dichiarato la delegazione, “ed è alla base della legalità internazionale. Indebolire il mandato della MINURSO o piegarlo a logiche di convenienza politica sarebbe un errore storico e un atto contrario alla Carta delle Nazioni Unite.”
La Rete Saharawi ribadisce che nessuna stabilità duratura nell’Africa nord-occidentale sarà possibile senza il pieno riconoscimento del diritto del popolo saharawi a scegliere liberamente il proprio destino.

Reggio Emilia, 12 ottobre 2025

Nadia Conti
Presidente Rete Saharawi

10/10/2025

Il testo del mio intervento appena svolto alla 4 Commissione dell’ONU.

Nell’ottobre di quest’anno ricorrono due importanti anniversari: gli 80 anni dalla fondazione dell’ONU e i 50 anni dall’occupazione del Sahara Occidentale da parte del Marocco. Questa aggressione nega il diritto del popolo saharawi all’autodeterminazione e rappresenta una violazione grave e persistente del diritto internazionale. Mettere fine a questa occupazione è oggi una prova decisiva della credibilità dell’ONU e della comunità internazionale.
Dal 1963, quando il Sahara Occidentale fu inserito tra i territori non autonomi, l’Assemblea generale ha sempre riaffermato il diritto inalienabile del popolo saharawi all’indipendenza, conformemente alla risoluzione 1514. Il Marocco non ha mai esercitato, né ieri né oggi, alcuna sovranità sul Sahara Occidentale: la sua presenza resta un’occupazione illegale. Numerosi atti lo confermano, da ultimo la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 4 ottobre 2024, che ha sancito che il Sahara Occidentale è distinto dal Marocco e che solo il popolo saharawi può decidere sul proprio territorio e sulle proprie risorse.
Eppure, da 50 anni il Marocco disattende i propri impegni di fronte all’ONU, ostacola il referendum di autodeterminazione, viola il cessate il fuoco del 1991 e dal 2020 ha riacceso la guerra nella regione. Intanto, nei campi profughi di Tindouf, una recente indagine dell’UNHCR registra un grave deterioramento dello stato nutrizionale, soprattutto tra bambini e donne, causato anche dei tagli alle agenzie umanitarie.
Nonostante ciò, il Marocco continua a imporre con la forza la sua presenza, coinvolgendo attori terzi e promuovendo una proposta colonialista che mira a impedire la decolonizzazione del Sahara Occidentale.
La Repubblica Saharawi, membro fondatore dell’Unione Africana, resta invece un pilastro di stabilità regionale e il Fronte Polisario continua a impegnarsi per una soluzione pacifica e conforme al diritto internazionale.
Il diritto del popolo saharawi all’autodeterminazione è inalienabile e imprescrittibile. Dopo 50 anni, il suo pieno esercizio è l’unica via verso una soluzione giusta, pacifica e condivisa.

10/10/2025

“L’Italia – ha concluso Vaccari – continuerà a sostenere ogni iniziativa volta a garantire al popolo saharawi la possibilità di decidere liberamente il proprio destino. La pace si costruisce con la giustizia, e la giustizia non può esistere senza libertà.”

10/10/2025

L'intervento di Simone Bolognesi alla IV Commissione delle

Signor Presidente, Eccellenze, Signore e Signori,

Mi presento a voi come rappresentante della Rete Saharawi, un’organizzazione che dal 2020 riunisce trenta associazioni italiane impegnate a sostenere la lotta del Popolo Saharawi. Da decenni, la società civile italiana è attiva al fianco di questo popolo, condividendo l’impegno per la giustizia e l’autodeterminazione.
La Rete Saharawi si rivolge oggi a voi per richiamare l’attenzione sulla persistente violazione del diritto
all’autodeterminazione del Popolo Saharawi e sullo sfruttamento delle risorse naturali del Sahara Occidentale, che si realizza senza il consenso del legittimo titolare. È un’ingiustizia che priva il Popolo Saharawi della possibilità di determinare il proprio futuro e mina i fondamenti stessi del diritto internazionale.
Il diritto all’autodeterminazione, sancito dai Patti internazionali del 1966 e riconosciuto dalla Corte internazionale di giustizia nel 1975, attribuisce al Popolo Saharawi la libertà di decidere il proprio status politico e di disporre delle proprie risorse. Ogni accordo o attività economica condotta senza il suo consenso rappresenta una grave violazione del diritto internazionale e dell’obbligo di non avallare occupazioni illegittime.
La giurisprudenza europea, a partire dalla sentenza del 2016 della Corte di giustizia dell’Unione europea, ha confermato che il Sahara Occidentale è un territorio distinto e separato dal Regno del Marocco. Nessun accordo commerciale o di pesca con il Marocco può applicarsi a quel territorio senza il consenso espresso del Popolo Saharawi.
Le decisioni successive, comprese le sentenze del 2021 e del 2024, hanno rafforzato tale orientamento, riconoscendo la legittimazione del Fronte Polisario come rappresentante legittimo e imponendo obblighi di trasparenza sull’origine dei prodotti.
Eppure, prosegue lo sfruttamento illegittimo di fosfati, risorse ittiche e prodotti agricoli, privando il Popolo Saharawi dei mezzi per sviluppare una vita sociale, culturale ed economica autonoma.
Di fronte a questa realtà, chiediamo alle Nazioni Unite di assumere un ruolo attivo e vincolante. È necessario adottare linee guida che escludano i territori non autonomi dagli accordi commerciali senza consenso; creare un Registro internazionale che certifichi i rappresentanti legittimati a fornire il consenso e verifichi la distribuzione reale dei proventi; imporre obblighi chiari e verificabili di etichettatura e tracciabilità; e introdurre sanzioni politiche ed economiche contro chi viola tali principi.
Sono misure concrete e necessarie per interrompere i flussi di ricchezza che alimentano un’occupazione che troppo a lungo si è nutrita del silenzio della comunità internazionale.
È giunto il momento di scegliere: stare dalla parte della legalità, della giustizia e della dignità dei popoli, oppure
continuare ad alimentare un sistema di complicità e di ingiustizia. Per questo vi sollecitiamo a promuovere un dibattito
urgente e ad adottare atti concreti che garantiscano al Popolo Saharawi il diritto di autodeterminazione e il controllo sulle proprie risorse.

Con rispetto e determinazione,

Simone Bolognesi
Rete Saharawi e associazioni aderenti

Rete Saharawi
Wesatimes Notizia
Frente Polisario
Hurria
Stefano Vaccari
Viaggiatori di Utopie
SaharaTV
United Nations
Sahara Reporters
Sáhara Noticias

10/10/2025

Indirizzo

Piazzale Cardi, 4
San Miniato
56028

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