24/03/2026
Le guerre non sono mai inevitabili. E spesso non nascono solo da tensioni politiche o culturali, ma da interessi molto concreti: il controllo di risorse, energia, materie prime.
Oggi viviamo dentro una vera e propria “guerra mondiale a pezzi”, con 56 conflitti attivi nel mondo, il numero più alto dalla Seconda Guerra Mondiale. Se guardiamo meglio, la mappa di questi conflitti si sovrappone a quella delle fonti fossili, delle risorse idriche e delle materie prime critiche.
Gas, petrolio e carbone non sono solo una causa della crisi climatica:
sono anche un motore di tensioni geopolitiche, disuguaglianze e guerre. Continuare a dipendere dalle fonti fossili significa restare intrappolati in un modello che alimenta conflitti, ingiustizie e instabilità. Un modello che concentra il potere, nega diritti e ostacola l’accesso equo all’energia.
Più rinnovabili significa anche più pace. Investire in energie pulite, efficienza energetica, reti intelligenti e autoconsumo vuol dire costruire autonomia, ridurre le disuguaglianze e spezzare il legame tra energia e guerra.
Ma mentre tutto questo è possibile, assistiamo a una pericolosa deriva:
la corsa al riarmo, anche nucleare, e l’aumento della spesa militare — anche nel nostro Paese.
Noi crediamo che serva esattamente il contrario: più cooperazione, più diplomazia, più giustizia ambientale e sociale. Un’altra strada esiste. E va costruita insieme, a partire dai territori, dalle comunità e dalle scelte quotidiane.
Per questo anche noi sabato 28 marzo scenderemo in piazza a Roma per la manifestazione No Kings Italia, contro i re e le loro guerre, che si terrà in contemporanea con altre capitali del mondo, per fermare la corsa alla guerra e chiedere un futuro fondato su pace, diritti e transizione ecologica.
Unisciti a noi. È il momento di scegliere da che parte stare.