Il Banco del Ciclo - A.PS.

Il Banco del Ciclo - A.PS. Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Il Banco del Ciclo - A.PS., Organizzazione no-profit, Via Dei Mille, n. 14, San Marco in Lamis.

22/10/2025

IL POTERE DELLA BICI DI CAMBIARE IL TERRITORIO
Le biciclette hanno il potere di cambiare qualsiasi cosa: il modo in cui ti diverti, le prospettive per il futuro e persino la storia di interi territori.

Come poteva la bici non cambiare la terra dell'imbattibile Pogačar? Sulle montagne slovene le piste da sci si trasformano in bike park e trail panoramici, e queste sono le nostre località preferite per pedalare.

Sapevi che circa il 15% dei cicloturisti italiani scelgono il Veneto come meta preferita?

È ufficiale: i cittadini hanno ottenuto di poter votare per avere un centro libero dalle auto e trasformare così le strade in spazio per le persone.

Le montagne italiane si stanno trasformando grazie ai bike park, strappando il primato che un tempo apparteneva alle Alpi francesi o svizzere. E questi sono i posti che meritano di essere scoperti.

Negli ultimi anni l’Italia è diventata sempre più un punto di riferimento per chi ama la mountain bike. Se prima i biker guardavano soprattutto ai grandi bike park delle Alpi francesi o svizzere, da ormai un decennio anche da noi c’è una rete diffusa di posti attrezzati che meritano di essere scoperti. È importante partire da un punto: un bike park è una risorsa per il territorio. Permette a località di montagna e di collina di attrarre visitatori anche fuori stagione, creando nuove opportunità per le varie strutture ricettive in zona. Insieme al cicloturismo, i bike park stanno diventando un vero strumento di sviluppo locale, capace di valorizzare luoghi meno conosciuti e di portarvi vitalità. Ad esempio in diverse zone delle Alpi, gli impianti di risalita che vengono usati d’inverno dagli sciatori, diventano in estate il motore della mountain bike.
Qui di seguito ho analizzato alcuni esempi di bike park italiani con un’attenzione speciale alla Valle d’Aosta, che oggi rappresenta un modello interessante di come sport e turismo vanno a braccetto.
Pila, la perla della Valle d’Aosta
Il Pila Bike Park, in Valle d’Aosta, è uno dei luoghi simbolo di questo fenomeno. Conosciuto in tutta Europa, ha diverse opzioni: dai principianti che vogliono muovere i primi passi, ai professionisti che qui hanno corso gare di Coppa del Mondo di downhill. Ma Pila è anche turismo: grazie al bike park, la località attira visitatori in inverno ed estate. Questo significa alberghi più pieni, rifugi che lavorano, negozi e ristoranti che trovano nuova linfa. La Valle d’Aosta sta puntando molto su questa visione: una montagna che non vive quasi tutto l’anno. Pedalare con lo sfondo del Monte Bianco o del Cervino diventa così non solo un’esperienza sportiva, ma anche un modo per far conoscere la regione e le sue bellezze naturali.
I bike park in Trentino Alto Adige e Lombardia
Oltre a Pila, le Alpi ospitano altri grandi bike park. Il Plan de Corones, in Alto Adige, è famoso per le sue lunghe discese e per la passione dei gestori. In Trentino troviamo il Bike Park della Paganella e quello di Folgaria, che uniscono flow trail e percorsi più tecnici, perfetti per famiglie e gruppi di amici. Anche in Lombardia, il Mottolino di Livigno resta un’icona del freeride, tutti questi esempi mostrano come i bike park siano diventati un tassello fondamentale del turismo alpino: non solo adrenalina, ma anche economia e valorizzazione dei territori.
Liguria: mare e mountain bike
Spostandosi verso il mare, la Liguria dimostra che il concetto di bike park può assumere forme diverse. Finale Ligure ad esempio, conosciuta a livello mondiale per i suoi trail enduro, non ha seggiovie ma un sistema di shuttle per i biker.
Qui il turismo legato alla bici è cresciuto tantissimo: alberghi, campeggi e ristoranti hanno giovato tantissimo, e ogni anno arrivano rider da diverse parti d’Italia ed Europa per godersi discese con vista mare. Finale Ligure è la prova che la mountain bike può trasformare un territorio in una destinazione internazionale, anche senza grandi impianti.

Appennini e colline: dalla Toscana all’Emilia-Romagna
Lontano dalle grandi vette alpine e dalla costa ligure, anche gli Appennini e le colline del Centro Italia stanno scoprendo il valore dei bike park. Qui spesso non ci sono seggiovie moderne, ma la passione delle comunità locali ha dato vita a realtà molto interessanti.
Il Massa Vecchia Trail Center in Toscana è un esempio perfetto. Non è grandissimo, ma è curato con attenzione e inserito in un contesto naturale speciale. Chi ci va non trova solo trail, ma anche cucina locale di qualità e un ambiente che invita a restare qualche giorno. In questo modo un luogo poco conosciuto riesce ad attrarre visitatori e portare benefici a tutta la zona.
Altri esempi sono il Monte Amiata, sempre in Toscana, e Sestola, in Emilia, che con i loro percorsi naturali dimostrano come anche gli Appennini possano dire la loro.
La bici come risorsa
Un altro aspetto importante è l’apertura dei bike park anche a principianti: località come Paganella o il Monte Bondone hanno creato servizi pensati per chi vuole iniziare senza paura. Questo rende la mountain bike accessibile ad un pubblico ampio.Che si tratti delle grandi Alpi, dei trail liguri o delle colline toscane, il messaggio è chiaro: i bike park non sono solo un parco giochi per rider, ma un motore di sviluppo. Insieme al cicloturismo, portano visitatori, creano opportunità e aiutano territori stagionali o poco conosciuti a farsi scoprire.
Il caso di Pila, in Valle d’Aosta, è emblematico: un luogo che ha saputo unire sport, natura e turismo, diventando un modello da seguire. La speranza è che sempre più regioni italiane capiscano questo valore e investano in strutture, trail e accoglienza perché pedalare ormai da qualche tempo, è diventato un modo per far crescere i territori.
(Fonte Bikeitalia)

04/04/2025

Si fa un gran parlare di piste ciclabili. E' assente una veduta di insieme. Spesso chi si trova a gestire i fondi che finanziano la costruzione di piste ciclabili non sono addetti alla materia della mobilità lenta nè conoscono il mondo della bici e del cicloturismo.
Tra le altre cose questi signori disdegnano di affidarsi ad associazioni come la F.I.A.B. con le sue sedi sparse per il territorio. Hanno evidentemente a cuore la vanagloria che li porta a conservare certi privilegi (poltrone o poltroncine) e progettano piste ciclabile dove il cicloturista non ci andrà mai. E' il cicloturista che sceglie il percorso e come tale dovrebbe essere ascoltato. Altra questione la costruzione di una pista ciclabile richiede competenze tecniche come la conoscenza dei materiali da utilizzare, la conoscenza di punti dove il cicloturista potrà trovare assistenza tecnica. Si veda la ciclofficina sociale Il Banco del Ciclo a San Marco in Lamis. Oppure progettualità di accoglienza dei cicloturisti. Spesso capita di vedere flotte di cicloturisti che si organizzano con i propri furgoni e salgono la salita del Santuario di Stignano. E' una vera disfatta che il territorio non li sappia accogliere come sarebbe opportuno. Ma la situazione non troverà una soluzione se chi ci governa non ha assoluta esperienza.

21/02/2025
Il Gargano innevato è uno scenario ambientale incantevole.Fare una escursione in bici accompagnato dall'amico a quattro ...
21/02/2025

Il Gargano innevato è uno scenario ambientale incantevole.
Fare una escursione in bici accompagnato dall'amico a quattro zampe, libero di vivere nel bosco, è uno spettacolo impareggiabile.

Pubblichiamo alcune foto della visita alla ciclofficina sociale Il Banco del Ciclo iscritta alla F.I.A.B. del Presidente...
21/02/2025

Pubblichiamo alcune foto della visita alla ciclofficina sociale Il Banco del Ciclo iscritta alla F.I.A.B. del Presidente Francesco Venezia (individuabile dal casco). Si ricorda che Il Banco del Ciclo non è più una A.P.S.. Tuttavia offre la propria esperienza tecnica a titolo sociale. Suggerisce, altresì, escursione con livelli di difficoltà diverse a seconda dell'allenamento del ciclista.

06/09/2024

Domenica 29 settembre 2024
(programma da confermare dopo risposta Ferrovie del Gargano)
“Il Parco del Gargano
ovvero
Sannicandro, Cagnano Varano, Rodi”

ORARI

• Colazione ore 7.00
• Partenza ore 8.00 Sansevero
• Partenza ore 8.30 Sansevero-treno per Sannicandro
• Arrivo ore 9.15 Sannicandro incontro breve con Amministrazione
• Partenza ore 10.00 Sannicandro
• Arrivo ore 11.30 Cagnano Varano incontro breve con Amministrazione, Parco del Gargano
• Partenza ore 13.00 Cagnano Varano
• Arrivo ore 14.30 Rodi Garganico – incontro breve con Amministrazione
• Partenza ore 15.30 Rodi Garganico
• Partenza ore 17.00 Calenelle-treno per Sansevero
• Arrivo albergo verso le ore 19.00
• Cena ore 20.00.

NOTE TECNICHE

• Lunghezza del percorso: 60 Km
• Dislivello: 400 m
• Difficoltà: facile
• Fondo: asfalto
• Pranzo a Cagnano Varano
• Visite: Cagnano Varano (grotta San Michele)

Cari cislisti e cicloamatori, si pubblica una parte della Bicistaffetta organizzata dalla FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta).
La Bicistaffetta partirà venerdi 27 settembre 2024 da Termoli, passerà per il Biferno ed il Fortore (Campomarino, Serracapriola, Torremaggiore) il 28 settembre, per Il Parco del Gargano (Sannicandro, Cagnano Varano, Rodi) il 29 settembre, per la Capitanata (San Severo, Lucera) il 30 settembre e poi verso i Monti Dauni (T***a) il 1° ottobre 2024, il Tavoliere (Incoronata, Ortanova, Ordona, Cerignola) il 2 ottobre e ancora per l'Ofanto (San Ferdinando, Margherita) il 3 ottobre fino a raggiungere il 4 ottobre I Borghi Marinari di Barletta, Trani e Bisceglie e il 5 ottobre "Gli Ulivi e il Mare" (Molfetta, Giovinazzo, Bitonto e Bari).
PARTECIPIAMO!

Indirizzo

Via Dei Mille, N. 14
San Marco In Lamis
71014

Sito Web

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