16/06/2026
💭Le parole contano.
Il termine femminicidio non descrive semplicemente il sesso della vittima, ma richiama il motivo della sua uccisione: una donna viene colpita in quanto donna, perché rivendica la propria libertà, la propria autonomia, il diritto di autodeterminarsi.
Chiamare le cose con il loro nome non è solo una questione linguistica: è un atto di consapevolezza e responsabilità. Significa riconoscere le radici della violenza per poterla comprendere, contrastare e prevenire.
La riflessione di Michela Murgia invita a interrogarsi sulle cause profonde della violenza di genere, andando oltre la semplice narrazione dei fatti e riconoscendo che si tratta di un fenomeno che coinvolge e interpella l’intera società.