30/05/2026
Cannabis terapeutica: chi ha dato nomi e indirizzi dei pazienti?
In Italia la cannabis terapeutica può essere prescritta da un medico e dispensata in farmacia secondo la normativa vigente.
Eppure, secondo notizie di stampa, diversi pazienti in terapia con cannabis medica sarebbero stati convocati o contattati come “persone informate dei fatti”.
Il punto non è solo giuridico. È umano.
Sapere che una persona assume cannabis terapeutica significa conoscere una parte della sua storia clinica. Quindi non parliamo di dati qualunque: parliamo di dati relativi alla salute, tutelati in modo rafforzato dal GDPR e dalla normativa italiana.
La domanda è semplice:
Come sono stati ottenuti nomi e indirizzi dei pazienti?
Da ricette? Farmacie? ASL? Medici? Registri?
Con quale atto?
Per quale indagine?
Con quali garanzie?
Con quale tutela della riservatezza?
Anche quando agisce l’autorità, la privacy non sparisce. I dati sanitari possono essere trattati solo se esiste una base giuridica, una finalità precisa, proporzionalità e stretta necessità.
Un paziente con prescrizione non deve sentirsi un sospettato.
Una terapia non deve diventare stigma.
La salute non può essere trattata come una colpa.
L'approfondimento sulla privacy sanitaria lo trovi nel nostro blog: https://www.carlotherapy.com/pazienti-cannabis-terapeutica-convocati-controlli/
Carlo Therapy chiede chiarezza, tutela e rispetto per tutti i pazienti in cura.
Pazienti in terapia con cannabis medica convocati per controlli: chi ha avuto accesso ai loro dati sanitari? Privacy, diritti e tutele.