Commissione Pari Opportunità di San Giovanni Lupatoto

Commissione Pari Opportunità di San Giovanni Lupatoto 1^ Commissione Consultiva Permanente per le Pari Opportunità tra Uomo e Donna del Comune di San Gio

04/06/2026

Ieri sera questa grande artista che di nome fa Paola Cortellesi, in piazza del Quirinale, davanti al Presidente della Repubblica e in faccia - lasciatemelo dire - a Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, ha tenuta delle orazioni più alte degli ultimi anni sul vero e autentico senso della Festa della Repubblica.

Lo ha fatto facendo i nomi e i cognomi delle DONNE che questa Repubblica hanno contribuito a costruirla e a renderla possibile.

C’è voluta lei per fare quei nomi di grandi donne italiane, perché il governo della prima donna Presidente del Consiglio se n’era dimenticato.

"Ottant'anni fa nasceva la Repubblica Italiana.
Nacque dalla lotta partigiana degli uomini e delle donne della resistenza, Nacque da una scheda piegata in una cabina elettorale, un gesto semplice e insieme rivoluzionario. Dal voto di un popolo che usciva stremato dalla guerra, dalla dittatura, dalla fame e dal lutto.

E nacque, per la prima volta, anche dal voto delle donne. Dopo aver potuto esprimere la loro preferenza nelle elezioni amministrative di marzo, il 2 e il 3 giugno del 1946 le italiane entrarono nei seggi per partecipare a pieno titolo alla scelta tra monarchia e repubblica e all'elezione dell'assemblea costituente.

Finalmente, almeno lì dentro, la loro voce aveva lo stesso peso di quella di chiunque altro. Prima di quel momento la maggior parte delle donne italiane era cresciuta dentro un'idea precisa di subordinazione e obbedienza. Sotto il regime fascista le donne non erano soltanto escluse dalla vita pubblica ma furono progressivamente ricondotte anche per legge a un unico ruolo considerato naturale: moglie, madre, custode del focolare.

La propaganda fascista celebrava la maternità come missione patriottica: dare figli alla nazione. Ma dietro quella retorica c'era un progetto di limitazione dell'autonomia femminile. Alle donne fu proibito di dirigere scuole medie e superiori, di insegnare materie considerate di alto profilo, come filosofia e storia nei licei.

L'istruzione di bambini e ragazze fu orientata verso lavori donneschi, ovvero mansioni domestiche. Gli studi superiori e le professioni intellettuali venivano altamente sconsigliati. E nel caso in cui una studentessa avesse avuto l'arroganza di proseguire gli studi, avrebbe comunque trovato tasse universitarie raddoppiate rispetto a quelle degli studenti.

Accanto alle norme, anche gli scritti ideologici del tempo teorizzavano la subordinazione femminile.

In questi passaggi del volume ‘Politica della famiglia’ del 1938, scritto dall'economista fascista Ferdinando Loffredo, affiora, a voler pensar male, un certo pregiudizio misogino, seppur velatamente accennato tra le righe: ‘La indiscutibile minor intelligenza della donna ha impedito di comprendere che la maggiore soddisfazione può essere da essa provata solo nella famiglia’.

E ancora: ‘Il lavoro femminile crea nel contempo due danni: la mascolinizzazione della donna e l'aumento della disoccupazione maschile’.

In sintesi è: ‘Vengono a rubarci il lavoro’. Questo concetto, devo dire, va ancora fortissimo. È un jolly da giocarsi a seconda delle categorie. Allora erano le donne.

Eppure, in questo oscuro scenario di disuguaglianza, ci furono ragazze giovanissime che decisero di ribellarsi. In un momento storico in cui dissentire non consisteva nel pubblicare una storia su Instagram, ma voleva dire mettere a rischio la propria vita.

Adottarono un nome di battaglia, come misura di sicurezza per sé e per i compagni, e si unirono alle circa 300.000 persone impegnate nella resistenza contro il nazifascismo.

Teresa Vergalli, nome di battaglia Annuska, staffetta, a 16 anni andava in bicicletta con i messaggi nascosti nelle trecce e una piccola rivoltella nel reggipetto per uccidersi qualora fosse caduta nelle mani dei naz*sti. Non ne ebbe bisogno e dopo la guerra girò per le campagne con il facsimile della scheda elettorale per mostrare alle braccianti come apporre il proprio voto su questo misterioso ma importantissimo documento.

Tina Anselmi aveva 17 anni quando fu costretta ad assistere all'impiccagione di 31 prigionieri in piazza. Decise di unirsi alla resistenza. Dedicò poi tutta la sua vita alla tutela dei diritti civili e sociali delle donne.

Irma Bandiera venne catturata da una squadra fascista e seviziata in ogni modo possibile per giorni affinché rivelasse informazioni sui propri compagni. Non lo fece. Venne accecata e uccisa da una raffica di mitra e il suo corpo fu esposto pubblicamente perché tutti vedessero qual era la fine che toccava ai nemici del regime. Aveva 29 anni.

Molte di quelle ragazze erano adolescenti. Molte di quelle ragazze erano adolescenti, non avevano ancora il diritto di lavoro, ma stavano già scegliendo il futuro dell'Italia. E quella scelta aveva un prezzo reale. Il carcere, la tortura, la morte.

Alcune partigiane, finita la guerra, entrarono persino nell'assemblea costituente. Nilde Iotti, che aveva partecipato alla resistenza nei gruppi di difesa della donna, divenne una delle 21 donne costituenti e anni dopo la prima presidente della Camera.

Teresa Mattei, partigiana a 20 anni, contribuì alla scrittura dell'articolo 3 della Costituzione, quello che sancisce l'uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge.

Ma accanto a queste figure straordinarie c'era la moltitudine silenziosa delle donne comuni, quelle piegate dal lavoro fin dall'infanzia, indottrinate alla sottomissione, destinate nei casi migliori a una vita di obbedienza e nei peggiori a subire ogni sopruso, che avevano allevato i figli nella fame, sotto i bombardamenti, lavorato nei campi, fatto code interminabili per un pezzo di pane e poi contribuito a ricostruire un paese devastato dalla guerra.

Insomma: quelle che non sarebbero finite nei libri di storia e che raramente sono state ringraziate. Proviamo a immaginare cosa abbia significato per quei milioni di donne essere finalmente considerate cittadine, non più soltanto madri o mogli, ma persone. Titolari di una volontà politica e di diritti, essere convocate attraverso il voto a partecipare alle decisioni che riguardavano il futuro collettivo.

Si saranno percepite come gocce nel mare o come parte attiva di qualcosa di più grande? Con quale emozione avranno vissuto quel momento?

La giornalista Anna Garofalo raccontò così quei giorni: "Le schede che ci arrivano a casa e ci invitano a compiere il nostro dovere hanno un'autorità silenziosa e perentoria. Le rigiriamo tra le mani e ci sembrano più preziose della tessera del pane. Abbiamo tutti nel petto un vuoto da giorni d'esame. Ripassiamo mentalmente la lezione, quel simbolo, quel segno, una crocetta accanto a quel nome. Stringiamo le schede come biglietti d'amore. Le conversazioni che nascono tra uomini e donne hanno un tono diverso, da pari".

Da pari. Con quel gesto nasceva la promessa di una repubblica fondata sulla dignità e sull'uguaglianza.

La promessa di un paese in cui si potesse parlare liberamente, di sentire scegliere chi governa, partecipare alla vita pubblica senza paura.

Una nazione in cui le donne potessero finalmente studiare, lavorare, votare, candidarsi, amministrare i propri beni, costruire il proprio destino fuori dall'obbedienza imposta.

L'effettiva parità salariale, la libertà di camminare sole la sera o di separarsi da un compagno violento senza temere per la propria incolumità. Ecco, queste ultime promesse non sono state ancora mantenute.

Dobbiamo lavorarci.

Dico ‘dobbiamo’ perché se è vero che la sovranità appartiene al popolo, allora ogni cittadino può e deve fare la sua parte. Molto è cambiato da allora. Ma la storia recente ci mostra con brutale chiarezza quanto velocemente il mondo possa cambiare. E quel diritto conquistato 80 anni fa continua a ricordarci che la democrazia non è qualcosa di scontato e che ogni libertà esiste perché qualcuno ha avuto il coraggio di pretenderla.

Oggi, festeggiare gli 80 anni della Repubblica Serve a tenere bene a mente quanto sia prezioso vivere in democrazia, che nessun tiranno decida per noi. Serve a ricordare da dove veniamo, a onorare il coraggio di uomini e donne che hanno combattuto per la nostra libertà e a impegnarci ogni giorno a meritarla.

Irma Bandiera, prima di essere fucilata a 29 anni, fece in tempo a scrivere una lettera indirizzata a sua madre: "Ditele che sono caduta perché quelli che verranno dopo di me possano vivere liberi come l'ho tanto voluto io stessa".

Quelli dopo di lei siamo noi".

STRAORDINARIA!

Dal Dipartimento per le pari opportunità - Presidenza del Consiglio dei MinistriSenza rossetto, per non rischiare di mac...
02/06/2026

Dal Dipartimento per le pari opportunità - Presidenza del Consiglio dei Ministri

Senza rossetto, per non rischiare di macchiare e invalidare la scheda al momento di sigillarla.
Ma lasciarono un segno indelebile nella nostra storia.

Il 2 giugno 1946 milioni di donne parteciparono per la prima volta a una votazione politica nazionale, contribuendo alla nascita della Repubblica italiana. Una partecipazione straordinaria che cambiò per sempre il volto della nostra democrazia.

1946-2026: da 80 anni la Repubblica si fonda anche sulla voce delle donne.

09/05/2026
15/03/2026

Tina Lagostena Bassi ha sovvertito i canoni in un processo per violenza sessuale nel 1978. Interessante riflessione dell’ Avvocata Cathy La Torre.

Gli adesivi comparsi contro la consigliera Verzè non sono satira e non sono critica politica. Sono semplicemente un atta...
11/03/2026

Gli adesivi comparsi contro la consigliera Verzè non sono satira e non sono critica politica. Sono semplicemente un attacco personale e sessista che non ha nulla a che fare con il confronto democratico.

Le idee si discutono, si criticano, si contrastano anche con forza, ma il corpo di una donna non può diventare terreno di scontro politico.

Anche se posso avere posizioni politiche diverse dalla consigliera, sono fermamente convinta che la politica debba restare confronto tra idee e mai aggressione alla dignità delle persone.

A lei va la mia solidarietà.
Perché il rispetto non ha colore politico.

Oggi non è la Festa della Donna, ma la Giornata Internazionale della Donna.
08/03/2026

Oggi non è la Festa della Donna, ma la Giornata Internazionale della Donna.

Oggi non è la Festa della Donna, ma la Giornata Internazionale della Donna.

L’8 marzo nasce dal coraggio di donne che hanno alzato la voce per diritti, dignità e libertà. Oggi ricordiamo quella forza e continuiamo a costruire il futuro.
Questa ricorrenza nacque nel 1909 come momento di rivendicazione dei diritti delle donne e ancora oggi conserva questo significato.

Parlare semplicemente di “festa” può avere un valore simbolico e relazionale, ma rischia di ridurre la ricorrenza a un gesto rituale (il fiore, la cena, l’omaggio) mettendo in secondo piano le ragioni storiche e sociali che ne hanno determinato la nascita e la diffusione: diritti, condizioni di lavoro, partecipazione politica, libertà dalla violenza.

Oggi è un’occasione, non solo per ricordare le donne nella storia, ma anche per dire grazie a tutte noi che ogni giorno, con gesti spesso silenziosi, contribuiamo a fare la differenza nella famiglia, nel lavoro, nella società e nella politica.

Grazie per ciò che siamo e per la forza che abbiamo imparato ad avere per costruire un mondo migliore.

Buon 8 marzo.

🌸 EMOZIONI IN ROSA 2026 – AL VIA LA NONA EDIZIONEEmozioni in Rosa è diventata negli anni un punto di riferimento per la ...
07/03/2026

🌸 EMOZIONI IN ROSA 2026 – AL VIA LA NONA EDIZIONE

Emozioni in Rosa è diventata negli anni un punto di riferimento per la nostra comunità. Una rassegna capace di mettere al centro la cultura, il dialogo e il benessere delle persone, creando occasioni di incontro e partecipazione.

Con l’arrivo della primavera torna “Emozioni in Rosa”, la rassegna promossa dal Comune di San Giovanni Lupatoto insieme alla Commissione Pari Opportunità, giunta quest’anno alla nona edizione.

Un calendario ricco di appuntamenti che accompagnerà la comunità nei mesi di marzo, aprile e maggio, con incontri, spettacoli, momenti di approfondimento, attività culturali e iniziative dedicate al benessere, alle relazioni e alla crescita personale.

Il calendario completo degli eventi è disponibile nella locandina e sul sito istituzionale del Comune.

Qui la brochure completa: https://www.comune.sangiovannilupatoto.vr.it/it/news/emozioni-in-rosa-2026-cultura-sport-e-comunita-al-centro-del-mese-dedicato-alle-donne?type=2

🎭 “Artemisia” in scena a San Giovanni LupatotoUn omaggio alla forza delle donne, nella settimana dedicata al contrasto a...
26/11/2025

🎭 “Artemisia” in scena a San Giovanni Lupatoto

Un omaggio alla forza delle donne, nella settimana dedicata al contrasto alla violenza di genere

Venerdì 28 novembre, all’Auditorium delle Scuole Marconi, ore 21:00. 🧡

🎭 “Artemisia” in scena a San Giovanni Lupatoto

Un omaggio alla forza delle donne, nella settimana dedicata al contrasto alla violenza di genere

Venerdì 28 novembre, all’Auditorium delle Scuole Marconi, va in scena “Artemisia”, l’opera scritta e diretta da Tiziana Leso e dedicata alla straordinaria figura di Artemisia Gentileschi, artista, donna, vittima e simbolo di resilienza.

Una rappresentazione intensa che racconta il coraggio di una protagonista capace di trasformare il dolore in arte e testimonianza, parlando anche al presente e alle sfide che ancora oggi molte donne affrontano.

👉 Un appuntamento culturale di grande valore, che si inserisce nel percorso di sensibilizzazione promosso dal Comune.

📅 28 novembre 2025 alle ore 21:00
📍 Auditorium Scuole Marconi – San Giovanni Lupatoto (VR)
🎟 Evento aperto alla cittadinanza

Un invito a guardare, comprendere e non tacere.

🎨 𝐈𝐦𝐦𝐚𝐠𝐢𝐧𝐞 𝐞 𝐚𝐫𝐦𝐨𝐜𝐫𝐨𝐦𝐢𝐚, con Adriana Biondi in collaborazione con l’associazione Il Lato Positivo📆 martedì 21 ottobre⏰ o...
16/10/2025

🎨 𝐈𝐦𝐦𝐚𝐠𝐢𝐧𝐞 𝐞 𝐚𝐫𝐦𝐨𝐜𝐫𝐨𝐦𝐢𝐚, con Adriana Biondi in collaborazione con l’associazione Il Lato Positivo
📆 martedì 21 ottobre
⏰ ore 20:30
📍 Sala civica del Centro culturale

Armocromia protagonista con Adriana, che racconterà un nuovo concetto di bellezza attraverso un emozionante percorso di consapevolezza. Durante la serata si parlerà di come trovare lo stile in grado di valorizzare le unicità di ciascuna attraverso l’individuazione di colori, toni e sfumature che esaltano il proprio incarnato e la propria morfologia. Perché bellezza ed armonia sono presenti in ognuna di noi.

Inizia oggi l’ottobre in rosa per sensibilizzare sul tema della prevenzione e della salute.👉🏻mercoledì 8/10 presso la sa...
03/10/2025

Inizia oggi l’ottobre in rosa per sensibilizzare sul tema della prevenzione e della salute.

👉🏻mercoledì 8/10 presso la sala civica alle ore 20.30 l’Associazione Gi.A.DA presenta il progetto Fenice
👉🏻mercoledì 15/10 presso la sala civica alle ore 20.30 l’Associazione Gi.A.DA propone “I tumori della pelle non solo melanoma” con il Dott. G.Girolomoni.
👉🏻mercoledì 22/10 presso la sala civica alle ore 20.30 l’Associazione ANDOS propone “cosa c’è di nuovo in termini di diagnosi e cura”
👉🏻 mercoledì 29/10 presso la sala civica alle ore 20.30 la ginecologa Gaia Bellini parlerà di salute affrontando i “falsi miti e le verità sulla pillola”

Indirizzo

San Giovanni Lupatoto
37057

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