08/06/2026
Un punto della situazione, con riassunto dei principali fatti, sulla vicenda dell'area di Vjosë Narthë, in Albania, interessata da un devastante progetto immobiliare e infrastrutturale, e di quella che è ormai chiamata la Rivoluzione dei Fenicotteri.
Nel febbraio 2024 l'Albania modifica la normativa nazionale sulle aree protette con emendamenti (legge 21/2024) che aprono la strada a interventi infrastrutturali e specificamente alla costruzione di impianti turistici.
Forte dell'indebolimento della normativa, a gennaio 2025 l'Albania approva il progetto che prevede la costruzione - tra l'altro - di un resort di lusso su un'area di 45 ettari sull'Isola di Sazan, nell'area di Vjosë Narthë, e interventi pesantissimi anche sulla parte costiera per favorirne la fruizione.
Stiamo parlando di siti di importanza naturalistica elevatissima e con alto e vario stato di protezione giuridica.
Nei giorni successivi le Lipu europee, cioè i partner europei di BirdLife International, a partire dalla Lipu Albania (Ppnea), attivano un'azione di contrasto del progetto, sia verso il governo albanese che verso la Commissione europea.
Va in effetti considerato che l'Albania si trova nel pieno dei negoziati per l'ingresso nell'Unione europea, giunti alla fase più intensa con il confronto sui vari cluster tematici tra cui quello ambientale.
Il quale ultimo fa sì che l'Albania debba considerarsi già oggi impegnata, politicamente ma non solo, a rispettare le normative ambientali dell'Unione. Un impegno crescente quanto più l'ingresso dell'Albania nell'Unione si avvicinerà.
In tal senso, il progetto di Vjosë Narthë è nettamente incompatibile con le direttive Uccelli e Habitat e altrettanto conflittuale con quei programmi del Green deal (vedasi Strategia sulla Biodiversità al 2030 e Nature Restoration Law) che prevedono l'aumento delle aree protette e il ripristino degli ecosistemi a rischio. Con il progetto albanese avviene l'esatto opposto: riduzione delle aree protette e distruzione di ecosistemi.
È questa la ragione per cui il governo albanese ha accelerato le operazioni, addirittura permettendo l'avvio dei lavori in assenza delle autorizzazioni necessarie. Una violazione nella violazione, necessaria a fare il prima possibile, affinché le normative europee, direttamente o indirettamente, non intralcino o fermino il progetto.
Per inciso, è utile ricordare i ripetuti attacchi dell'amministrazione statunitense al diritto ambientale europeo, considerato eccessivo e "penalizzante le imprese americane". L'amministrazione statunitense è, come noto, coinvolta per via indiretta, privatistica, nel progetto.
A maggio scorso, dopo ripetute azioni svolte su Albania, Unione europea e persino governo italiano, con la Task Force delle Lipu europee ci siamo recati sul posto, per un sopralluogo e una manifestazione di protesta, assistendo al drammatico ingresso dei primi bulldozer nell'area.
Da quel momento, i bulldozer hanno sbancato chilometri di area protetta: pinete antiche, dune sabbiose uniche, ecosistemi selvaggi distrutti per far posto a strade, vie d'accesso e cantieri, con un lavoro che procede senza scrupoli a ritmo serrato.
Uno sfregio alla natura e a quelle leggi che rappresentano il fiore all'occhiello del progetto comune europeo. È cosi che l'Albania si presenta? È questo il suo biglietto di ingresso nell'Unione?
La diffusione della notizia ha fatto crescere la protesta, che è montata fortemente in Albania con echi in tutta Europa, e assumere alla vicenda la denominazione, appunto, di Rivoluzione dei Fenicotteri.
I fenicotteri sono una delle 200 specie di uccelli dell'area, che ospita 70 specie a vario grado di minaccia. Stiamo parlando di un Parco Nazionale Marino (Categoria II secondo gli standard Iucn), di un'Area Specialmente Protetta di importanza mediterranea (Spami, Convenzione di Barcellona), di una Kba (Area chiave per la biodiversità), di un'Iba (Area particolarmente importante per gli uccelli), di un sito di rilievo altissimo per la migrazione degli uccelli, di un mare che contiene habitat fondamentali per numerose specie tra cui il mammifero marino più minacciato al mondo (la foca monaca del Mediterraneo) e essenziali anche per il clima come le praterie di Posidonia.
Insomma, uno di quei luoghi che il mondo dovrebbe proteggere come si proteggono le cose più preziose e le migliori garanzie di futuro. Uno di quei luoghi per la cui esistenza e integrità dovremmo gioire.
L'azione di Ppnea, di BirdLife Europa, della Lipu e dei tantissimi soggetti che stanno sposando la causa, continuerà. È difficile ma ci proveremo, con azioni già la prossima settimana.
L'appello a chiunque, come detto le volte scorse, è di condividere e diffondere. Lo avete fatto in tantissimi (grazie!), continuate a farlo. Parimenti, l'appello ai giornalisti che seguono questa pagina è di parlarne, scriverne, il più possibile.
L'isola di Sazan, la spiaggia di Vjosë Narthë e la natura europea lo meritano.