Parliamo di San Gemini

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12/05/2026

Si è svolta ieri l’iniziativa contro il posizionamento del dispositivo Autovelox in Località Acquavogliera, Km 3+220 Strada Regionale 79, in Comune di San Gemini. Erano presenti i Consiglieri di minoranza, numerosi cittadini e la nostra Associazione, rappresentata dal Presidente e un consigliere. Il dibattito è stato ampio ed articolato ma con una unica convergenza sulla inopportunità di collocare l’autovelox nel punto in questione. L’ Associazione “ PARLIAMO DI SAN GEMINI” - sia detto con chiarezza e preliminarmente- ha a cuore tutti i temi della sicurezza, declinati in ogni loro espressione e quindi anche e soprattutto quelli della sicurezza stradale. Tuttavia, è inaccettabile e indignante che si approfitti di una specifica categoria, come gli automobilisti, per fare cassa. Ancora più vergognoso è mascherare questo intento dietro una farsa di sensibilità per la sicurezza degli utenti della strada. Il posizionamento dell’apparato in questione, operante in entrambe le direzioni, appare del tutto incongruo – ai fini della sicurezza- atteso che la zona non è sostanzialmente equiparabile ad un centro abitato dove è presente un intenso traffico pedonale ed automobilistico; inoltre viene da chiedersi se sia stata rispettata tutta la procedura recentemente aggiornata dal Decreto autovelox dell’11/4 2024 e pubblicato nella G.U. n.123 del 28/5/2024, in particolare se sia stata documentata l’elevata densità di incidenti negli ultimi 5 anni e l’impossibilità di fermo. Ulteriori perplessità suscita anche la mancata apposizione di idonea segnaletica di avvertimento della presenza di autovelox almeno un Km prima del dispositivo, cosi come previsto dal citato decreto, conformemente all’ordinanza della Corte di Cassazione n. 25544 del 31/8/ 2023.Un accorto amministratore avrebbe dovuto tenere presente anche gli effetti indiretti di una tale installazione e prevedere che il traffico avrebbe preso direzioni alternative, come in effetti è avvenuto, creando – realmente in quel caso- pericoli per la circolazione, attraversando zone densamente abitate con elevato traffico pedonale come Acquavogliera e Solfonare.
Se l’obiettivo era realmente quello di tutelare la sicurezza alla guida era possibile utilizzare altre soluzioni come la realizzazione di una rotonda o anche gli attraversamenti pedonali rialzati che, a differenza dei dossi rallentatori, sono consentiti su quella tipologia di strada. Ovviamente le argomentazioni qui esposte non costituiscono tout court una critica “a prescindere” ma rappresentano gli interrogativi che i cittadini si sono posti ed ai quali l’ Amministrazione ha facoltà di replicare con spiegazioni convincenti ; allo stato la sensazione è che l’ autovelox in questione assolve poco al compito di preservare l’incolumità di automobilisti e pedoni, ma molto bene a quello di assicurare un significativo flusso economico all’ Ente , se è vero che in soli 37 giorni sono state accertate oltre 3000 infrazioni!
Considerazione finale: sull’ anello di circa 5 km della SR79 che va da Acquavogliera alla Stazione ci sono complessivamente in entrambe le direzioni 7 dispositivi di controllo della velocità ai quali si aggiungono gli altri 2 lungo i 2 km della SR 3 bis fino a Quadrelletto. Su 7 km di viabilità 11 dispositivi ( di cui 7 non funzionanti) per una media di 1 ogni 750 mt! Davvero San Gemini merita il titolo di Città Slow!

La ricorrenza del 1° maggio non è soltanto una celebrazione del passato, ma un momento di riflessione profonda e necessa...
30/04/2026

La ricorrenza del 1° maggio non è soltanto una celebrazione del passato, ma un momento di riflessione profonda e necessaria su quello che è, a tutti gli effetti, il pilastro della nostra convivenza civile. In questa giornata, il concetto di lavoro emerge non solo come dovere o necessità economica, ma come il principale strumento di dignità sociale. Attraverso l’impiego, l’individuo non solo contribuisce al bene comune, ma definisce la propria identità e la propria cittadinanza, trovando quel riconoscimento che lo rende parte attiva e rispettata della comunità.
Tuttavia, parlare di dignità oggi significa inevitabilmente affrontare le ferite aperte che ancora lacerano il tessuto sociale.
Non può esserci festa finché la sicurezza sul lavoro rimane un’aspirazione e non una realtà consolidata. I dati sugli incidenti e sulle morti sul posto di lavoro descrivono una realtà inaccettabile: persone che escono di casa per guadagnarsi da vivere e non vi fanno più ritorno. La sicurezza non deve essere vista come un costo da tagliare o un rallentamento burocratico, ma come un investimento morale imprescindibile. Ogni vita spezzata in un cantiere, in una fabbrica o in un ufficio rappresenta un fallimento del sistema sociale nel suo complesso
La situazione per le nuove generazioni è altrettanto critica. La difficoltà di trovare lavoro si è trasformata in un percorso a ostacoli che spesso sfocia nel fenomeno della sottoccupazione. Per necessità e spirito di sopravvivenza, molti giovani si ritrovano intrappolati in mansioni dequalificate, con contratti precari o stipendi che non rispecchiano minimamente le loro competenze. Questa svalutazione del talento non solo umilia il singolo, ma impoverisce il futuro tecnologico e culturale del Paese.
Le conseguenze di questa incertezza economica si riflettono drammaticamente sulla struttura stessa della società. La mancanza di un lavoro stabile e dignitoso è tra le cause principali della denatalità. La formazione di una famiglia e la nascita di un figlio diventano traguardi irraggiungibili per chi vive nel timore costante di non poter reggere il peso economico di una convivenza. La "paura del futuro" agisce da contraccettivo sociale, impedendo a molti di realizzare il desiderio di genitorialità a causa di un orizzonte lavorativo troppo fragile.
In questo scenario, appare ancora più odiosa e vergognosa la condotta di chi ottiene posizioni lavorative attraverso brogli, raccomandazioni o mezzi illeciti. Chi occupa un posto senza averne il merito non solo sottrae un’opportunità a chi è più qualificato, ma inquina il concetto stesso di etica del lavoro. La consapevolezza della propria inadeguatezza, celata dietro il privilegio di un aiuto illegittimo, è l'opposto della dignità: è una macchia che offende chiunque cerchi di costruirsi un futuro con il solo ausilio del proprio impegno e della propria onestà. Buona Festa del Lavoro! “ “ L’ Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. Il lavoro non è solo un mezzo per produrre ricchezza, ma è prima di tutto lo strumento con cui l’uomo realizza se stesso e partecipa alla costruzione della società." SANDRO PERTINI

TERME DI SAN GEMINI. IDEA O PROGETTO?Lo scorso venerdì 24 Aprile è stato effettuato il consiglio comunale aperto nel Com...
30/04/2026

TERME DI SAN GEMINI. IDEA O PROGETTO?

Lo scorso venerdì 24 Aprile è stato effettuato il consiglio comunale aperto nel Comune di San Gemini con la partecipazione di molte rappresentanze istituzionali e soprattutto con la presenza di tanti cittadini interessati alla tematica trattata. Una tematica che sta nella tradizione dei sangeminesi che auspicano di rivivere quel meraviglioso ambiente del cosidetto “Parco della Fonte” tanto frequentato negli anni passati.
Al consiglio ha partecipato anche l’assessore regionale competente, Tomas De Luca. L’oggetto di tanto interesse è relativo alla realizzazione delle nuove TERME di San Gemini. Un progetto, o per meglio dire in modo più appropriato “UNA IPOTESI PROGETTUALE”, che così come rappresentata dall’amministrazione comunale e da tutti i presenti potrebbe dare una svolta al territorio aumentandone l’attrattività e l’economia locale. Ma che la sua attuazione sembrerebbe, a detta del Sindaco, condizionata allo sdoppiamento dell’attuale concessione idrica regionale in fase di rinnovo. Sembrerebbe che un 25% della potenzialità delle risorse idriche di acqua minerale dovrebbe essere alle nuove Terme, sottraendo tale quantità alla disponibilità dell’attuale polo produttivo di imbottigliamento dell’Acqua Minerale Sangemini. Una richiesta fortemente ed insistentemente pretesa dal Sindaco del Comune di San Gemini con il sostegno delle rappresentanze politiche presenti, dal consigliere regionale Melasecche, al vice presidente delle Provincia Ferranti e che precedentemente aveva avuto sulla stampa locale anche un robusto intervento del Sindaco di Terni, Bandecchi . La realizzazione delle nuove Terme, seppur inevitabilmente auspicata da TUTTI i cittadini sangeminesi, quale potenziale volano di crescita del territorio, ha generato e genera una forte PREOCCUPAZIONE per la futura capacità produttiva della società Sangemini a cui viene sottratta una rilevante quantità di materia prima. Ciò comporta, conseguentemente, forti timori circa il mantenimento dell’attuale stato occupazionale. Ad oggi la soc. Sangemini occupa oltre 70 unità di provenienza del Comune di San Gemini e dei territori limitrofi a cui corrispondono altrettante famiglie. Inoltre le più o meno recenti vicissitudini della Società Sangemini con due concordati pregressi, con una riduzione della produzione e con i mancati investimenti rispetto agli impegni assunti, non lasciamo molta tranquillità ai lavoratori e chi ad essi è interessato. Sono abbastanza ovvie, pertanto, le diverse posizioni di diffidenza emerse sull’ipotesi di progetto delle Terme con il rischio che “ si spogli un’altare per vestirne un altro” e rispetto al quale, sino al suddetto consiglio comunale aperto, non è stata data alcuna informazione di dettaglio, non è stata dimostrata alcuna garanzia di sostenibilità e compatibilità tra l’attività produttiva di imbottigliamento e la nuova attività termale. Sino a tale momento ci sono state solo enunciazioni da parte dell’Amm.ne Comunale :
- ci sarà un grande ritorno in termini di turismo con presenze annue di 120.000 unità e con riflessi a cascata sull’economia di tutto il territorio,
- verranno occupati, prima 50 e poi 100, nuove unità,
- non ci saranno pregiudizi di sorta per la soc. Sangemini anzi la stessa potrà operere in sinergia con la nuova soc. Terme con ulteriori benefici per la stessa,
- ecc., ecc.
Oltre a ciò, e sino al consiglio comunale aperto, non è stato rappresentato alcuno studio, alcuna informazione aggiuntiva, alcuna analisi approfondita e documentata a dimostrazione dei risultati enunciati ed a sostegno dell’iniziativa.
Quindi il consiglio comunale aperto era l’occasione per avere le giuste risposte a tutti i quesiti e fugare le perplessità ed i dubbi del momento nonché giustificare lo spezzettamento della concessione idrica in favore del nuovo progetto.
Ahimè così non è stato.
Il tutto è iniziato con le premesse del Sindaco in cui sono stati nuovamente ribaditi i vantaggi dell’iniziativa e reiterati i solleciti avanzati alla Regione per l’accoglimento di quanto richiesto in termini di concessione idrica. Si è poi soffermato sulla posizione di coloro, ed in particolare sulla posizione dei consiglieri di minoranza, che sino al momento avevano espresso dubbi circa l’iniziativa, tacciandoli di volerla ostacolare con conseguente danno per l’intera cittadinanza sangeminese. Ha poi invitato il rappresentante delle Terme Italia, società interessata all’investimento sulle nuove terme, il quale, oltre a fare una sintetica presentazione della società, ha rappresentato in modo altrettando sintetico il progetto delle terme limitandosi a mostrare soltanto una planimetria del territorio interessato dall’investimento. Senza aggiungere altri dettagli utili alla conoscenza dell’intervento, senza citare i contenuti del progetto, senza l’esposizione di un piano economico finanziario a sostegno della fattibilità dell’intervento. Pertanto se l’occasione era quella di conoscere il progetto, le sue potenziabilità, le ricadute sul territorio, l’uso delle risorse, è stata un’occasione mancata.
A ciò hanno fatto seguito una serie di interventi dei rappresentanti istituzionali sopracitati che hanno semplicemente segnalato il loro sostegno all’iniziatitiva. Dopodichè è stata la volta dell’assessore regionale Thomas De Luca. L’Assessore ha reso noti i contenuti del bando per il rinnovo della concessione per le acque minerali in corso di approvazione precisando che lo stesso è stato redatto con il duplice obiettivo di salvaguardare l’occupazione e dare sviluppo al territorio. Per quest’ultimo il bando prevede criteri premiali per l’uso plurimo delle acque. In parole povere da quanto sopra emerge che la Regione intende mantenere unitaria la concessione, senza spezzettamenti, favorendo nel contempo un uso diverso delle acque, anche per attività termali a beneficio dello sviluppo territoriale.
Sono, poi, proseguiti altri interventi a cura dei consiglieri di minoranza che si sono prevalentemente incentrati sulla salvaguardia dell’occupazione, sul corretto uso delle acque minerali temendo che le acque minerali possano essere impiegate anche per l’alimentazione delle piscine termali. Ma quest’ultimo quesito è rimasto senza esplicito riscontro.
Molto interessante è stato poi l’intervento dei sindacati che oltre a dare maggiori informazioni sulle esigenze produttive della soc. Sangemini, sull’uso attuale delle diverse tipologie di acque prelevate, sulla necessità di effettuare delle miscelazioni tra quest’ultime per garantire la qualità dell’acqua imbottigliata nel rispetto delle autorizzazioni ministeriali, e quindi sulla necessità di un’oggettiva valutazione dell’eventuale riduzione della disponibilità idrica, hanno invitato le istituzioni a valutare la creazione di un tavolo con la presenza anche dei rappresentanti della soc. Sangemini e della soc. Terme Italia per trovare un percorso condiviso al fine di facilitare la realizzazione dell’obbiettivo: garantire lo sviluppo industriale delle due aziende e quello territoriale.
Infine, il consiglio si è concluso con l’intervento dell’Assessore comunale Soli che, visto quanto emerso dal susseguirsi degli interventi circa la mancanza di elementi conoscitivi fondamentali e propedeutici per garantire una progettazione affidabile ed un risultato certo, invita tutti a reperire maggiori informazioni sulla disponibilità dell’acqua, sull’attuale uso della stessa, sulla relativa qualità tra le diverse captazioni, sulla quantità da poter sottrarre alla produzione della soc. Sangemini senza creare danno alla stessa, ecc. Insomma, invita a reperire i dati necessari a dimostrare la sostenibilità del progetto delle nuove Terme onde evitare dubbi, preoccupazioni, falsi alibi ed insuccessi.
Quest’ultimo intervento fa nascere l’ulteriore sospetto che la sostenibilità del progetto delle nuove Terme non sia conosciuto neanche tra gli amministratori comunali. Se qualcuno è, anzi era, in obbligo di fare i dovuti accertamenti questo è prorpio il promotore dell’iniziativa. Il Comune avrebbe dovuto sincerarsi dell’affidabilità della proposta progettuale prima di portarla in partecipazione. E’ impensabile che si sia operato con tanta leggerezza. E’ possibile che il tutto sia basato solo sull’IDEA, pur splendida che sia, ma solo un’ IDEA, senza certezze di risultato se non, forse, per le sole nuove Terme? Diversamente dovremmo pensare che le conoscenze ci sono ma sono in possesso di pochi. Sul perché le stesse non vengano divulgate rimane un mistero. Forse c’è anche il timore di dichiarare che le acque pretese vengono utilizzate non soltanto per le cure idropiniche ma anche, ed in grande quantità, per altri usi, come il riempimento delle piscine per le attività di balneazione. Se fosse ancora solo una IDEA come si fa a presentare alla cittadinanza una ipotesi progettuale, senza sincerarsi che la stessa presenti tutti i presupposti di fattibilità tecnico economica? Su quali basi viene preteso da parte del Sindaco lo spacchettamento della concessione idrica con l’assegnazione del 25% delle risorse alle Terme senza avere un progetto affidabile? Perché coloro che rappresentano le loro perplessità su questa operazione vengono tacciate a più riprese, in pubblico, sui social, sulla stampa, di ostacolare lo sviluppo della cittadina? Se prima del consiglio comunale c’erano dei dubbi e delle preoccupazioni, dopo lo stesso i dubbi e soprattutto le preoccupazioni si sono enormemente AMPLIFICATE. Che l’elevato quantitativo di acque minerali preteso dalla Regione per alimentare le Terme è destinato ad altri usi è palesemente OVVIO. Per orientarsi su questo ultimo tema facciamo due conti spannometrici per capire di cosa stiamo parlando in termini dimensionali. La soc. Sangemini ha una potenziale capacità produttiva di imbottigliamenteo per oltre 150 milioni(mln) di bottiglie l’anno. Per contro l’azienda si era impegnata a produrre almeno 110 mln di bottiglie l’anno. Utilizziamo questo ultimo dato come riferimento per valutare l’entità della dotazione di acqua pretesa per le Terme. Incrementiamolo di almeno un 20%-30% per tenere conto degli sprechi di lavorazioni, ne consegue che la quantità di acqua strettamente necessaria all’attività produttiva si potrebbe aggirare intorno ad almeno 140 mln di litri, ossia 140 mila metricubi l’anno. Da ciò ne deriva che il 25% preteso per la realizzazione delle Terme corrisponde ad almeno 35 mila metri cubi l’anno. Il suddetto valore diviso per i giorni dell’anno porta ad una dotazione media minima giornaliera di circa 96 metri cubi. A questo punto va precisato che l’acqua minerale Sangemini ha propietà esclusivamente IDROPINICHE, benefiche per la cura delle patologie gastroenteriche, epatiche e renali che vengono acquisite dal corpo umano mediante assunzione per via orale. Non hanno quindi alcuna efficacia curativa se utilizzate per la balneazione. Un uso esclusivamente idropinico di acqua minerale per una utenza termale di 120.000 unità all’anno, così come prospettato dall’amm.ne comunale, richiederebbe una dotazione massima di acqua di circa 1,15 metri cubi al giorno. Tale valore è determinabile ipotizzando un abbondante consumo medio per utenza pari a 3.5 litri al giorno il che,moltiplicato per le utenze giornaliere pari a circa 330 unità, porta al valore sopra precisato corrispondente al 1,2% delle risorse della concessione regionale. Quindi è assolutamente chiaro che quanto preteso dall’ipotesi progettuale delle nuove Terme è destinato a coprire gli interi fabbisogni idrici della nuova attività e non solo quelli curativi. Alla luce dell’analisi sopra abbozzata, il 25% della concessione, ossia i 96 metri cubi giornalieri, è un quantitativo così elevato che fa pensare ad una valutazione anch’essa spannometrica frutto di una stima approssimata, come l’intero progetto, dimensionata con ampio margine di sicurezza.
Da quanto sopra ne viene fuori un quadro assai preoccupante:
- il progetto sembra carente delle conoscenze di base necessarie a garantire la sostenibiltà imprenditoriale e l’occupazione della soc. Sangemini,
- si fa una esagerata richiesta di acqua minerale e soprattutto se ne fa un UTILIZZO IMPROPRIO. L’acqua minerale è una risorsa pregiata che va tutelata e non sperperata con usi inappropriati.
E’ EVIDENTE che in queste condizioni, con questo grado di superficialità progettuale, le preoccupazione non possono venir meno. Pretendere una totale adesione al progetto solo sulle enunciazioni senza dimostrarne la validità, la sostenibilità, è come pretendere un ATTO DI FEDE. La partita è molto delicata. Su problematiche così importanti come la salvaguardia della produttività industriale e dell’occupazione, la salvaguardia delle risorse naturali e dell’ambiente, non si può fare un atto di fede. Si deve pretendere di acquisire tutte le certezze del caso. Il tutto con l’impegno di FARE BENE e non solo “fare per fare”.
A questo punto si spera che il confronto sviluppatosi in sede di consiglio comunale e le conclusioni in esso riportate con l’invito a valutare più attentamente i presupposti, possa portare l’amm.ne comunale e soprattutto il promotore ad approfondire meglio la tematica eliminando tutte quelle incertezze riscontrate nella formulazione attuale.
E’ indubbio che TUTTI I CITTADINI sono interessati alla realizzazione delle nuove Terme perché come anzidetto è nella loro TRADIZIONE. Ma non si può prescindere dal garantire il mantenimento dell’esistente dando tranquillità ai lavoratori ed alle loro famiglie e rispetto per l’ambiente.
Il tutto con la speranza, infine, che le risultanze dell’ipotesi progettuale REVISIONATA possano essere rappresentate, ampiamente ed in modo esaustivo, a tutta la cittadinanza in un nuovo consiglio comunale aperto.

23/03/2026

L’associazione Parliamo di San Gemini saluta con grande gioia la Vittoria del no al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo. GLI ITALIANI HANNO IMPEDITO IL FURTO DI DEMOCRAZIA!
I cittadini hanno chiaramente detto, anzi gridato, che vogliono l’ Italia, libera, democratica e repubblicana e rifiutano ogni deriva autoritaria ed illiberale. Lo
straordinario risultato è certificato oltre che dallo scarto numerico rilevante anche e soprattutto dall’alta affluenza dei votanti che dimostrano l’attaccamento e l’amore degli Italiani verso la Democrazia!

23/03/2026

L’antico patto tra San Gemini e la democrazia che da qualche anno si credeva ormai sciolto, oggi,
alla luce del risultato locale dei NO al referendum, si è mostrato nuovamente saldo e vitale. La maggioranza di chi si è espresso per proteggere la Costituzione è stata schiacciante in tutte le sezioni! Nessuno ha mai dubitato della vocazione liberale e democratica di questa Comunità , tuttavia una serie di eventi hanno determinato da qualche anno un arretramento della componente progressista. La giornata di oggi, con il con il risultato straordinario che il NO
ha conseguito in tutta Italia,consegna anche a San Gemini un futuro nuovo ,fatto di legittime aspettative di sviluppo, crescita, benessere, legalità e democrazia. Spetterà a noi donne ed uomini, che così decisamente e convintamente abbiamo detto NO a derive autoritarie, ripristinare, con spirito fattivo e determinazione, dinamiche positive di democrazia, solidarietà e diritto per far sì che San Gemini possa nuovamente mostrare la sua reale identità di luogo in cui il valore del singolo e quello del collettivo si alimentano a vicenda e la Comunità sia vista come uno spazio di libertà dove il diritto del singolo trova il suo limite e la sua massima espressione nel benessere dell’altro.

Un grazie a tutti i cittadini di San Gemini per aver detto NO a un futuro incerto e aver scelto la strada della democrazia e della libertà. Oggi è un giorno di rinascita, di speranza e di impegno per costruire un futuro migliore per tutti. La strada sarà lunga, ma insieme possiamo farcela!

20/03/2026

IRREVERSIBILITÀ: LA PAROLA CHIAVE. Una modesta riflessione sul voto referendario di domenica.
Rispettiamo e, per certi versi, possiamo anche capire chi ritiene che la nostra
Costituzione (che per quanto ci riguarda la teniamo stretta), che il
Presidente Ciampi definì la “ sua Bibbia civile”,potrebbe aver bisogno di una qualche “ attualizzazione “in relazione all’evoluzione dei tempi. Quindi potrebbe anche essere opportuno, secondo un certo pensiero ,mettere mano ad alcuni punti per renderli più aderenti alla realtà attuale. Tuttavia, questo processo deve svolgersi in maniera condivisa tra tutti i rappresentanti del popolo italiano e soprattutto con tempi e modi che consentano veramente la ponderazione delle disposizioni che si vanno a toccare, a modificare o a introdurre. Per questo riteniamo che sia necessario, in questo momento, votare no.
L’effetto più deleterio e dirompente di una eventuale vittoria del si sarebbe infatti la IRREVERSIBILITÀ. Non si potrà più tornare indietro e avremmo perso per sempre il più importante presidio di democrazia e legalità. Ricordiamocelo: la (nostra attuale) Costituzione consente di cambiare la…Costituzione, purché si faccia secondo le regole della democrazia e dei valori fondanti della Nazione.

Da qualche giorno stiamo assistendo ad un vero e proprio conflitto istituzionale tra il Sindaco Clementella e la Regione...
10/03/2026

Da qualche giorno stiamo assistendo ad un vero e proprio conflitto istituzionale tra il Sindaco Clementella e la Regione dell’Umbria. Il casus che ha determinato la crisi di nervi dell’Amministrazione comunale di San Gemini è quello dell’emanazione del Bando regionale per il bacino di Sangemini. Evidentemente, il sindaco di San Gemini, spalleggiato, non si sa in quale veste( forse quella di Presidente della Provincia?) dal Sindaco di Terni Bandecchi, riteneva già cosa fatta il progetto dell’impianto termale, anche passando sopra alle aspettative legittime dei lavoratori della Sangemini nonché alla difesa del territorio.
È apparso sin dal primo momento abbastanza incomprensibile che si sia voluto legare alla attività di imbottigliamento e distribuzione dell’acqua minerale anche quello di un impianto termale di annunciate, grandi proporzioni. E’ noto a tutti ,e da moltissimi anni, che le acque del bacino di Sangemini hanno proprietà specifiche in ambito clinico, molto indicate per terapia idropinica, ma sicuramente non vi sono evidenze che possano far pensare ad un uso esterno.
Ed allora perché questo atteggiamento scomposto, questo agitarsi da parte di Sindaco e Presidente della Provincia? Perché volere a tutti i costi accorpare la vicenda del rinnovo delle concessioni con un progetto termale che con l’acqua di San Gemini non ha nulla a che fare? C’era forse la volontà di utilizzare per piscine ed idromassaggi l’acqua minerale, pur sapendo che in tale impiego non avrebbe nessuna utilità? Solo per utilizzare il brand Sangemini a scapito dell’ignaro consumatore? Ed in tal malaugurato caso non si è pensato che un uso anomalo dell’acqua avrebbe depauperato la produzione della stessa in imbottigliamento, sottraendo cosi un importante elemento di economia al territorio? Era forse il cavallo di T***a per fare entrare sul territorio il progetto di un mega stabilimento termale che di veramente termale avrebbe avuto solo la mescita dell’acqua?
Sia chiaro sin d’ora che l ‘Associazione “Parliamo di San Gemini” non è assolutamente contraria – anzi auspica- ad una attività ricettiva di alto target che possa in qualche modo evidenziare e sostenere il nome ed il marchio Sangemini anche e soprattutto fuori dai confini regionali, apportando benessere e positiva economia al territorio, ma è pure consapevole che prima di avviare ogni iniziativa imprenditoriale sia obbligatorio e necessario ascoltare e rispettare la voce del territorio ed in particolare di chi in quel territorio lavora e vive.
Acqua amara potrebbe essere il titolo se si trattasse di un romanzo, ma, si sa, i romanzi si scrivono con la fantasia e l’immaginazione, mentre gli atti giuridici devono sottostare ai principi di legalità e non lasciare spazio a progetti incantatori e faraonici non si sa di quale possibile realizzazione.
In questo caso la Giunta regionale ha agito con la massima aderenza alla norma, applicando il disposto della legge regionale del 2021, voluta dalla Amministrazione precedente, tutelando l' importante risorsa idrica ed assicurando la continuità dell’attività di imbottigliamento che rimane il principale volano dell’ economia locale.
Nulla vieta, in conclusione, che si possano sviluppare futuri progetti che possano, a latere della attività di imbottigliamento che va sostenuta e rilanciata, apportare risorse e benessere alla Comunità, ma senza creare commistioni, intrecci o collegamenti al brand Sangemini Acque minerali.

09/03/2026
07/03/2026

𝐁𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐒𝐚𝐧𝐠𝐞𝐦𝐢𝐧𝐢: 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢, 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐚𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐞𝐝 𝐞𝐪𝐮𝐚 𝐫𝐞𝐦𝐮𝐧𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨

Nella predisposizione dell'avviso relativo alla procedura di evidenza pubblica per il rilascio delle concessioni di acqua minerale del Bacino Sangemini, come Giunta regionale abbiamo voluto definire un quadro chiaro e innovativo di criteri che mette al centro interesse pubblico, dignità del lavoro e rispetto dell'ambiente

➡️ 𝐓𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚 𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞. La procedura di gara prevederà clausole sociali vincolanti. Gli operatori economici dovranno impegnarsi a utilizzare tutti i lavoratori già impiegati dal concessionario uscente. Previsti meccanismi di premialità per le offerte che proporranno ulteriore incremento dei livelli occupazionali.

➡️ 𝐒𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐚𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐞𝐝 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐚 𝐜𝐢𝐫𝐜𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞. La Regione premierà i progetti volti alla riduzione dei rifiuti, con particolare favore per l'uso del vetro e l'introduzione del sistema del deposito cauzionale. Viene inoltre prevista la possibilità di un uso plurimo delle acque.

➡️ 𝐄𝐪𝐮𝐚 𝐫𝐞𝐦𝐮𝐧𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨. Per assicurare che la risorsa idrica generi un ritorno economico per la collettività, il nuovo concessionario sarà tenuto a versare, oltre al diritto annuo di superficie, un corrispettivo commisurato al volume di acqua effettivamente utilizzata.

➡️ 𝐋'𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢𝐞𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥 𝐁𝐚𝐜𝐢𝐧𝐨. Per garantire una gestione industriale efficiente e coerente, la procedura assicurerà l'unitarietà delle concessioni oggetto della gara.

E' la 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐚𝐩𝐩𝐥𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐢𝐩𝐥𝐢𝐧𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 (LR 7/2021) che introduce il metodo della gara pubblica per l'assegnazione delle risorse idriche minerali. L'atto riguarda un complesso di concessioni di alto rilievo: Sangemini, Antiche Sorgenti Umbre - Fabia, Fonte Aura e Grazia Sorgenti di Acquasparta.

💧Non stiamo solo assegnando una risorsa, ma tracciando il futuro industriale e sociale di un intero territorio garantendo benefici alla comunità.

25/02/2026

L’ “Associazione” Parliamo di San Gemini “ aderisce al Comitato Centrale Umbra per il NO al referendum. E’ una adesione convinta e sostenuta dai principi dell’ Associazione che ritiene fondamentali, ai fini di una civile e democratica convivenza, i Valori costituzionali. Rispettare la Costituzione significa assicurare a tutti i cittadini le irrinunciabili libertà connesse con la persona umana. Respingiamo, quindi, con forza e consapevolezza questo subdolo tentativo di aprire la strada ad ancora più gravi limitazioni della Democrazia, votando NO ad una riforma che tale non è ma, anzi, ha tutte le caratteristiche di un pericoloso arretramento culturale, sociale ed istituzionale. L'Associazione "Parliamo di San Gemini" invita tutti i cittadini a partecipare attivamente al dibattito e a esprimere il proprio dissenso contro questa riforma, difendendo i principi fondamentali della nostra identità democratica come affermati dalla Carta costituzionale.

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San Gemini
05029

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