30/04/2026
TERME DI SAN GEMINI. IDEA O PROGETTO?
Lo scorso venerdì 24 Aprile è stato effettuato il consiglio comunale aperto nel Comune di San Gemini con la partecipazione di molte rappresentanze istituzionali e soprattutto con la presenza di tanti cittadini interessati alla tematica trattata. Una tematica che sta nella tradizione dei sangeminesi che auspicano di rivivere quel meraviglioso ambiente del cosidetto “Parco della Fonte” tanto frequentato negli anni passati.
Al consiglio ha partecipato anche l’assessore regionale competente, Tomas De Luca. L’oggetto di tanto interesse è relativo alla realizzazione delle nuove TERME di San Gemini. Un progetto, o per meglio dire in modo più appropriato “UNA IPOTESI PROGETTUALE”, che così come rappresentata dall’amministrazione comunale e da tutti i presenti potrebbe dare una svolta al territorio aumentandone l’attrattività e l’economia locale. Ma che la sua attuazione sembrerebbe, a detta del Sindaco, condizionata allo sdoppiamento dell’attuale concessione idrica regionale in fase di rinnovo. Sembrerebbe che un 25% della potenzialità delle risorse idriche di acqua minerale dovrebbe essere alle nuove Terme, sottraendo tale quantità alla disponibilità dell’attuale polo produttivo di imbottigliamento dell’Acqua Minerale Sangemini. Una richiesta fortemente ed insistentemente pretesa dal Sindaco del Comune di San Gemini con il sostegno delle rappresentanze politiche presenti, dal consigliere regionale Melasecche, al vice presidente delle Provincia Ferranti e che precedentemente aveva avuto sulla stampa locale anche un robusto intervento del Sindaco di Terni, Bandecchi . La realizzazione delle nuove Terme, seppur inevitabilmente auspicata da TUTTI i cittadini sangeminesi, quale potenziale volano di crescita del territorio, ha generato e genera una forte PREOCCUPAZIONE per la futura capacità produttiva della società Sangemini a cui viene sottratta una rilevante quantità di materia prima. Ciò comporta, conseguentemente, forti timori circa il mantenimento dell’attuale stato occupazionale. Ad oggi la soc. Sangemini occupa oltre 70 unità di provenienza del Comune di San Gemini e dei territori limitrofi a cui corrispondono altrettante famiglie. Inoltre le più o meno recenti vicissitudini della Società Sangemini con due concordati pregressi, con una riduzione della produzione e con i mancati investimenti rispetto agli impegni assunti, non lasciamo molta tranquillità ai lavoratori e chi ad essi è interessato. Sono abbastanza ovvie, pertanto, le diverse posizioni di diffidenza emerse sull’ipotesi di progetto delle Terme con il rischio che “ si spogli un’altare per vestirne un altro” e rispetto al quale, sino al suddetto consiglio comunale aperto, non è stata data alcuna informazione di dettaglio, non è stata dimostrata alcuna garanzia di sostenibilità e compatibilità tra l’attività produttiva di imbottigliamento e la nuova attività termale. Sino a tale momento ci sono state solo enunciazioni da parte dell’Amm.ne Comunale :
- ci sarà un grande ritorno in termini di turismo con presenze annue di 120.000 unità e con riflessi a cascata sull’economia di tutto il territorio,
- verranno occupati, prima 50 e poi 100, nuove unità,
- non ci saranno pregiudizi di sorta per la soc. Sangemini anzi la stessa potrà operere in sinergia con la nuova soc. Terme con ulteriori benefici per la stessa,
- ecc., ecc.
Oltre a ciò, e sino al consiglio comunale aperto, non è stato rappresentato alcuno studio, alcuna informazione aggiuntiva, alcuna analisi approfondita e documentata a dimostrazione dei risultati enunciati ed a sostegno dell’iniziativa.
Quindi il consiglio comunale aperto era l’occasione per avere le giuste risposte a tutti i quesiti e fugare le perplessità ed i dubbi del momento nonché giustificare lo spezzettamento della concessione idrica in favore del nuovo progetto.
Ahimè così non è stato.
Il tutto è iniziato con le premesse del Sindaco in cui sono stati nuovamente ribaditi i vantaggi dell’iniziativa e reiterati i solleciti avanzati alla Regione per l’accoglimento di quanto richiesto in termini di concessione idrica. Si è poi soffermato sulla posizione di coloro, ed in particolare sulla posizione dei consiglieri di minoranza, che sino al momento avevano espresso dubbi circa l’iniziativa, tacciandoli di volerla ostacolare con conseguente danno per l’intera cittadinanza sangeminese. Ha poi invitato il rappresentante delle Terme Italia, società interessata all’investimento sulle nuove terme, il quale, oltre a fare una sintetica presentazione della società, ha rappresentato in modo altrettando sintetico il progetto delle terme limitandosi a mostrare soltanto una planimetria del territorio interessato dall’investimento. Senza aggiungere altri dettagli utili alla conoscenza dell’intervento, senza citare i contenuti del progetto, senza l’esposizione di un piano economico finanziario a sostegno della fattibilità dell’intervento. Pertanto se l’occasione era quella di conoscere il progetto, le sue potenziabilità, le ricadute sul territorio, l’uso delle risorse, è stata un’occasione mancata.
A ciò hanno fatto seguito una serie di interventi dei rappresentanti istituzionali sopracitati che hanno semplicemente segnalato il loro sostegno all’iniziatitiva. Dopodichè è stata la volta dell’assessore regionale Thomas De Luca. L’Assessore ha reso noti i contenuti del bando per il rinnovo della concessione per le acque minerali in corso di approvazione precisando che lo stesso è stato redatto con il duplice obiettivo di salvaguardare l’occupazione e dare sviluppo al territorio. Per quest’ultimo il bando prevede criteri premiali per l’uso plurimo delle acque. In parole povere da quanto sopra emerge che la Regione intende mantenere unitaria la concessione, senza spezzettamenti, favorendo nel contempo un uso diverso delle acque, anche per attività termali a beneficio dello sviluppo territoriale.
Sono, poi, proseguiti altri interventi a cura dei consiglieri di minoranza che si sono prevalentemente incentrati sulla salvaguardia dell’occupazione, sul corretto uso delle acque minerali temendo che le acque minerali possano essere impiegate anche per l’alimentazione delle piscine termali. Ma quest’ultimo quesito è rimasto senza esplicito riscontro.
Molto interessante è stato poi l’intervento dei sindacati che oltre a dare maggiori informazioni sulle esigenze produttive della soc. Sangemini, sull’uso attuale delle diverse tipologie di acque prelevate, sulla necessità di effettuare delle miscelazioni tra quest’ultime per garantire la qualità dell’acqua imbottigliata nel rispetto delle autorizzazioni ministeriali, e quindi sulla necessità di un’oggettiva valutazione dell’eventuale riduzione della disponibilità idrica, hanno invitato le istituzioni a valutare la creazione di un tavolo con la presenza anche dei rappresentanti della soc. Sangemini e della soc. Terme Italia per trovare un percorso condiviso al fine di facilitare la realizzazione dell’obbiettivo: garantire lo sviluppo industriale delle due aziende e quello territoriale.
Infine, il consiglio si è concluso con l’intervento dell’Assessore comunale Soli che, visto quanto emerso dal susseguirsi degli interventi circa la mancanza di elementi conoscitivi fondamentali e propedeutici per garantire una progettazione affidabile ed un risultato certo, invita tutti a reperire maggiori informazioni sulla disponibilità dell’acqua, sull’attuale uso della stessa, sulla relativa qualità tra le diverse captazioni, sulla quantità da poter sottrarre alla produzione della soc. Sangemini senza creare danno alla stessa, ecc. Insomma, invita a reperire i dati necessari a dimostrare la sostenibilità del progetto delle nuove Terme onde evitare dubbi, preoccupazioni, falsi alibi ed insuccessi.
Quest’ultimo intervento fa nascere l’ulteriore sospetto che la sostenibilità del progetto delle nuove Terme non sia conosciuto neanche tra gli amministratori comunali. Se qualcuno è, anzi era, in obbligo di fare i dovuti accertamenti questo è prorpio il promotore dell’iniziativa. Il Comune avrebbe dovuto sincerarsi dell’affidabilità della proposta progettuale prima di portarla in partecipazione. E’ impensabile che si sia operato con tanta leggerezza. E’ possibile che il tutto sia basato solo sull’IDEA, pur splendida che sia, ma solo un’ IDEA, senza certezze di risultato se non, forse, per le sole nuove Terme? Diversamente dovremmo pensare che le conoscenze ci sono ma sono in possesso di pochi. Sul perché le stesse non vengano divulgate rimane un mistero. Forse c’è anche il timore di dichiarare che le acque pretese vengono utilizzate non soltanto per le cure idropiniche ma anche, ed in grande quantità, per altri usi, come il riempimento delle piscine per le attività di balneazione. Se fosse ancora solo una IDEA come si fa a presentare alla cittadinanza una ipotesi progettuale, senza sincerarsi che la stessa presenti tutti i presupposti di fattibilità tecnico economica? Su quali basi viene preteso da parte del Sindaco lo spacchettamento della concessione idrica con l’assegnazione del 25% delle risorse alle Terme senza avere un progetto affidabile? Perché coloro che rappresentano le loro perplessità su questa operazione vengono tacciate a più riprese, in pubblico, sui social, sulla stampa, di ostacolare lo sviluppo della cittadina? Se prima del consiglio comunale c’erano dei dubbi e delle preoccupazioni, dopo lo stesso i dubbi e soprattutto le preoccupazioni si sono enormemente AMPLIFICATE. Che l’elevato quantitativo di acque minerali preteso dalla Regione per alimentare le Terme è destinato ad altri usi è palesemente OVVIO. Per orientarsi su questo ultimo tema facciamo due conti spannometrici per capire di cosa stiamo parlando in termini dimensionali. La soc. Sangemini ha una potenziale capacità produttiva di imbottigliamenteo per oltre 150 milioni(mln) di bottiglie l’anno. Per contro l’azienda si era impegnata a produrre almeno 110 mln di bottiglie l’anno. Utilizziamo questo ultimo dato come riferimento per valutare l’entità della dotazione di acqua pretesa per le Terme. Incrementiamolo di almeno un 20%-30% per tenere conto degli sprechi di lavorazioni, ne consegue che la quantità di acqua strettamente necessaria all’attività produttiva si potrebbe aggirare intorno ad almeno 140 mln di litri, ossia 140 mila metricubi l’anno. Da ciò ne deriva che il 25% preteso per la realizzazione delle Terme corrisponde ad almeno 35 mila metri cubi l’anno. Il suddetto valore diviso per i giorni dell’anno porta ad una dotazione media minima giornaliera di circa 96 metri cubi. A questo punto va precisato che l’acqua minerale Sangemini ha propietà esclusivamente IDROPINICHE, benefiche per la cura delle patologie gastroenteriche, epatiche e renali che vengono acquisite dal corpo umano mediante assunzione per via orale. Non hanno quindi alcuna efficacia curativa se utilizzate per la balneazione. Un uso esclusivamente idropinico di acqua minerale per una utenza termale di 120.000 unità all’anno, così come prospettato dall’amm.ne comunale, richiederebbe una dotazione massima di acqua di circa 1,15 metri cubi al giorno. Tale valore è determinabile ipotizzando un abbondante consumo medio per utenza pari a 3.5 litri al giorno il che,moltiplicato per le utenze giornaliere pari a circa 330 unità, porta al valore sopra precisato corrispondente al 1,2% delle risorse della concessione regionale. Quindi è assolutamente chiaro che quanto preteso dall’ipotesi progettuale delle nuove Terme è destinato a coprire gli interi fabbisogni idrici della nuova attività e non solo quelli curativi. Alla luce dell’analisi sopra abbozzata, il 25% della concessione, ossia i 96 metri cubi giornalieri, è un quantitativo così elevato che fa pensare ad una valutazione anch’essa spannometrica frutto di una stima approssimata, come l’intero progetto, dimensionata con ampio margine di sicurezza.
Da quanto sopra ne viene fuori un quadro assai preoccupante:
- il progetto sembra carente delle conoscenze di base necessarie a garantire la sostenibiltà imprenditoriale e l’occupazione della soc. Sangemini,
- si fa una esagerata richiesta di acqua minerale e soprattutto se ne fa un UTILIZZO IMPROPRIO. L’acqua minerale è una risorsa pregiata che va tutelata e non sperperata con usi inappropriati.
E’ EVIDENTE che in queste condizioni, con questo grado di superficialità progettuale, le preoccupazione non possono venir meno. Pretendere una totale adesione al progetto solo sulle enunciazioni senza dimostrarne la validità, la sostenibilità, è come pretendere un ATTO DI FEDE. La partita è molto delicata. Su problematiche così importanti come la salvaguardia della produttività industriale e dell’occupazione, la salvaguardia delle risorse naturali e dell’ambiente, non si può fare un atto di fede. Si deve pretendere di acquisire tutte le certezze del caso. Il tutto con l’impegno di FARE BENE e non solo “fare per fare”.
A questo punto si spera che il confronto sviluppatosi in sede di consiglio comunale e le conclusioni in esso riportate con l’invito a valutare più attentamente i presupposti, possa portare l’amm.ne comunale e soprattutto il promotore ad approfondire meglio la tematica eliminando tutte quelle incertezze riscontrate nella formulazione attuale.
E’ indubbio che TUTTI I CITTADINI sono interessati alla realizzazione delle nuove Terme perché come anzidetto è nella loro TRADIZIONE. Ma non si può prescindere dal garantire il mantenimento dell’esistente dando tranquillità ai lavoratori ed alle loro famiglie e rispetto per l’ambiente.
Il tutto con la speranza, infine, che le risultanze dell’ipotesi progettuale REVISIONATA possano essere rappresentate, ampiamente ed in modo esaustivo, a tutta la cittadinanza in un nuovo consiglio comunale aperto.