10/06/2026
COMUNICATO STAMPA - WWF Lombardia sulla presenza del lupo nel Lodigiano: no ad allarmismi ingiustificati, sì a un confronto serio fondato su dati e responsabilità.
WWF Lombardia esprime forte preoccupazione per il tono inutilmente allarmistico con cui il tema della presenza del lupo nel Lodigiano è stato affrontato nell’articolo pubblicato da “Il Cittadino” di Lodi il 9 giugno scorso, firmato da Andrea Bagatta, nel quale vengono riportate le dichiarazioni di Francesco Pacchiarini di Confagricoltura.
WWF Lombardia contesta con decisione il continuo ricorso alla paura e agli allarmismi in relazione al ritorno del lupo, una specie la cui presenza va affrontata con rigore scientifico, equilibrio e senso
di responsabilità pubblica. Alimentare timori immotivati non aiuta la convivenza, non tutela i cittadini e non contribuisce a costruire soluzioni efficaci per il territorio.
Ad oggi, non risultano incidenti di alcun tipo a danno delle persone riconducibili alla presenza del lupo nel territorio in questione. Per questo riteniamo scorretto e fuorviante rappresentare il fenomeno in termini emergenziali, senza un riscontro oggettivo nei fatti. Le statistiche disponibili indicano infatti una sostanziale non pericolosità del lupo per l’uomo, mentre rischi ben più concreti
derivano, ad esempio, dalla presenza di cani vaganti o mal custoditi.
WWF Lombardia invita inoltre a una verifica puntuale dei dati riportati. Nell’articolo si parla di una possibile presenza di 60 esemplari entro la fine del 2026: una stima che appare oggi estremamente difficile da sostenere e che necessita di essere motivata con trasparenza, indicando fonti, metodo di
calcolo e basi scientifiche. Ci chiediamo infatti su quali elementi venga formulata tale previsione, considerando che, secondo quanto riportato nel dibattito pubblico, a marzo 2025 risultavano censiti
complessivamente 10 esemplari.
Una proiezione di crescita così marcata non tiene adeguatamente conto di fattori decisivi, come l’elevata mortalità dei cuccioli e la mortalità causata da fattori antropici, tra cui in particolare il
traffico veicolare. Il numero dei predatori non cresce in modo esponenziale, come troppo spesso si tende a sostenere nel dibattito pubblico, ma segue precise regole ecologiche e dinamiche naturali legate alla disponibilità di habitat, risorse, dispersione e sopravvivenza.
WWF Lombardia ricorda inoltre che la presenza di un predatore apicale può contribuire all’equilibrio degli ecosistemi, anche contenendo popolazioni di specie come nutrie, caprioli e
cinghiali, la cui pressione può determinare impatti rilevanti sulle attività agricole e sugli ambienti naturali.
Per queste ragioni, WWF Lombardia lancia un appello a tutti gli attori del territorio - cittadini, amministrazioni pubbliche, agricoltori e mezzi di informazione – affinché un tema affascinante e
complesso come il ritorno del lupo nei suoi territori ancestrali venga affrontato in maniera oggettiva, rigorosa e documentata. Il confronto pubblico deve basarsi su dati effettivi, conoscenze
scientifiche aggiornate e una corretta informazione, non su narrazioni emotive o su paure amplificate.
WWF Lombardia invita infine tutti ad adottare comportamenti virtuosi utili a favorire una corretta convivenza con la fauna selvatica:
- non dare cibo agli animali selvatici;
- custodire con attenzione gli animali d’affezione, evitando di lasciarli all’aperto durante le ore notturne;
- non abbandonare rifiuti o fonti alimentari che possano attrarre fauna selvatica;
- adottare adeguate misure di protezione per gli animali da reddito.
Solo attraverso un approccio serio, informato e non ideologico sarà possibile costruire una convivenza equilibrata tra attività umane, sicurezza e tutela della biodiversità.
Il WWF Lombardia si dichiara disponibile ad incontrare autorità ed enti coinvolti sul tema per una proficua collaborazione.