13/05/2025
Siccome nel gruppo Sei di San Donato Milanese se... non ci è stato concesso diritto di replica, postiamo pubblicamente la nostra risposta.
Per correttezza, segnaliamo che ci è stata data la possibilità di rispondere direttamente all'autore del post in questione. Lasciamo comunque la risposta pubblica per dare a tutti modo di conoscere il nostro pensiero.
Lo striscione in questione è appeso all'interno della Casetta, la nostra sede, che ci è stata assegnata tramite un patto di collaborazione col Comune ormai da diversi anni e ben prima dell'elezione dell'attuale Sindaco (che, dunque, non ha nessuna ragione di essere tirato in causa, se non a fini propagandistici).
La Casetta è per noi il luogo centrale della nostra attività di associazione, è un luogo che ci stiamo impegnando a riqualificare, a curare e a restituire alla comunità sandonatese. In quanto tale, troviamo giusto che sia anche il luogo in cui ci sentiamo liberi di condividere i nostri ideali. Sando Calling è un'associazione apolitica, ma essere antifascisti non è una scelta politica, bensì un dovere civico di ogni cittadino italiano. Sando Calling è antifascista.
Opporsi al fascismo non significa essere comunisti (come il post sembra lasciar intendere), ma significa essere democratici. Riteniamo che un Consigliere Comunale, in quanto membro di un organo della nostra democrazia, debba essere il primo a condividere con noi la volontà di dirsi antifascista. Invece, non solo condanna davanti alla comunità il nostro messaggio, ma ci priva anche della possibilità di contraddittorio bloccando le nostre risposte in un gruppo che dovrebbe, stando al suo regolamento, essere aperto a tutti. Questo atteggiamento è tutto meno che democratico, e forse così si spiega l'indignazione suscitata dal nostro striscione.
Avendo esposto le nostre ragioni, invitiamo il suddetto Consigliere a darci un motivo valido e democratico per togliere lo striscione. Fino ad allora:
Meglio porco che ɐʇsı̣ɔsɐɟ