08/06/2026
Il 30 maggio si è conluso l’erasmus+ Back to Basic, il primo targato Chilometr01.
Organizzato dall’associazione Ia Villa, è stato un momento prezioso per i partecipanti di riflessione ed esplorazione condivisa sul tema del lavoro giovanile. Ce ne parla bene Ester, una delle partecipanti che Chilometr01 ha inviato.
“Issor, Francia: un paesino minuscolo e meraviglioso immerso nei Pirenei, con le aquile che volavano letteralmente sopra le nostre teste.
Qui abbiamo svolto “Back to Basics” un erasmus training dedicato agli strumenti base del youth work.
Sono stati 7 giorni completamente immersi nella natura, circondati da persone incredibili provenienti da tutta Europa: Danimarca, Germania, Serbia, Repubblica Ceca, Portogallo...
Insieme abbiamo esplorato a fondo le nostre competenze e motivazioni legate al lavoro con i giovani (youth work), approfondendo i metodi dell’educazione non formale e creando un’atmosfera assolutamente incredibile.
Abbiamo riscoperto il nostro “PERCHÉ” più profondo: perché desideriamo lavorare con i ragazzi e perché è così vitale creare centri di aggregazione giovanile che li facciano sentire davvero a casa.
Durante questa settimana intensiva ho acquisito competenze inestimabili. Ho migliorato la mia capacità di lavorare in team internazionali, di praticare l’ascolto attivo e di comunicare in modo significativo attraverso i metodi della comunicazione non violenta (CNV), essenziali per favorire il dialogo e gestire i conflitti in modo pacifico.
Ho anche rafforzato le mie capacità nella gestione delle risorse, nella sensibilità interculturale e nella valutazione dei progetti, imparando a monitorare e adattare costantemente le attività ai bisogni reali dei partecipanti.
Questo progetto ha plasmato profondamente il mio approccio allo youth work. Allontanandoci dalla classica didattica frontale, abbiamo abbracciato pienamente i valori e i principi dell’apprendimento non formale. Attraverso attività esperienziali, dinamiche di gruppo e riflessioni tra pari (peer-to-peer), ho imparato come mettere le voci e il vissuto dei giovani al centro di tutto, creando per loro un ambiente sicuro, inclusivo e stimolante.”